Astrologie Individuelle
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GLI ASTERISMI DELLA PARENTELA

Traduzione italiana di Luciano Drusetta

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Possiamo dire che il "padre" di ciò che viene chiamato, peraltro con la formula da lui coniata e che ce lo fa venire in mente, "l'ereditarietà astrale", è Paul Choisnard. Questo argomento di studio si ritrova nella maggior parte delle sue numerose opere, dove ritorna come un leit motiv: in breve, è il pezzo forte della sua opera.

Il suo Tema Natale lo testimonia in maniera eloquente: il Sole, signore del Medio Cielo, forma una triplice congiunzione con Mercurio e Giove in campo IV, trio che riceve un trigono dall'Ascendente il cui signore, Urano, si trova in Cancro. E Urano transita su questa congiunzione proprio adesso che l'ereditarietà astrale viene definitivamente riconosciuta.

Choisnard pubblica il suo primo libro nel 1900: Influence astrale (Influenza astrale, ed. Chacornac), composto da una serie di articoli comparsi nei due anni precedenti in diverse riviste. Il capitolo IV, di 14 pagine, è interamente dedicato all' "atavismo astrale". Egli riprenderà peraltro questa scelta di campo nella prima pagina del libro intitolato La Loi d’Hérédité Astrale (La Legge dell'Ereditarietà Astrale, ed. Chacornac, 1919): Era il 1900 quando scrissi le mie prime note su questa nuova questione della "ereditarietà astrale"; allora il mio scopo principale era di mostrare, con esempi che colpissero, le curiose somiglianze di molti cieli di nascita di parenti. Quando consegnai il mio Étude nouvelle sur l’hérédité (Nuovo studio sull'ereditarietà, ed. Chacornac) nel 1903, numerosi esempi mi avevano già portato a concludere che la "nascita normale tende ad avere luogo non sotto un cielo qualunque, ma sotto un cielo che ha una certa analogia con quello dei genitori", il che dimostrava a priori un legame fra l'ereditarietà e il cielo di nascita, cioè una "influenza astrale" (o per lo meno espressa dagli astri) reale per l'uomo.

A partire da ciò Choisnard getta le basi per uno studio esemplare quanto a imparzialità di scelta. Quando vengono ricordati i brogli sulla scelta dei campioni sportivi, egli non ha torto: Ora, ognuno può constatare che la "scelta" non saprebbe offrire più garanzie di imparzialità che quando si tratta di considerare, come in questo caso, delle comparazioni ereditarie tra padre, madre, fratelli e sorelle. E insiste a più riprese su questa scelta non equivoca dei casi da utilizzare, […] al riparo da ogni accusa di selezione sospetta. E ancora: Qui il grande vantaggio della statistica è che essa poggia su individui la cui selezione è senza ambiguità e di ordine impersonale.

Choisnard arriva a mettere in scena delle configurazioni che contribuiscono alle somiglianze astroereditarie, che egli paragona alle somiglianze fisiche dei volti che si notano fra i parenti. D'altro canto ciò che conta qui molto spesso è il colpo d'occhio fisionomico delle carte del cielo: la somiglianza dei tratti comuni dei due temi astrali che si avvicinano, si sposano, assumono "un'aria familiare": quasi si trattasse di una parziale duplicazione. Di ciò Choisnard arriva a dire: Devo anche aggiungere che non soltanto queste somiglianze (astroereditarie) colpiscono ancora più di quelle dei volti umani, ma che esse hanno il vantaggio di comportare una stima più precisa riguardo al valore dimostrativo degli elementi di dettaglio. Per chi ha familiarità con i grafici di nascita, queste arrivano ad assumere, attraverso la coordinazione dei loro elementi variabili, una vera e propria "fisionomia molto netta", molto più caratteristica che non l'espressione fisica dei tratti del volto.

In questo lavoro del 1919 si vede che ciò che conta è proprio questo "colpo d'occhio": Pertanto i 40 casi circa che fino ad ora compongono l'elenco dello studio che sto tuttora pubblicando, sono dati a titolo "di esempio" piuttosto che di "prova"; anche se molti di essi (corrispondenti a dei massimi di eccezionale somiglianza) rappresentano già di per sé dei chiari risultati statistici.

L'esempio numero I presentato in Influence astrale è quello della coppia Napoleone III (Parigi, 20 aprile 1808 ore 1:00) e suo figlio (Parigi, 16 marzo 1856 ore 3:15). Da notare subito gli Ascendenti a 12° del Capricorno con Giove fianco a fianco nei Pesci, una comune congiunzione Mercurio-Venere, le posizioni in II…


[Nota del Traduttore: Fig. 1: TN di Napoleone III (sopra) e del figlio (sotto)]
[Nota del Traduttore: 33° esempio: TN di Alfonso XIII (sopra) e del figlio, µ
il Principe delle Asturie (sotto)]


[Nota del Traduttore: 34° esempio: TN di Carlo V (sopra) e del figlio Filippo II (sotto).
L'Autore parla di un "comune Saturno al FC", ma nel TN di Filippo II Saturno è al Discendente]

Come si vede, qui entra in gioco l'insieme di tre ordini di fattori: posizioni zodiacali, occupazione delle case e aspetti. Da qui, ciascuno di questi fattori viene messo in rapporto statistico. Perché questo è lo scopo di Choisnard: confrontare il caso generale delle nascite qualunque con il caso di nascite di parenti stretti, per vedere se le analogie notate siano palesemente più frequenti nel secondo caso piuttosto che nel primo.

Tra le prove materiali Choisnard porta la Luna nella stessa posizione zodiacale, elemento indicatore parziale di ereditarietà e allo stesso tempo di facoltà innata, e aggiunge similmente la posizione del Sole (pag. 46), ottenendone una percentuale superiore.

L'opera termina con una galleria di casi – estratti delle casistiche dei suoi due studi precedenti – che costituiscono una vero padiglione delle meraviglie, un vero giardino delle delizie astrologiche.

Si comincia con il trentaduesimo esempio, riguardante l'eredità collaterale di due primi cugini nati da padri che erano fratelli e da madri che erano sorelle: uno nato ad Amiens il 14 giugno 1865 alle 19:45 e l'altro nato ad Algeri il 5 giugno 1866 alle 14:15. Sono due temi marcatamente simili, quasi due copie conformi: Sarebbe impossibile trovare, nei 365 giorni dell'anno 1866, un altro giorno così nettamente favorevole quanto il 5 giugno alle analogie notate.

Il suo trentatreesimo esempio, già esposto in Preuves et bases de l’astrologie scientifique (Prove e basi dell'astrologia scientifica, ed. Chacomac 1908) è quello di Alfonso XIII (Madrid, 17 maggio 1866 a mezzogiorno) e di suo figlio il Principe delle Asturie (Madrid, 10 maggio 1907 alle 12:35), che batte il record delle sovrapposizioni: stesso Ascendente, Sole, Mercurio e Venere con la ripetizione di due medesimi aspetti e di un legame Venere-Giove-Urano.

Il suo trentaquattresimo esempio (pubblicato precedentemente in Influence astrale del gennaio 1913) è quello di Carlo V (Gent, 24 febbraio 1500 del calendario giuliano alle 4:34) e di suo figlio Filippo II (Valladolid, 21 maggio 1527 cal. giuliano alle 14:48). Qui siamo subito colpiti dal ripetersi di una quintupla congiunzione degli stessi pianeti, un comune Saturno al Fondo Cielo e una ripetizione di aspetti: il trigono Marte-Nettuno, il sestile Mercurio-Saturno, il legame Luna-Venere…

Il trentacinquesimo esempio (ripreso da Influence astrale del maggio 1913) è quello di Edmond Rostand (Marsiglia, 1 aprile 1868 ore 17:00) e di suo figlio, l'attore Maurice Rostand (Parigi, 26 maggio 1891 ore 19:00). Qui si ripetono 9 aspetti simili, 3 pianeti nelle stesse case e 2 pianeti negli stessi segni, oltre a Giove angolare e una sovrapposizione orizzonte-meridiano. Il padre di Edmond (Marsiglia, 23 giugno 1843 ore 10:00) aveva, come suo figlio, l'Ascendente in Vergine e Giove ugualmente angolare al Discendente.

Il trentaseiesimo esempio tratta le analogie dei due nipoti di Guglielmo II (Potsdam, 4 luglio 1906 ore 9:15; e Potsdam, 9 novembre 1907 ore 9:30) tra di loro e con il loro padre, il kronprinz (Potsdam, 6 maggio 1882 ore 20:00), e poi la famiglia dell'imperatore di Germania. L'ultimo esempio della serie è dedicato alla famiglia Romanov e segnala in particolare che il padre Alessandro III (San Pietroburgo, 10 marzo 1845 ore 17:00) e il figlio Nicola II (San Pietroburgo, 18 maggio 1868 a mezzogiorno) mostrano la stessa congiunzione Luna-Giove sovrapposta in Ariete, e che la madre, l’imperatrice Maria Feodorowna (Copenaghen, 26 novembre 1847), ne ha una in Cancro. Tra madre e figlio si ripete una quadratura di Venere con la congiunzione Luna-Giove e più alla larga, Urano partecipa a questa comune dissonanza e alle posizioni comuni Ariete-Cancro.

Tornando ai primi esempi della serie (Influence astrale), il n° 3 è quello dello scienziato André Marie Ampère (20 gennaio 1775) e di suo figlio Jean-Jacques, uomo di lettere (12 agosto 1800), nei quali si ripete un trigono di Mercurio sulla congiunzione Luna-Marte, in trigono reciproco, oltre a una comune congiunzione Sole-Venere. L'esempio 4 è un padre nato il 9 agosto 1787 e il figlio nato il 17 agosto 1817, con cinque posizioni simili di Sole, Mercurio, Venere, Marte e Saturno. L'esempio numero 5 mostra una famiglia di dieci figli in cui la madre è nata al sorgere del Sole e il padre al calar del Sole, sei dei loro figli sono nati all'alba e un altro al tramonto. E così via…

Choisnard continuerà a presentare altri esempi (c'è solo l'imbarazzo della scelta) come, in Les Preuves de l’Influence astrale sur l’homme (Le prove dell'influenza astrale sull'uomo, ed. Chacornac 1927), i TN di Maurice Sand (Parigi, 30 giugno 1823 ore 3:00) e delle sue due figlie:  Aurore (Nohant, 10 gennaio 1866 ore 3:00) e Gabrielle (Nohant, 11 marzo 1868 ore 23:00), che mostrano somiglianze spettacolari. Ad essi aggiunge anche quello della nonna George Sand (Parigi, 1 luglio 1804 ore 15:00) in cui Sole, Mercurio e Venere sono congiunti col figlio. Inoltre c'è lo stesso Ascendente a metà Scorpione sia nella nonna che nelle due nipoti.

[Nota del Traduttore: TN di Maurice Sand (sopra) e delle due figlie Aurore (al centro) e Gabrielle (sotto)]

Col passare degli anni il nostro pioniere accresce il proprio archivio. In L’Astrologie et la Logique (L'Astrologia e la logica, ed. Chacornac 1922), Choisnard ricorda la somiglianza della posizione zodiacale della Luna, o quella del Sole, oppure di diversi pianeti, a partire da una frequenza generale di (20/360 ovvero 1/18) 5,5% – congiunzione a 10° di orbita – nel confronto tra cieli qualunque. Rilevando dunque le somiglianze su 130 gruppi di famiglie distinte formanti un insieme di più di mille comparazioni ereditarie, sono arrivato, invece del 5,5%, a una frequenza che tende a fissarsi tra il 9 e l'11%, e che si verifica facilmente tramite statistiche progressive fin dalle prime centinaia di comparazioni. Le statistiche comparate poggiavano – devo dirlo – su nascite quasi tutte francesi e contemporanee, provenienti dagli ambienti più diversi.

In L’Influence astrale et les Probabilités (L'influenza astrale e le probabilità, ed. Félix Alcan 1924), Choisnard dedica il capitolo VII a "La legge dell'ereditarietà astrale" concentrandosi sulla somiglianza delle ore di nascita. Dopo aver ottenuto il 10,5% su 1000 comparazioni, dichiara: Sono giunto ad ammettere che le somiglianze fra le ore di nascita erano più frequenti fra parenti che fra individui non legati da parentela; in altri termini, che la posizione del Sole in rapporto al meridiano (o distanza angolare tra le due posizioni) costituisce un fattore di ereditarietà e pertanto, innato.

Tutto ciò porta naturalmente a conclusioni logiche che egli esprime in modi differenti. Ricordiamo quelle de La Loi d’hérédité astrale: Nella disposizione degli astri nei cieli di nascita, le somiglianze sono molto più frequenti fra parenti che fra individui senza alcun legame di parentela, ciò che ci porta ancora ad affermare che la natura tende a far nascere il bambino sotto un cielo che ha una certa analogia con quello dei suoi genitori. Più oltre aggiunge: Le influenze espresse dagli astri sono dunque legate in parte all'ereditarietà, vedendo in ciò una prova di corrispondenza positiva fra gli astri e l'uomo.

In Influence astrale Choisnard aveva già espresso questo punto di vista: La nascita normale non avviene dunque in un momento qualunque, ma bensì sotto un cielo che ha una certa analogia con quello dei genitori; il che prova a priori un legame tra l'ereditarietà e il cielo di nascita e, pertanto, una corrispondenza reale tra le facoltà dell'uomo e il cielo sotto il quale egli è nato. E' peraltro facile scartare qui, con l'ausilio delle statistiche e del calcolo delle probabilità, l'obiezione della coincidenza fortuita.

Choisnard riprende questa argomentazione in Essai de Psychologie astrale (Saggio di psicologia astrale, ed. Félix Alcan 1925): A questo proposito non si deve mai perdere di vista che non ci sono solamente certe disposizioni perché si è nati sotto un certo cielo, ma che allo stesso tempo si nasce sotto un certo cielo perché ci sono certe disposizioni, formatesi già conformemente all'ereditarietà e alla gestazione. Almeno questa è l'interpretazione più giusta che io conosca, se si tiene conto dei risultati già acquisiti dall'esperienza. Questi due fenomeni biologici concordano e sono verosimilmente collegati, soprattutto nel caso normale. Perché a ben considerare la cosa, non si può immaginare l'uno senza l'altro, data la legge dell'ereditarietà astrale. Se in effetti gli astri alla nascita non esercitassero alcuna influenza e orientamento sul nuovo nato, la tendenza che ha la natura a far nascere l'uomo sotto aspetti astrali analoghi a quelli dei genitori non avrebbe alcun senso.

Lo si vedrà ancora ripetersi in maniera diversa in Les Objections contre l’astrologie (Le obiezioni contro l'Astrologia, ed. Ernest Leroux 1927) e in Les Preuves de l’influence astrale sur l’homme (Le prove dell'influenza astrale sull'uomo, ed. Félix Alcan 1927): L’uomo non nasce normalmente sotto un cielo qualsiasi; tende a venire al mondo sotto un cielo che ha una certa analogia con quello dei genitori, a discapito delle circostanze diverse che possano far variare l'istante della nascita, peraltro spesso difficile da precisare. Ciò dimostra che il cielo di nascita è già un indicatore almeno parziale della nostra connaturalità.

Peccato che, a causa delle sue indagini statistiche chiaramente insufficienti, Choisnard non abbia potuto portare la prova a favore della sua scoperta. Sarebbe morto alcuni anni più tardi, comunque convinto della sua verità.

 

 

DA PAUL CHOISNARD A KARL ERNST KRAFFT

 

Fra migliaia di persone, il sasso lanciato da Choisnard in questo campo viene ripreso da Krafft, il quale apre con questo argomento la sua Astrobiologie e il primo capitolo dopo l'introduzione si intitola appunto L’Hérédité astrale, e riguarda "l'ereditarietà della data di nascita":

Il primo problema che abbiamo affrontato è quello della coincidenza delle date di nascita che si può osservare così spesso fra i membri di una stessa famiglia. Queste coincidenze, che si riferiscono al mese ma anche ugualmente al giorno di nascita, si ripetono fin troppo spesso per poterle attribuire all'effetto del caso.

Segue, a titolo d'esempio, un diario familiare in cui questa ereditarietà della data di nascita appare particolarmente marcata; esempio illustrato durante una conferenza nel 1923 e già pubblicato nel 1927.

 

[Traduzioni delle didascalie e diciture:]

[Prima tabella:] PRIMA GENERAZIONE

Vernier = è un quartiere di Ginevra / Genève = Ginevra

Nos du registre = Numeri del registro / Sexe = Sesso / Date de naissance = Data di nascita

Tableau I a – Côté paternel = Tabella I a – Lato paterno

Date du père = Data del padre

[Traduzione della didascalia sotto la prima tabella:]

Da notare qui la ripetizione, ad intervallo di un anno, non soltanto dello stesso giorno ma anche della stessa ora!

 

[Seconda tabella:] Tableau I b – Côté maternel = Tabella I b – Lato materno

Date de la mère = Data della madre

 

 

 

 

[Terza tabella:] SECONDA GENERAZIONE

Tableau I c – Les enfants du couple désigné ci-haut

Tabella I c – Figli della coppia designata qui sopra

Tra le due generazioni si notano le coincidenze delle seguenti date:

                                   il 17, il 18 e due volte il 19 marzo,

                                   il 24 e il 27 giugno (ma si tratta di gemelli),

                                   il 10, 12 e 14 ottobre.

 

Segue un grafico zodiacale di ripartizione solare di una stessa famiglia di 14 membri.

 

Ecco l'espressione di quanto detto sotto forma di un grafico ottenuto come segue:


Esempio di ereditarietà della posizione solare

 Sono state segnate le posizioni del sole
per il giorno e l'ora della nascita
dei 14 membri della stessa famiglia.

Dopo la presentazione di una simile ripartizione del nodo lunare in una famiglia di 18 membri e di Marte in posizione topocentrica (16 volte sopra e 3 volte sotto l'orizzonte) in 19 membri della stessa famiglia, seguono due esempi di TN di padre-madre-figlio che presentano molti fattori comuni.


Fig. 6 - Esempio suggestivo di ereditarietà simultanea di molti fattori astronomici.

 

Entrato così nel merito, Krafft formula la propria legge di ereditarietà: L'uomo non viene al mondo sotto un cielo qualsiasi, ma sotto un cielo che mostra una somiglianza molto marcata col cielo di nascita di altri membri della stessa famiglia.

Nel corso del suo lavoro, egli richiama (pagg. 103-105) l'ereditarietà della data di nascita, effettuando una ricerca su 700 membri di 52 famiglie, da cui ottiene un indice numerico che "non lascia sussistere" alcun dubbio sull'esistenza di una legge che regola le date di nascita dei figli di una stessa famiglia con la marcata predilezione per lo stesso giorno. E alle pagine 146-151 egli si lascia andare ad alcuni "tagli suggestivi negli alberi genealogici" dove si ripetono tali fenomeni: stesse concentrazioni, stessi insiemi di aspetti…

Didier Castille porterà una conferma di questa prodigiosa "ereditarietà della data di nascita", in particolare dello stesso giorno.

Qui invece Michel Gauquelin viene deplorabilmente sconfessato. Nella sua Influence des astres (Influenza degli astri, 1955) egli aveva fatto due sfortunate dichiarazioni sullo stesso argomento. Ecco cosa scrive riguardo a Choisnard e a proposito de "l'ereditarietà della posizione del Sole nell'eclittica fra i parenti prossimi": Conclusione: anche qui, malgrado le affermazioni dell'autore, non esiste alcuna ereditarietà della posizione solare fra parenti prossimi; e tanto meno della Luna. E riguardo a Krafft, sempre a proposito del suo "esempio di ereditarietà di un particolare segno": Ecco tutto ciò che riguardava "l'ereditarietà astrale". Concludendo: per quel che riguarda il materiale presentato da Krafft, non esiste assolutamente alcuna prova di una influenza degli astri. E' invece provato che non esiste alcuna relazione "astrobiologica" qualsiasi in questo campo. Gauquelin stimerà di aver prodotto una dimostrazione con le 3924 comparazioni dell'articolo pubblicato nel numero 98 (maggio-giugno 1962) dei Cahiers astrologiques e riconfermerà questo suo disconoscimento nel n° 113 della stessa rivista.

 

 

MICHEL E FRANÇOISE GAUQUELIN

 

Dopo Les Hommes et les astres (Gli uomini e gli astri, 1960), nel 1966 Michel Gauquelin pubblica (in Présence Planète) L’Hérédité planétaire (L'ereditarietà planetaria). Lì egli presenta una statistica dello stesso tipo delle precedenti, basandosi stavolta su 16.037 comparazioni di 32.074 nascite di genitori e figli. Il risultato che ne ottiene è il seguente: un padre o una madre nato/a alla levata o alla culminazione di un pianeta tende ad avere una discendenza che presenta lo stesso indicatore astrale. Questo fenomeno di trasmissione si osserva indifferentemente per ciascun figlio, maschio o femmina, maggiore o minore, e passa in intensità da semplice a doppia quando i due genitori presentano una comune angolarità planetaria.

 

 

Diagramma 1: Pianeta alla nascita del genitore /

 

 

 

 

 

 

 Diagramma 2: Pianeta alla nascita di suo figlio

 

 

 

 

Genetica cosmica: l'orologio planetario marca spesso la medesima ora alla nascita dei genitori e dei figli.

Diagramma (1), in alto: il padre (o la madre) è nato dopo il passaggio dell'astro all'orizzonte o al meridiano in particolare dopo la levata o la culminazione superiore (zone ombreggiate).

Diagramma (2), in basso: suo figlio nasce di preferenza quando lo stesso astro ha appena superato l'orizzonte o il meridiano, in particolare la levata o la culminazione superiore. Questo effetto ereditario è stato osservato con la Luna, Venere, Marte, Giove e Saturno. Il diagramma (2) unifica le 35.907 osservazioni effettuate sui cinque astri.

(Da M. Gauquelin, L'Hérédité planétaire, ed. Denoël, Parigi 1966, pag. 103.)

Si doveva però osservare una restrizione. Gauquelin ha confrontato i risultati ottenuti sul gruppo di nascite naturali con quelli del gruppo di nascite pilotate, avvenute nelle cliniche dove i parti si fanno su appuntamento e in "ore lavorative". Risultato sorprendente: le correlazioni di astralità simili da genitori a figli, evidentissime nel caso del primo gruppo, calano drasticamente nel secondo gruppo! Le nascite pilotate, cioè provocate artificialmente, tendono ad aver luogo "a caso" e non presentano più, o quasi più, la correlazione della ripetizione della levata o della culminazione dello stesso pianeta; la "caduta verticale" dei risultati è evidente in un campione di 1440 comparazioni fatte su parti cesarei o col forcipe.

A sinistra: Ore di nascita "naturali" dei figli à si osserva l'effetto planetario ereditario

A destra: Ore di nascita "artificiali" dei figli à non si osserva più l'effetto planetario ereditario

 

 

 

L'orologio planetario non è più ereditario se la nascita del figlio non è naturale.

I diagrammi (1) e (2) danno la posizione dei pianeti (Luna, Venere Marte, Giove, Saturno) nei figli che alla nascita hanno uno di questi astri dopo l'orizzonte o il meridiano. Ma in (1) le ore di nascita sono naturali e in (2) sono artificiali.

(Da M. Gauquelin, L'Hérédité planétaire, op. cit.)

L'intensità dell'effetto planetario in ereditarietà dipende dall'agitazione magnetica terrestre.

Il bimbo proveniente da un genitore nato con l'astro dopo l'orizzonte o il meridiano ha due volte più possibilità di nascere sotto una posizione analoga dell'astro se nasce in un giorno magneticamente perturbato (linea continua) rispetto a quando nasce in un giorno calmo (linea tratteggiata). Qui sono stati sommati i risultati dei cinque astri.

(Da M. e F. Gauquelin, IV° Int. Congress Biometeorology, Rutgers Univ. 1966)

[Dicitura di fianco ai riquadri in alto:] Posizione dei pianeti di nascita dei genitori

[Dicitura in verticale]: Posizione dei pianeti di nascita del figlio

 

 

 

GLI ESPERIMENTI DEL 1966 + 1976 PER CIASCUN CORPO CELESTE

A: ORE DI NASCITA

B: EFFETTO PLANETARIO

Un terzo bilancio interessante riguardava la catalogazione di 16.000 nascite di bambini per confrontarle con l'agitazione del magnetismo terrestre. Si tratta di 16.000 giorni di nascita testati in funzione dell'intensità magnetica, riscontrando che la correlazione di ereditarietà osservata è più accentuata nei giorni magneticamente perturbati rispetto ai giorni magneticamente calmi.

Michel e Françoise portarono a termine una seconda indagine di cui riferirono al loro "Laboratorio" nel 1977: Replication of the Planetary effect in Heredity (Conferma dell'effetto planetario in ereditarietà) su un totale di 37.112 nascite rappresentanti 18.556 comparazioni tra genitori e figli.

La prima tabella riproduce, per ciascuno degli esperimenti del 1966 e del 1976 come pure per la loro somma, il risultato comparativo ottenuto: prima, quando uno solo dei genitori ha il pianeta angolare (linea discontinua), e poi quando entrambi i genitori presentano insieme la stessa angolarità (linea continua). Ora, chiaramente, il raddoppiamento del risultato nel secondo caso assume forma evidente.

Le due tabelle successive mostrano i risultati ottenuti per ciascun pianeta durante questo nuovo esperimento, e poi con la somma dei due esperimenti. Questi risultati sono impressionanti per i cinque astri coinvolti. Non vi è alcun dubbio, qui, che esiste una segnatura planetaria di tipo temperamentale che tende a trasmettersi da genitore a figlio.

Poco prima della sua scomparsa, Gauquelin portò a termine una statistica su 50.000 casi rivelatasi negativa, il che indebolì la convinzione dell'interessato senza peraltro spingerlo a passare dal tutto al niente, tenuto conto dei dati acquisiti in precedenza, supportati dai due bilanci sui gruppi professionali e le parole chiave. La logica di questo risultato, da collocare nell'insieme correlativo già ottenuto, si deve intendere solamente come una attenuazione del valore dei risultati precedentemente acquisiti sull'ereditarietà astrale.

Non resta che una domanda da porsi: l'assenza degli altri astri, muti, esclusi come se fossero inesistenti. Innanzitutto il Sole, che deve senza dubbio il suo eclissarsi al fatto di fondersi nel segno. Mercurio, Arlecchino equilibrista che con questo suo imboscarsi per marinare la scuola mostra forse tutta la sua mutabilità. E i transaturniani, più impersonali.

In questo nuovo studio, viene riconfermato il mancato risultato dei parti pilotati. Non viene osservato alcun effetto planetario nel caso di 1270 cesarei; e nel caso di 2380 parti col forcipe, l'effetto non scompare ma è differito in avanti come se la venuta al mondo fosse stata affrettata di circa un'ora. Inoltre, viene riconfermato anche l'effetto dell'agitazione geomagnetica osservato dieci anni prima.

I Gauquelin infine indicano ugualmente uno scarto di effetto da una generazione a quella successiva, che può essere la conseguenza di una migliore preparazione della madre al parto naturale come pure dell'utilizzo di medicinali che stimolano o che rilassano il muscolo uterino. Si osserva pertanto una modificazione della curva nictemerale [NdT: circadiana] delle nascite (in alto), accompagnata (in basso) da un effetto che avvicina l'astro alla sua levata e alla sua culminazione all'Ascendente e al Medio Cielo.

Arriva infine l'interpretazione di tutti questi risultati. Nella sua Hérédité planétaire, Gauquelin giunge alla seguente conclusione: L'astro influenza il bimbo alla sua nascita, stampandogli l'impronta di un carattere? No: semplicemente l'effetto planetario innesca la nascita a un dato momento, in funzione di una sensibilità genetica che il bimbo erediterebbe dai suoi genitori. L'influenza astrale che ne risulta durante il periodo critico della nascita non è che un testimonio del tipo di temperamento del bambino.

Si ritorna qui al classico dibattito sull'astro causa oppure segno, agente attivo, artefice del temperamento, o semplicemente testimone accompagnatore di ciò che avviene anche senza di lui; sul tema natale creatore o soltanto rivelatore, nient'altro che un termometro della nostra febbre, che si limita a riferire la nostra temperatura. L'opinione di Choisnard era questa: Il bimbo non ha un certo carattere perché nasce in un dato momento, ma nasce in un certo momento perché ha o avrà un dato carattere ereditato da parte sua (…) Si nasce soprattutto sotto un dato cielo perché si ha già un dato carattere ereditario. Secondo la mia propria formula: non si è come si nasce, ma si nasce come si è, e ciò pone un altro benedetto problema! Alla fine, Choisnard e Gauquelin si incontrano. E a proposito dell'incidenza geomagnetica intravista, va riletto ciò che il primo affermò già nel 1922 in L’Astrologie et la Logique: La relazione sessuale tra l'uomo e la donna ha le proprie leggi d'armonia. I rapporti di influenza astrale tra il concepimento e la nascita furono discussi fin da Tolomeo e da molti altri astrologi, senza prove forse, ma non senza verosimiglianza. La "gestazione magnetica" ha luogo probabilmente di concerto con la gestazione fisica; e la natura tende a far nascere il neonato, se si può dire, sotto l'ambiente di vibrazioni astro-magnetiche più conforme alla magnetizzazione ereditaria che egli possiede, dalla madre direttamente, e dal padre indirettamente. Si vede a questo punto che la lettura di Choisnard non è esaurita, giustificando l'interessante articolo di Yves Lenoble del n° 131 de L’Astrologue: "Paul Choisnard, son influence cent ans après chez les astrologues" (Paul Choisnard: la sua influenza fra gli astrologi cent'anni dopo).

 

 

IL RIPETERSI DELLO ZODIACO E DEL SOLE

 

Lo sappiamo fin troppo bene: né il Sole né lo zodiaco non trovano favore presso l'impietoso meccanismo statistico dei Gauquelin. Essi hanno elencato queste disdette nei due libretti del loro Laboratorio intitolati Diurnal Positions of Sun, Mercury, Uranus, Neptune, Pluto (1978) e Zodiac and Character Traits (1981).

Nel primo, 15.560 personaggi sono testati a gruppi di dodici categorie professionali: in nessuna di esse non risalta alcuna angolarità significativa dell'uno o dell'altro degli astri, Sole compreso. Stesso risultato negativo per l'ereditarietà, compresi i giorni di agitazione magnetica. Nel secondo opuscolo, l'indagine è la seguente: Tutte le parole chiave che descrivono l'influenza dei 12 segni furono tratte da 8 manuali di astrologia. Quindi fu fatto un confronto fra i tratti di carattere attribuiti ai soggetti (testati) e il segno predominante nei loro oroscopi, vale a dire il segno dove si trovava alla loro nascita il Sole, la Luna e l'Ascendente. Bilancio: risultato negativo, che si trattasse dello zodiaco tropico o siderale. Qui si deve riconoscere che si sente odore di polvere da sparo; ma, e se a scoppiare fosse solo una bolla di sapone?… Da parte nostra, ci domandiamo come l'Oroscopo stesso potrebbe sopravvivere a una sì fatale esplosione? Ma i Gauquelin qui hanno un serio problema di logica da risolvere; si trovano di fronte a un bilancio parziale claudicante dove, mostruosamente, mentre certi pianeti parlano e altri tacciono, il principale interessato, il Sole, fa il morto. Conveniva piuttosto cercare la maniera giusta di procedere, armonizzata alla virtualità normalmente presunta di una continuità di risultati. Non conveniva piuttosto – ritornerò su questo argomento – testare il Sole angolare segno per segno? E in caso di mancato risultato, cercare ancora un'altra via prima di pronunciarsi?

Vale la pena ripassare, per una nuova disamina, le diverse statistiche zodiacali che troviamo nell'opera di Geoffrey Dean pubblicata nel 1977 sotto l'egida della Astrological Association di Londra: Recent Advances in Natal Astrology. La prima grande indagine che ha influenzato l'opinione dei nostri avversari proviene da E. Huntington, professore all'Università di Yale: Season of Birth (New York, 1938). Si tratta di circa 300.000 nascite da lui testate su una sessantina di categorie di persone. Non ne è uscito nulla di edificante, ma è lecito interrogarsi sul valore di certi risultati. Così, 14.774 ingegneri mostrano un minimo di nascite attorno a maggio e un massimo in agosto-settembre. Stessa cosa per 5364 industriali, 6876 medici, 7038 sacerdoti che mostrano lo stesso passivo intorno a maggio, ma un massimo in febbraio-marzo. E se la triplicità d'Acqua non corrisponde a 2050 officiali di marina, e nemmeno la triplicità d'Aria corrisponde a 5486 piloti di aviazione, almeno l'Aquario è alla testa di tali categorie. Un'indagine di Recent Advances che riunisce la somma di 24.267 casi del mondo musicale, fa chiaramente prevalere una significativa dominante Aquario-Pesci. C'è dunque pane per i nostri denti… Un'altra voluminosa indagine che poggia su più di due milioni di nascite, fatta da A. Smithers dell'Università di Manchester, di cui riferisce The Guardian dal 19 al 22 marzo 1984 ("The Zodiac Test"), ha portato a certi risultati, ma non ha mancato di suscitare le critiche dello Skeptical Inquirer nel 1985. In breve, lo zodiaco è ancora un ambaradan statistico, sia per l'astrologo che per l'avversario. Non avevo forse ragione a ripetere instancabilmente che il pianeta sta al segno come il numero intero sta alla cifra decimale?

            Succede sempre che, condannato a questa pletora statistica, lo zodiaco ritorni in forza, in maniera inattesa, quasi dirottata, grazie al risultato ottenuto da Ciro Discepolo. Perché, intendiamoci bene: se esiste una tendenza al trasferimento del segno solare del genitore all'Ascendente della sua progenie, qui non stiamo camminando sul vuoto: per forza di cose, il contenuto di questo segno comune è carico di significato, quello di un valore ereditario che viene trasmesso. Eccoci dunque all'inizio di una nuova era del sapere astrologico.

Allo stesso tempo, dopo non essere stato altro che un abominevole buco nero, il signor Sole torna a noi. Senza di lui, non era possibile nulla di decisivo. Ora, ecco che Sua Maestà punta all'orizzonte astrologico sotto la pressione dell'immensità della popolazione francese, come ci svela Didier Castille. E la sua correlazione è di una portata considerevole: tocca allo stesso tempo l'accoppiamento e la generazione, il matrimonio e i figli. Riguardate questa stretta cresta di congiunzioni solari da cui si dipartono i due clivi discendenti, lungo i quali si distendono sempre di più i fatti matrimoniali, le unioni coniugali da un lato, e la discendenza degli sposi, la loro progenie dall'altro. Qui siamo a una svolta decisiva, con questo doppio risultato solare – matrimonio e generazione – che si presenta come un verdetto inesorabile che rende d'ora in avanti irrevocabile la causa astrologica! E su tale scala, sarebbe ridicolo negarlo. Per noi, Mercurio è – alla fine! – anche lui in gioco…


Distribuzione delle nascite secondo l'aspetto Sole del padre / Sole del figlio

 


Incisione dal Cabinet des Estampes

 Una bella illustrazione francese di questo insieme solare coppia-figli ci viene fornita, nel cuore della
genealogia dei Borboni, dal re Sole (che porta ancor meglio il titolo)

 
LUIGI XIV vestito da sole. Costume del balletto del 2 maggio 1651.

 

Giudicate voi: i suoi genitori, Luigi XIII e Anna d'Austria, sono del 27 e del 22 settembre; i loro figli Luigi e Filippo sono del 5 e del 21 settembre; e il maggiore, divenuto Luigi il Grande, non è che a 16 giorni dal 21 settembre, anniversario di Maria Teresa d'Austria. Questo tipo di accostamento mi aveva personalmente intrigato già da tempo. Ho già detto che non sono rimasto insensibile al fatto che l'Aquario sia allo stesso tempo il segno solare di mia madre e il mio segno Ascendente, senza sapere se fosse necessario fermarsi qui. Poi ho constatato che mia figlia Anna ha il Sole alla fine del Capricorno congiunto al Sole di mia madre, e che mia nipote Martina ha il suo in Aquario, come pure i suoi due fratelli; e di questi Roberto ha il suo Sole su quello di sua nonna. Inoltre mia nipotina Yanou ha il suo Sole in Aquario sul mio Ascendente (e più alla larga, una congiunzione Sole-Giove, aspetto che ho pure io)… Ora so che queste somiglianze hanno la voce astrologica di una evidente traslazione ereditaria.

Infatti, se è stata raggiunta una meta considerevole, questa pietra miliare annuncia anche una nuova partenza, perché tutto comincia veramente a fare parlare infine a piena voce la consanguineità, restituendo attraverso le somiglianze ataviche le saghe familiari astrologiche. Ciascuno di noi ha il proprio albero astro-genealogico! Mi ricordo di avere peraltro dichiarato che quando una configurazione del tema natale di uno si osservasse ugualmente in uno o entrambi i TN dei genitori, essa avrebbe più importanza, più peso in rapporto alle altre che non presentino tale ripetizione.

Qui sono i cancerini a trovarsi particolarmente in prima fila: Discepolo, Castille… Anche Robert Gouiran, che sembra sensibile alla pulsione di filiazione sentita nel più profondo di sé stesso. In "Chroniques d’une vie annoncée" (Cronache di una vita annunciata, L’Astrologue n° 107), egli definisce come viene portata a termine una "genitura": Al momento preciso della nascita il tema astrale si fissa istantaneamente nell'essere avvolgendosi attorno al suo programma genetico secondo un reciproco accoppiamento indelebile. E ci ritorna nel n° 126, tormentato da l'inevitabile filiazione del tema natale in eredità.

Dalla parentela genetica alla parentela spirituale e alla sua misteriosa eredità transgenerazionale – come quella che ho ricordato nel n° 133 de L’Astrologue assieme ai cinque fondatori dell'astronomia moderna, da Copernico a Newton – non c'è che un passo. Come se non ci fosse nessuna frontiera tra il fisico e il morale.

Il Sole nella sua corsa, da un'incisione tedesca su legno del XV secolo. Col capo ornato dall'aureola dei propri raggi, il Sole conduce una quadriga, evocatrice delle quattro stagioni del suo corso annuale, mentre il segno del Leone – che egli governa – costituisce la ruota del carro.

Anche qui Choisnard fa opera da pioniere nel suo Influence astrale all'inizio del XX secolo, dove il nostro dà un esempio che anticipa un'ipotesi di ora di nascita: Come esempio citerò il caso di René Descharmes, nato a Charleville il 22 ottobre 1881. Sapendo che aveva iniziato la sua vita di letterato con lo studio di Flaubert (nato a Rouen il 13 dicembre 1821 alle ore 4 del mattino), ero incuriosito, avendo la sola data (senza ora) di Descharmes, di costatare l'affinità intellettuale che poteva essersi manifestata tra i due scrittori. Avendo trovato Mercurio nella stessa posizione zodiacale (il che era già di un certo interesse), ne conclusi che i due dovevano avere anche l'Ascendente in comune; il che, nel caso di Descharmes, ci dà una nascita alle ore 7 del mattino. Il sindaco di Charleville avrebbe poi confermato la sua ipotesi, e la cosa interessante in questa circostanza è che Choisnard interpreta queste affinità spirituali allo stesso modo delle somiglianze ereditarie.

 

 

UN PRECURSORE: KEPLERO

 

In Les Preuves de l’Influence astrale sur l’Homme, Choisnard dedica un capitolo a "Keplero e l'ereditarietà astrale":

Fin dal 1927 avevo dichiarato che nessuna opera astrologica antica aveva mai fato menzione della legge dell'ereditarietà astrale; ma mi stavo sbagliando: ecco qui molti estratti da Keplero che ne fatto chiaramente allusione in base alle sue osservazioni personali.

Seguono delle citazioni che gli ha fatto pervenire il suo collega lussemburghese Ernest Hentgès:

… Credo che alla nascita dei figli, soprattutto dei primogenito (impressionante, no?), i pianeti come pure l'Ascendente e il Medio Cielo si trovino più sovente nella stessa zona dello zodiaco o in quadratura o in opposizione in rapporto alle zone occupate alla nascita del padre, e particolarmente alla nascita della madre; credo pure che si ripetano gli stessi aspetti, per quanto sia possibile nei quattordici giorni più prossimi alla nascita e tenendo presente la velocità degli astri. Vorrei citare un esempio, sebbene l'ora sia sconosciuta: e precisamente il rapporto che esiste tra l'imperatore tedesco Federico II e suo nipote Corradino, nato il 25 marzo 1252. In quel momento il Sole si trovava con Giove e Venere al 13° grado dell'Ariete, Mercurio a 15° dell'Ariete, Marte a 20° del Cancro, la Luna a 18° del Capricorno e Saturno a 28° del Sagittario. Il nonno, d'altra parte, secondo la tradizione era nato il 26 dicembre 1193. In quel momento il Sole di trovava al 13° grado del Capricorno, Mercurio e la Luna a 17° del Capricorno, Marte a 18° della Bilancia e Saturno a 30° del Sagittario.

Come si vede, vi è una notevole concordanza nelle quadrature, opposizioni e congiunzioni.

Un altro esempio sono io, nato quando la Luna si avvicinava a 40° dall'opposizione col Sole. Alla Luna di mio figlio maggiore mancavano altrettanti gradi per trovarsi in congiunzione col Sole. Nel caso del mio secondo figlio, la Luna aveva superato l'opposizione col Sole di altrettanti gradi; col mio quarto figlio, la Luna aveva un'elongazione di 38° dall’opposizione col Sole; infine, col mio terzo figlio la situazione non era cambiata affatto, perché la Luna era distante 40° dall'opposizione col Sole, se si tiene conto anche del movimento giornaliero della Luna; e in effetti ci si aspettava la sua nascita un giorno prima. Non mi soffermo su altri esempi.

Con questo non voglio dire che tutti quelli che hanno le stesse costellazioni o costellazioni analoghe siano parenti! voglio soltanto dire che sono i parenti ad avere più spesso delle costellazioni simili.

(De Stella nova, 1606, opera II, 611).

           

Per esempio, mia madre ha forse visto con i propri occhi le posizioni delle stelle, per poter sapere che la propria nascita era avvenuta quando Marte, Venere e Mercurio formavano dei sestili e dei trigoni fra di loro? e per questo essa ha forse messo al mondo i suoi figli, me soprattutto suo primogenito, intenzionalmente nei giorni in cui si ripetevano per quanto possibile quei medesimi aspetti, soprattutto quello di Saturno e di Giove, o nei giorni in cui la maggior parte delle posizioni planetarie della sua nascita erano collegate a quadrature o a opposizioni e occupate da certi pianeti? Eppure questo è quanto ho visto io nella maggioranza degli esempi che si sono presentati a me fino a quest'oggi.

(Astronomia nova, 1609, opera III, 319).

           

Nota ancora la somiglianza tra le natività: tu hai una congiunzione del Sole e di Mercurio, tuo figlio pure. Entrambi avete Mercurio posizionato dietro al Sole. Tu hai Saturno in trigono alla Luna e lui ce l'ha in sestile; tu hai quasi un trigono tra Saturno e il Sole, e pure lui. Al posto dove tu hai Saturno, lui ha Sole e Mercurio. Al posto della Luna si trova il suo Giove. Dove tu hai Venere, lui ha il nodo della Luna (coda del Drago). La tua Venere e la sua si trovano in opposizione. Nel tuo tema natale Giove e Marte si trovano assieme, e lo stesso nel suo. Quasi al posto del tuo Giove troviamo il suo Marte.

 Inoltre, mi ricordo che la maggioranza dei tuoi ha un qualche cosa di mal messo in campo VIII. E infatti anche in questo caso, Marte è presso la casa VIII.

 E adesso l'esempio di mio figlio: nel mio tema e nel suo troviamo un trigono fra Giove e Saturno, dove Giove occupa gli ultimi gradi. Dove si trova il mio Ascendente, c'è il suo Marte; al posto della mia Luna c'è il suo Giove; e al posto del mio Marte c'è il suo Saturno. Il mio MC corrisponde alla posizione del suo Mercurio. Io ho una quadratura imperfetta di Marte e di Mercurio; lui ha un trigono imperfetto fra i due. E si possono trovare ancora molte altre analogie.

 (Lettera di Keplero del 15 marzo 1598 al suo maestro e amico astronomo Maestlin).

 

Nel suo Kepler astronome astrologue (Keplero astronomo astrologo, ed. Gallimard 1979), Gérard Simon fa allusione in due occasioni a questa scoperta dell'ereditarietà astrale: …a più riprese egli commenta il proprio oroscopo personale. Nel libro IV di L'armonia del mondo (cap. VII), Keplero si serve del proprio caso per fare la distinzione tra ciò che si può e ciò che non si può attribuire agli astri nello sviluppo dell'esistenza umana; e in La stella nova (cap. X) egli intende stabilire partendo da sé stesso che le configurazioni che si formano si ritrovano analoghe durante la nascita dei figli, in particolare del primogenito, e dei genitori, in particolar modo della madre. Tanto è sicuro del fatto suo… (pag. 33). Poi, a proposito della definizione che Keplero dà dell'atavismo astrale: Alla fine della gravidanza, la facoltà vitale della madre viene incitata a innescare il parto quando le configurazioni che si stanno formando assomigliano a quelle che si sono impresse in lei al momento della propria nascita, o ancora (in virtù dell'attrazione dei simili) a quelle del padre.

Ecco perché i temi dei figli presentano così spesso tante analogie con quelli dei genitori, ed è proficuo approfondire l'analisi di un oroscopo con l'aiuto di questa ereditarietà stellare (pag. 222). Così, il fondamento naturale dell'ereditarietà astrale era già per Keplero un meccanismo di empatia astrale esplicativo dell'innesco del parto, dato che il feto esce dal ventre della madre quando le stelle ritornano al luogo della generazione paterna o materna, o a una configurazione similare.

L'eterno ripetersi ciclico dello stesso nel perpetuo ricominciare del rinnovarsi.

 

In realtà, le premesse della teoria dell'ereditarietà astrale ci vengono rivelate da Tolomeo stesso, dal momento in cui egli postula una somiglianza di condizioni celesti tra i due momenti del concepimento e della nascita. Ecco ciò che ci spiega Tolomeo nella traduzione di Pascal Charvet in Ptolémée, Le livre unique de l’Astrologie (Tolomeo, il libro unico dell'Astrologia, Nil Éditions):

 E se può sembrare che il cielo che tutto ingloba non contribuisca per niente a che il neonato abbia una tale o una tal altra qualità al momento della nascita, esso contribuisce sicuramente a che il neonato venga alla luce in una configurazione celeste appropriata; perché una volta raggiunta la formazione del feto in tutte le sue parti, la natura ne provoca l'uscita dal ventre materno nelle condizioni di tipo analogo a quelle che modellarono il fanciullo nel dettaglio al momento iniziale. E' dunque a ragion veduta che si pensa che la configurazione degli astri al momento della nascita sia indicativa di determinate caratteristiche, non perché essa ne sia in assoluto l'agente creatore, ma bensì perché, per una necessità legata alla natura, essa è molto simile a quel potere creatore. (Libro III –2).

 Un solo passo ancora sarebbe stato sufficiente per portarci alla tesi dell'ereditarietà astrale, in bocciolo nel cuore del sapere tradizionale. La constatazione che ne segue è fin troppo facile: il vecchio ciarpame del corpus tradizionale merita più considerazione che la sorte di disprezzo che gli è toccata, avendo a lungo ronzato attorno alla verità più di quanto si immagini; e dall'affliggente balera delle sue opere si distacca questa pepita solare, che è la miniera più ricca dell'astrologia.

Traduzione di Luciano Drusetta 

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