Astrologie Mondiale
(Théorie)

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LA CONGIUNZIONE URANO – NETTUNO E LA MONDIALIZZAZIONE

 

Conferenza prevista  per il Congresso di York ( settembre 2005)

Pubblicata anche sul sito www.andrebarbault.com

Traduzione di Geneviève Jama Giammarino

 

Quando si opera nel campo dell’astrologia mondiale e si approfondisce la storia ad alto livello, ci si allinea sull’omogeneità temporale di ripetitive rivoluzioni astrali – così come le precedenti congiunzioni Urano-Nettuno del 1136, 1307, 1478, 1649 e 1821 – facendo rilevare tuttavia, che, dalla scoperta di questi due pianeti, la storia dell’Uomo sulla Terra ha preso una nuova dimensione,  testimoniata dalla metamorfosi radicale della società mondiale da due secoli,  essendo la vita degli uomini così cambiata  soltanto nel corso di qualche generazione.

 

Certo, il riferimento ai cicli planetari rimane la chiave di base di un tempo inanellato in cui, da una congiunzione all’altra, si verifica un ritorno di avvenimenti  simili che danno un senso alla storia con una continuità concatenante, trovando uniti gli avvenimenti estesi nel tempo e dispersi nello spazio. Così è con la congiunzione Urano-Nettuno con l’ingresso in Sagittario nel 1479, segno che sarà attraversato ugualmente da Giove e Saturno dal 1485 al 1488, quando i grandi navigatori s’impossessano degli oceani: Diaz doppiando il capo di Buona Speranza e Cristoforo Colombo accingendosi a mettere piede in America (1492). La totalità del globo è abbracciata dall’uomo che incomincia a solcarne tutto lo spazio: è l’inizio delle grandi spedizioni che condurranno gli Europei alla colonizzazione del globo. Ne vedremo il seguito nel corso di ulteriori passaggi degli stessi pianeti in Sagittario. E’ ugualmente intorno alla congiunzione successiva del 1821, in Capricorno, che si avvia una fantastica rivoluzione industriale, generando la nostra società moderna.

 

L’immagine di questa società in pieno rinnovamento la ritroviamo nel 1992-93 con la congiunzione Urano-Nettuno, sempre in Capricorno, congiunzione raggiunta da Saturno nel 1988-89 e poi da Giove nel 1997.

 

La trama primaria di queste configurazioni è lo stato di congiunzione: il sinodo o riunione di astri, uovo cosmico di ritorno all’unità in un centro comune di corpi celesti, essendo il loro allineamento il simbolo stesso di una fine e di un rinnovamento storico dove la tendenza di base porta all’unificazione.

 
Andrè Barbault con  Cristiane Nastri, nostra amabile Delegata per il Belgio.

Sicuramente, questa manifestazione raggruppante non è passata inosservata con la sparizione, dal 1989 al 1991, dell’impero sovietico installato da ¾ di secolo sulla più grande superficie del globo; vale a dire, con il passaggio da un mondo bipolare di due campi avversi ad un mondo unipolare gravitante attorno ad un unico leadership, la super-potenza degli U.S.A. Ma l’effetto di concentrazione, di centralizzazione e di unificazione di questi ammassi planetari di quattro giganti è andato molto più lontano rinnovando i fondamenti stessi della nostra società, con una globalizzazione senza precedenti, diventata il tema della mondializzazione, più che mai all’ordine del giorno.

 

Bisogna tornare indietro per tracciarne l’avanzata progressiva e anche seguire il corso di una lunga storia dove l’immensità dello spazio del nostro mappamondo si riavvicina progressivamente a noi, si aggiusta a nostra misura fino ad arrivare alla capacità umana di capire e captare, come oggi fa l’internauta che può d’ora in poi, in ogni luogo, in qualunque momento e quasi immediatamente, andare a tutti gli appuntamenti del globo.

 

Per comprendere la natura di questa evoluzione storica, torniamo alla matrice della configurazione in cima al sistema solare, cioè la congiunzione Nettuno-Plutone. Usciamo dall’ultima congiunzione del 1892, nel segno dei Gemelli e vediamo che la precedente congiunzione del 1399 si era già formata in questo segno. Il suo puro prodotto simbolico, inaugurando l’ingresso nel Rinascimento, è l’avventura di Gutenberg, creatore della tipografia, nato sotto questa congiunzione. Il primo libro stampato fu la Bibbia nel 1456, quando Giove in Gemelli era trigono al sestile evolutivo Nettuno-Plutone al quale si aggiunse Urano. Iniziò veramente il regno del segno dell’alfabeto, fino ad allora riservato al clero, con la diffusione inedita del sapere tramite la scrittura stampata destinata alle biblioteche, diventando così il vero inizio della nostra cultura.

 

I Gemelli, con un fondo planetario mercuriale, sono dunque l’ archetipo della nostra società, fondata sui valori di questo segno “doppio” (passaggio da una stagione all’altra): implicando così la nozione fondamentale di rapporto, di contatto, di legame e nello stesso tempo di comunicazione, di espressione, di diffusione, di movimento, di circolazione. Così ne viene rinforzata la correlazione dell’Uomo zodiacale che attribuisce ai Gemelli il movimento della gabbia toracica con l’inspirazione-espirazione aerea dei polmoni e la parte  più mobile dell’organismo che sono le membra superiori, dall’inizio delle braccia alla punta delle dita.

 

Il trascorso millenario della nostra civiltà è più che altro giudicato secondo il metro del ritmo del mondo, trascinato nel turbinio di una vita che accelera continuamente. Consideriamo che da Alessandro il Grande a Napoleone, si era rimasti alla trazione animale che non superava i 20 km orari, essendo la maggior parte della gente  rimasta accantonata tutta la vita nella propria provincia senza mai esserne uscita. Ora, si osserva nettamente che, dal passaggio dai pianeti lenti sull’asse Gemelli-Sagittario (segno delle cosce), prende vita l’avventura umana dei viaggi.

 

Dopo l’era di Cristoforo Colombo, ritroviamo affiancati Urano e Nettuno che attraversano il Sagittario dal 1807 al 1820 quando si compie una nuova rivoluzione dei trasporti: il vapore fa la sua apparizione sopra i mari con l’avvento della navigazione a motore e la locomotiva vede la luce, inaugurando così l’era delle ferrovie.

 

In occasione del rinnovo della congiunzione Nettuno-Plutone in Gemelli nel 1892 ( Nettuno percorre il segno dal 1888 al 1901, mentre Urano attraversa il Sagittario dal 1898 al 1904), l’accesso alla lettura non è più appannaggio di una minoranza colta: la diffusione dell’insegnamento a tutti gli strati sociali della popolazione in Europa occidentale dà alla luce la messaggeria, i giornali, le pubblicazioni, le cartoline postali e la corrispondenza. Il fonografo inizia a portare il suono e il telefono la voce. Sulle strade iniziano a circolare i primi mezzi come la bicicletta e dopo la motocicletta. Con Urano in Sagittario, all’inizio del secolo, una prima trasmissione radiofonica supera l’Atlantico, aprendo l’era della radio, le prime automobili fanno la loro comparsa e l’aviazione prende il volo.

Poi, con l’attraversamento nei Gemelli da parte solo di Urano, tra il 1942 e il 1949, nasce il transistor. Prima dell’ultima guerra mondiale, solo la gente benestante aveva un mezzo a quattro ruote e in questo periodo, la marea automobilistica fece la sua comparsa nel mondo. Negli Stati Uniti è battuto il record di produzione di automobili, moltiplicandosi per otto dal 1945 al 1950. Le autostrade si costruirono dappertutto e l’ondata di veicoli guadagnò progressivamente i paesi dell’Europa occidentale. All’epoca, avere la  macchina personale era un’ambizione, uno degli avvenimenti maggiori nella propria vita!

 

Parallelamente, il telefono personale e il magnetofono rientrarono nell’uso corrente e la televisione incominciò a diffondere a domicilio la sua razione d’immagini. Sempre negli Stati Uniti, la fabbricazione dei televisori è passata da solo 7000 nel 1945 a 6 milioni nel 1952. Vivere nel modo dei Gemelli, non è soltanto leggere, scrivere e circolare, è anche essere legati a tutto, ricevere il mondo a casa propria grazie al suono e all’immagine.

 

Arriva finalmente il doppio attraversamento nel Sagittario di Nettuno e Urano dal 1970 al 1988. Due decenni decisivi che aprono l’era dell’aviazione al grande pubblico. Com’è lontano il mio primo battesimo dell’aria su una carcassa nel 1934 quando nelle nostre campagne si guardava ancora passare gli aerei nel cielo come se fosse una cosa formidabile…. I numeri ufficiali del traffico aereo mondiale precisano che tra il 1969 e il 1980 – in un solo decennio – questo traffico è quasi quadruplicato, passando da 350 a 1.200 miliardi di passeggero - kilometri, e quello del trasporto, da parte sua, è sestuplicato. C’è effettivamente uno sprint senza precedenti, uno slancio che non si può contenere, uno slancio ultimo. Bisogna ricordarsi che prima, i grandi viaggi facevano sognare, essendo appannaggio di poca gente fortunata e i nostri genitori o nonni, quando prendevano il treno per evadere, andavano non più lontano del mare più vicino. In questi due ultimi decenni, il viaggio aereo si è banalizzato: tutti o quasi si sono abituati, o con viaggi privati o organizzati verso mete sempre più lontane. In poche parole l’uomo si è “planetarizzato”, poiché il viaggio intorno al mondo è diventato finalmente un’avventura alla portata di tutti.  A questo aereo, bagno collettivo di Nettuno, si aggiunge l’apertura tecnologica uraniana dell’avventura nello spazio. I primi vascelli spaziali abitati, nella stazione orbitale, fanno già la loro apparizione con Soliout nel 1971 e Skylab nel 1973. I veicoli americani e russi fanno il giro della Terra impiegando meno tempo che per attraversare Parigi in macchina nelle ore di punta. Siamo nel decennio delle navette spaziali che ritornano sulla Terra: Columbia, Challenger, Discoverer, Atlantis. E’ la prefigurazione del volo charter dei futuri turisti dello spazio. Il capolavoro dell’avventura è la grande epopea del robot Voyager , lanciato sulla punta di un razzo Titan Centauro il 20 agosto 1977, che ha sorvolato la periferia di Giove nel luglio 1979, di Saturno nell’agosto 1981, di Urano nel gennaio 1986 e di Nettuno nell’agosto 1989, anni nei quali i quattro giganti hanno attraversato il segno del Sagittario. Ma anche questa “sagittariarizzazione” segna un tempo forte per la telecomunicazione: telex, terminali di elaboratori di dati, Minitel, carte bancarie: voci, testi, grafici, immagini ci pervengono da tutte le parti.

 

Possiamo constatare così che tappa dopo tappa, facciamo la conquista del mondo,  un mondo che prende una dimensione sempre più umanizzata. Da Cristoforo Colombo al Concorde Parigi -New York, la traversata dell’Atlantico è passata da nove mesi a tre ore e mezzo. Ed ogni passo avanti avvicina  nello stesso tempo le popolazioni del globo. La mondializzazione è già in corso. I trasporti aerei hanno generato un turismo mondiale inedito, la gente più diversa si ritrova negli spazi internazionali degli aeroporti sempre più simili. Un modo di dividere, ormai, dei modi di vita comuni, consumando il bene degli altri. E fuori del traffico aereo, a casa propria, la televisione trasmette ogni giorno immagini di tutto ciò che succede nel mondo, mentre tutti i bambini del mondo giocano agli stessi videogames. Senza parlare di un’obbligata comunità internazionale: ecologica, economica, tecnologica in cui le interdipendenze legano sempre più ognuno di noi alla sorte di tutti.  Siamo dunque sulla buona strada per ritrovarci tutti insieme. Sotto differenti aspetti sfocia una emergenza di vita simile, dovuta in grande parte alla rivoluzione informatica con le sue tecnologie della comunicazione.

 

Se la rivoluzione industriale, che ha dinamizzato la materia nella prima metà del XIX° secolo, dipende della congiunzione Urano-Nettuno nel Capricorno del 1821, questa rivoluzione informatica, che, questa volta , solleva lo spirito, si assimila alla congiunzione Urano-Plutone del 1965 che avvenne nel segno mercuriale della Vergine.

 

E’ nel corso del decennio 1960-1970 che l’informatica rinnova l’elettrodomestico (lavatrice programmata, forno a micro-onde….) l’attrezzatura industriale, i beni di equipaggiamento. All’epoca, i computer sul mercato erano degli enormi macchinari ad uso esclusivo del trattamento dei problemi generali o a destinazione industriale, per le fabbriche e poi per gli uffici. Per gli astrologi francesi, il 1968 è l’anno in cui , sugli Champs Elysées a Parigi, la grossa macchina di “Astroflash” comincia a produrre temi personali per il grande pubblico. Il microprocessore, questa “pulce” che in futuro miniaturizzerà questa meccanica dell’informatica- miniaturizzazione generalizzata caratteristica della Vergine, attraversata da Urano e Plutone – arriva solo nel 1971. Nel 1983, noi astrologi eravamo solo alla calcolatrice tascabile per elaborare i temi, i nostri confratelli tedeschi usavano una Casio e noi Francesi  una Sharp.

 

 

Non è certamente un caso se un’avanzata decisiva si presenta nel momento della più grande concentrazione planetaria del secolo, che segna un importante rinnovamento della società, in cui si concentrano cinque grandi congiunzioni in quasi tre anni. E’ nel 1980 che arriva, accompagnato dalla creazione del Minitel, il personal computer IBM, utilizzabile da tutti a fini personali o domestici. Poi nel 1983-1984, Apple commercializza il Macintosh, mentre Microsoft lancia Word e sviluppa Windows. E’ da qui che inizia la vera nascita dell’informatica per tutti. A partire da questo punto di partenza – sotto un indice ciclico che è il più basso da secoli- si valuta il “parco” mondiale dei personal computer . E’ così siamo passati, in milioni di unità, da 10 nel 1980 a 150 nel 1990, con una accelerazione di vendita continua.

 

 

 

Questa spinta gigantesca, sotto la tripla congiunzione Saturno-Urano-Nettuno del 1988, sfocerà nel fenomeno supremo della mondializzazione con la nascita d’internet !

 

Certo, anch’esso ha il suo passato. All’inizio, era una piccola rete sperimentale che metteva in comunicazione una dozzina di istituti di ricerca negli Stati Uniti. Dopo un progressivo aumento, un migliaio di computer erano già interconnessi nel 1984. E nel 1990 (France Telecom è appena nata) si raggiunge una rete mondiale, limitata alla ricerca civile. Poi nel 1991 il World Wide Web (“tela” d’internet) apre la rete al grande pubblico. Gli ospiti d’Internet che erano solo  2.300 nel 1986 diventano già nel 1996 più di 9 milioni e passano da 16 milioni nel 1997 a 124 milioni nel 2000, anno in cui 9.500 miliardi d’informazioni sarebbero state inserite.

 

Con la posta elettronica, chiunque è collegato istantaneamente al mondo intero, la consultazione della “tela” apre davanti a sé un dispositivo illimitato di scambi, d’informazioni, di acquisizioni, di esperienze. Dopo il telefono, la radio e la televisione, arriva quest’ultimo mezzo di comunicazione che permette di avere una presenza nel mondo intero, stando ognuno a casa propria o altrove e in qualsiasi momento, raggiungendo il suo obiettivo soltanto componendo la formula dell’indirizzo interessato: è, tutto sommato, una mondializzazione personale.

 

Se Internet ha preso corpo con la congiunzione Saturno-Urano-Nettuno, è con la congiunzione Giove-Nettuno-Urano del 1997- anno dell’esplosione dei cellulari – che si è verificato l’avvenimento storico di questa mondializzazione. In effetti, la corsa al computer è stata fulminea in questi ultimi anni del secolo, al punto che il numero degli internauti è quadruplicato dal 1997 al 2000. Secondo le stime dell’OCDE del 2001, si è passati da 46 a 168 per 1000 abitanti in America del Nord e da 23 a 82 nel seno dell’OCDE. Il pianeta si copre di miriadi di reti di comunicazione e qui ritorna la firma dei Gemelli: al regime dell’iper-legame con quello quasi istantaneo delle e-mail, davanti alla tastiera del proprio personal computer, si possiede il  mondo intero con la punta delle proprie dita, trionfo del “digitale”. Una cresta della mondializzazione.

 

Altra espressione del trio planetario del 1997, la ricaduta sociale immediata del fenomeno Internet: l’emergenza di una nuova società civile mondiale che si fa sentire nei grandi dibattiti internazionali; come se da Urano si passasse a Nettuno. Analizziamo l’identità di questo duo astrale.

 

Urano ha un valore simbolico di verticalità, luogo di unicità, incarnandosi nel singolare dell’individuo, sottolineando il suo particolarismo. Rappresenta un’aspirazione naturale dell’uomo ad estendere la sua potenza nel mondo con il suo potere d’innovazione che ha  considerevolmente contribuito a fondare la nostra civilizzazione moderna fin dalla sua scoperta astronomica. Nettuno ha valore simbolico di orizzontalità, di distesa ecumenica ed esprime una disposizione a lasciarsi abitare dal mondo, a risentirne o riceverne l’onda, per l’identificazione con una causa, collettiva o universale, mettendosi al servizio della sua fede, d’un ideale, d’una ideologia o d’una utopia. Tra loro, dal Fuoco all’Acqua, dal Secco all’Umido, dallo stretto al largo, regna un rapporto d’unità e molteplicità, da nocciolo a gruppo, da forza unica a potere di massa; ugualmente dalla densità allo sfumato, dall’evidenza sorprendente a potenzialità, stato latente, virtualità.

 

Non stupisce che sia stato a pochi anni dalla scoperta di Urano che la Rivoluzione francese del 1789 abbia proclamato la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino, istituendo la libertà individuale e permettendo di vivere una vita indipendente. Ma la centralità del potere dell’astro conduce al monopolio, al monolitico, fino al totalitarismo fascista: “ Un popolo, un Reich, un Fuhrer.” Di fronte a ciò, nel tempo della lotta di classi, il marxismo brandiva il suo segno di raggruppamento nettuniano: “Proletari di tutti i paesi, unitevi.”

 

Oggi, il fatto uraniano più rilevante della nostra società, è il computer, diventato re, chiamato ad essere il segno distintivo della maggior parte della gente del mondo occidentale, che ci porta verso l’incognita del domani. Attraverso i suoi plastici numerici di ogni specie, si profila davanti a noi un nuovo campo del virtuale, un mondo di realtà sottili, portando senza dubbio la firma dell’Acquario in cui è appena transitato il pianeta. Quanto a Nettuno, la sua ultima carta d’identità è stata data dalla dichiarazione universale dell’UNESCO del 2 novembre 2001: “ la diversità culturale è per il genere umano altrettanto necessaria quanto lo è la biodiversità nella natura.

 

            Perché questa difensiva? La forza concentrata dell’unicità uraniana rende uniforme, sconfinando nello spazio circostante. Vediamo la desolante somiglianza dei quartieri commerciali moderni delle grandi città del mondo, tutti quanti piatti! E’ una forza che s’impone naturalmente, come per esempio la supremazia di Hollywood nelle sale dei cinema di tutti i paesi del mondo. Le produzioni cinematografiche degli altri paesi, in posizione nettuniana intorno al centro hollywoodiano, hanno molte difficoltà ad emergere, malgrado lo sforzo fatto in loro favore. Ciò ci riporta al punto della triplice congiunzione Giove-Nettuno-Urano del 1997. In quell’anno si riformula una nuova dialettica Urano-Nettuno sul terreno stesso della mondializzazione, innalzando , di fronte a un certo statalismo un clima generale di contestazione. 

 

Al polo uraniano appartiene la concentrazione del potere economico istituito, instauratore di un neo-liberalismo con le sue istituzioni come la Banca Mondiale (BM), il Fondo monetario internazionale (FMI), l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e il G8. Un nucleo di uomini con il colletto bianco,  in cui è dominante lo stesso colore, dibattono dei grandi problemi della mondializzazione. Di fronte al polo nettuniano, dal 1997 si è elevato un movimento di difesa consustanziale alla Rete, che troviamo dappertutto. La sua sola unità è il legame con Internet, da cui proviene,  che rappresenta anche la sua arma da combattimento. Si tratta dell’emergenza delle Organizzazioni non governamentali (ONG).  E’ una vera galassia-nebulosa, questo collettivo di associazioni, che sono centinaia di migliaia  distribuite nel mondo intero, uno sciame che la rete Internet unisce tra loro e che vogliono essere un contro-potere di società civili militanti per far rispettare agli uomini che hanno il potere del denaro i valori della civiltà: “ l’uomo non è una merce.” Questa voce comunitaria ha preso il nome di altermondialismo.

 

 

 Inizia nel 1997 con un primo confronto tra l’OCDE e un’associazione di difesa dei consumatori che protestano contro la supremazia del grande capitale sulla sovranità delle nazioni. La pubblicazione del dibattito su Internet incontra una tale eco da parte degli ONG che l’OCDE rinuncia al suo progetto. Un movimento si organizza e manifesta alla riunione dell’OMC di Seattle nel novembre 1999, la presenza di 50.000 persone di 700 organizzazioni fa fallire le intenzioni dei nostri dirigenti. L’onda saliente di questa corrente pubblica arriva al primo Forum social-mondiale che si tiene a Port Alegre, in Brasile nel gennaio 2001 (sotto la congiunzione Sole-Nettuno). Da allora, questo movimento ripete le sue manifestazioni per dibattere su scenari alternativi rispettosi dell’ecosistema come dei diritti e dei valori dell’essere umano, facendo sentire la voce di tutta una comunità internazionale.

 

Il 1997 è d’altronde anche l’anno del Protocollo di Kyoto dove, per la prima volta, la comunità internazionale si assegna delle misure per la difesa del clima della Terra. Questo stesso anno è anche  l’apice di una rivoluzione della genetica con la clonazione di una pecora, poi di un vitello l’anno seguente. Inoltre, osserviamo che tra il 1996 e il 1998, la superficie totale delle coltivazioni transgeniche decuplica nel mondo, passando da 2,8 a 30 milioni di ettari, inizio di una consumazione dibattuta di prodotti agricoli transgenici. Non siamo lontani dall’anno 2000 che sarà festeggiato come l’anno del menoma, la decodificazione internazionale del DNA è diventato un prestigioso obbiettivo raggiunto..

 

Per giudicare dell’importanza di questa tripla congiunzione del 1997, s’imponeva una comparazione con la precedente congiunzione del 1830-1831. Giove aveva fatto allora un suo primo passaggio sulla congiunzione Urano-Nettuno del 1821 che fu un momento storico. Nel quadro della rivoluzione europea del 1830, la società democratica viene alla luce con l’avvento della borghesia liberale al potere in Francia in quell’anno e in Inghilterra, con la riforma elettorale del 1832. Ma è sentita ancora di più negli Stati Uniti nel 1828, con la prima elezione presidenziale di un self-made man per eccellenza: il generale Jackson, simbolo della democratizzazione della politica americana. Per giunta, è nel 1830 circa, che nel paese della libera impresa, si colloca il fuming-point della rivoluzione industriale.

 

 

 

Certo, questa rivoluzione industriale ha un’origine più antica. Risale al grandioso triangolo equilatero degli anni intorno al 1770, legando nella triplicità di Terra i pianeti Urano, Nettuno e Plutone. Suprema figura armonica del tempo i filosofi “ des lumières” con le loro nuove idee liberatrici, accompagnarono l’avvento dei progressi tecnici con l’entusiasmo per le scienze, cioè niente meno che l’origine del dominio dell’uomo sulla materia. Ma c’è uno scarto tra l’ uscita dell’Enciclopedia di Diderot e l’installazione del macchinismo nella società. Infatti, questa rivoluzione industriale diventa effettiva al momento delle triple congiunzioni Giove-Urano-Nettuno del 1817 e del 1830-31, facendo da cornice alla grande congiunzione del 1821 . Il 1830 corrisponde al lancio della creazione e dell’applicazione di energie nuove uscite dal cervello umano, trascendente la forza umana e animale. La macchina a vapore di James Watt- brevettata nel 1871, anno della scoperta di Urano- è adottata su scala industriale e la conquista della ferrovia incomincia con l’apertura della linea Manchester-Liverpool. Dalla metà del XVIII° secolo, il fenomeno dell’elettricità comincia a interessare, ma  alla fine del secolo rappresenta ancora solo un divertimento da salotto o una curiosità da laboratorio. Nel 1831-1832, con Faraday, Ampere e Pixii, la generatrice elettrica fa la sua apparizione: è la nascita della “fata elettricità” che diventerà la regina del mondo, essendo la nostra società di oggi integralmente sotto il segno di Elettra! Nel frattempo c’è stato un importante passaggio attraverso la natura terrea del Toro, segno attraversato da Urano dal 1851 al 1858, da Plutone dal 1851 al 1884 e da Nettuno dal 1875 al 1888. E’ la grande epoca in cui l’uomo sfrutta finalmente in pieno le risorse del sottosuolo strappando delle viscere della terra il suo capitale di sostanze energetiche e minerali. La produzione mondiale di carbone passa già da 90 a 125 milioni di tonnellate nel solo decennio 1850-1860, raggiungendo mille milioni alla soglia del secolo seguente. Il 1850 è anche l’anno della corsa all’oro, aumentando di metà in una quindicina di anni lo stock mondiale di esso ed è a partire dal 1860 che incomincia la gigantesca carriera del petrolio. Con il sorgere delle attrezzature agricole moderne incomincia anche l’agricoltura industriale. La produzione di grano negli Stati Uniti raddoppia nel solo decennio 1870-1879 e nello stesso tempo s’intensifica l’allevamento del bestiame e la produzione delle fattorie. E’ anche il regno della proprietà fondiaria e del patrimonio terreno. Il denaro circola come mai prima. Lo sviluppo del capitalismo si spande, d’altronde, anche con l’arrivo, a metà del secolo, delle aziende bancarie, dei grandi magazzini e del boom della costruzione, i bei quartieri delle città si popolano di grandi aziende di pietra da taglio e di massicci stabilimenti dalle facciate ridondanti. In breve, è il trionfo del materialismo, della finanza, del capitale al potere, cioè del capitalismo! I passaggi dei pianeti lenti nei Gemelli e poi in Cancro girano una pagina in cui la società mondiale si scopre meno elementare e molto più complessa.

 

 

 

Le metamorfosi della storia sono così considerevoli da un’epoca all’altra che, cercando il nostro avvenire nel passato attraverso gli stessi ritorni ciclici, non abbiamo a nostra disposizione molto più  che la programmazione di un calendario di pagine bianche; il salto dalla macchina a vapore al computer non ci porta un granché. Nel  numero speciale XXI° secolo dell’Astrologue n° 92 del 4° trimestre 1990, formulavo così la relazione tra le nostre ultime configurazioni astrali: “  bisogna adesso aspettare la nuova interferenza delle congiunzioni di Giove del 1997- anno prodigioso in prospettiva- per sentirsi usciti dal tunnel e vedere disegnarsi il paesaggio del nuovo mondo. Se il 1983-1984 è stato  ciò che è un concepimento rispetto ad una nascita, da questo cruciale 1997 bisogna aspettarsi una seconda nascita .” Si può ammettere, in effetti, con l’apparizione del personal computer  nel 1980-1984, un’evidente filiazione con  Internet nel 1990-1991 e conseguentemente nel 1997 la trasformazione della società,  essendo tuttavia sfuggita interamente alla nostra investigazione l’identità di questa metamorfosi storica. E’vero che, dalla ultima configurazione, presumevo in questo modo: “…Dobbiamo assistere ad una vera rivoluzione generale degli animi rinnovando tutte le sfere della società: era scientifica e tecnologica nuova, tempo artistico nuovo….” Per tornare alla comparazione della triplice congiunzione del 1830 con la nostra, possiamo constatare che la prima scadenza è la creazione dell’elettricità tra le nostre mani, la seconda è il fuoco d’artificio di Internet come culmine della mondializzazione. Si può anche pensare che la democrazia abbia messo le radici dalla stessa configurazione del XIX° secolo e ciò  potrebbe lasciar supporre  che potrebbe essere rilanciata vigorosamente con l’ultima triplice congiunzione di questi ultimi anni, ciò non appare ancora evidente, ma purtroppo non abbiamo ancora sufficiente distacco per giudicare.

 

In ogni modo, siamo solo all’inizio del nuovo ciclo Urano-Nettuno. La tabella sinottica sottostante ci mostra lo slancio della sua fase ascendente proiettando la sua linea del futuro sulla  maggior parte del nostro nuovo secolo. C’è già una rappresentazione spettacolare, idonea ad informarci che i nostri ultimi anni tracciano un svolta storica capitale, al punto da pensare che potrebbe essere più importante dell’attuale interesse che le accordiamo, in mancanza di un sufficiente distacco per giudicarla bene. Internet non è una fine, ma un inizio e anche, senza dubbio, è solo un albero che nasconde una foresta.

 

Non è soltanto una semplice partenza di un grande ciclo. C’è di più ancora. Giudicatelo con la figura dell’anno 2000, programmata nel quadro del XXI°secolo.

 

  

 

 

Abbiamo i cinque pianeti lenti che si succedono sullo stesso versante della mappa zodiacale, l’uno dietro l’altro nell’ordine stesso della loro rispettiva velocità di spostamento: Giove in testa e Plutone in coda. Siamo in presenza dello stato eccezionale di una monofase ascendente dei dieci grandi cicli planetari, che va dalla congiunzione all’opposizione.

 

Il fenomeno non è nuovo. Si è prodotto nel 5 e nel 4 a.C., tempo presunto della nascita del Cristo. L’ultima volta, era stato nel 1489 quando Cristoforo Colombo, Diaz e Vasco de Gama, si resero maestri dell’oceano. Una volta di più, questa evoluzione di tutti i cicli, è rappresentata da Gaia entrando in una nuova età della sua storia. C’è d’altronde un’analogia evidente tra questi grandi navigatori che prendono possesso del globo e i nostri internauti di oggi che, davanti alla loro “tela”, navigano dappertutto e abbracciano ugualmente il mondo.

 

Il grafico del secolo ci mostra che, nel corso dell’anno 2000, i 10 grandi cicli erano tutti ascendenti, poi sono passati a 9 nella seconda parte del 2001, per scendere in seguito a 7 nel 2003 e a 6  nel 2004. Abbiamo bisogno di un sufficiente distacco per giudicare storicamente questo pieno ascensionale dell’anno 2000.

 

La considerazione di questo fenomeno ci fa risalire al tema della Grande Armata, questa immensa speculazione di un’unità cosmologica di un tempo in cui l’orologio inizia una congiunzione  di tutti i pianeti per finire ad un ritorno integrale delle loro congiunzioni. Si tratta del grande inizio del cielo, del prototipo celeste di un stato primordiale del mondo, perché questa unione unica di tutti gli astri del sistema solare è il punto d’origine, la fonte di tutte le unità ritmiche in animazione in seno al nostro cosmo, in breve la partenza comune e simultanea dei 45 cicli del sistema solare.

 

Non essendo alla nostra portata questa configurazione primordiale, facciamo riferimento al più vicino ricongiungimento di tutti i pianeti . Questi segmenti delle più grandi concentrazioni planetarie compongono il tema di un micro-grande anno che si riproduce ogni cinque secoli, quando i cinque pianeti lenti si ritrovano più vicini uno all’altro, passando il loro indice ciclico (somma delle loro inter-distanze) da un minimo che funge da accesso da un’unità all’altra.

 

La figura seguente mostra lo scenario dell’ultimo micro-grande anno al quale precisamente, la nostra congiunzione Urano-Nettuno pone un fine:

 

 

Questo percorso è globalmente quello che gli storici, come Arnold Toynbee, chiamano la “civiltà della Cristianità occidentale” nata nel triangolo delle grande congiunzioni del 1399, 1456 e 1479 e non stupisce che questa epoca porti il nome di Rinascimento. Dall’altra parte della catena si concentra la grande mutazione della nostra società moderna che si è realizzata nel quadrilatero comprendendo l’ultima congiunzione Nettuno-Plutone del 1892. Si può notare che la nostra congiunzione Urano-Nettuno chiude questo mini-grande anno. E’ il punto cerniera che inizia con una nuova civilizzazione di cinque secoli.

 

Se consideriamo un insieme secolare o multi-secolare per una veduta panoramica, scopriamo che questa veduta sintetica non è unica. Le nostre configurazioni si comportano come una catena di montagne che cambia prospettiva ad ogni nuovo punto di osservazione. Come la storia stessa è multidimensionale, abbiamo una visione che si pluralizza tra differenti campi operatori.

 

L’indice ciclico

Uno di questi campi, che si presta meglio come cosmogramma secolare, è lo strumento dell’indice ciclico. Quest’ultimo rende conto dello scarto angolare del sistema solare nella somma, calcolata da 0° a 180°, delle distanze planetarie tra loro. Per il secolo sono presi in considerazione solo i dieci cicli dei cinque pianeti lenti.

 

La lettura di questo indice è semplice. Quando il sistema solare si dilata con l’espansione di un insieme di cicli ascendenti (da 0° a 180°), la linea sale ed è il tempo in cui la società mondiale è in crescita, in sviluppo, in realizzazione. Quando si contrae con il ritiro di una dominante di cicli discendenti (da 180° a 0°), la linea scende e la società mondiale regredisce, in preda ai suoi problemi. L’indice minimo più basso della curva, compagno delle congiunzioni, è a sua volta all’interno dell’onda, punta ultima di crisi e rovescio della corrente, contrazione che smorza una rimonta.  Quando l’indice massimo punta verso l’ alto, si hanno, seguendo la qualità della configurazione che l’accompagna (opposizioni o armoniche), valori di picchi, di punta d’espansione, se non di limite raggiunto con il ritorno della crisi. Il zigzag di questa curva mostra un fenomeno di diastole-sistole che risponde all’alternanza dilatazione-retrazione del campo planetario, come un oceano con le sue maree successive.

 

 

Confrontando questo diagramma con la storia, non si tarda a constatare che le sue pesantezze drammatiche cadono sulle conche dell’ansa inferiore. Ma si vede ancora meglio la coerenza della correlazione nel movimento storico che associa le fasi costruttive alla corrente ascendente e le fasi distruttive alla corrente discendente.

 

Così, trascurando la prima curva (il primo incavo del 1906 situa, in un clima di grandi conflitti sociali, la realizzazione della divisione europea- la Triplice Intesa di fronte alla Triplice Alleanza- che condurrà alla guerra), si constata prima la caduta dal 1911 al 1918, che va dai primi spari di cannoni della prima guerra balcanica all’armistizio della Prima Guerra Mondiale, localizzata nel basso dell’incavo. Con la risalita della curva dal 1919 al 1927, abbiamo quello che chiamiamo la ricostruzione del dopo guerra. Nuova discesa dal 1928 al 1933, che comprende la grande crisi economica dal 1929 al 1933. La grande caduta dal 1936 al 1945 va dalle prime aggressioni di Hitler, accompagnate da nuove guerre (Etiopia, Spagna, Manciuria) alla fine della Seconda Guerra mondiale, anch’essa localizzata in fondo alla linea ascendente dell’ansa. Nuova ricostruzione del dopo guerra con la risalita della curva dal 1945 al 1950. La ricaduta della curva comincia nel 1950, con la guerra di Corea che ci fa entrare nel periodo della “guerra fredda” seguita dalla guerra di Algeria e finisce con la tragedia dell’intervento sovietico in Ungheria e la spedizione franco-britannica mancata di Suez. Mentre la più forte crescita dell’indice del secolo (dal 1956 al 1964) si verifica con l’euforia della crescita e dell’ espansione degli anni sessanta, la ridiscesa della curva del 1965 accompagna l’impegno militare americano nel Vietnam e il suo punto più basso cade nel 1968: oltre l’intervento sovietico in Cecoslovacchia avviene anche la rivolta della gioventù mondiale. Nuovo calo nel 1975 con l’apparizione, nell’autunno 1974, della nuova grande crisi economica del secolo, accompagnata dal ritorno della guerra fredda. L’incavo estremo del 1982-1983 non è solo il punto ultimo della crisi: recessione generalizzata con 31 milioni di senza-lavoro in Occidente, accompagnata dalla tensione degli euromissili, su un fondo di depressione, di delinquenza, di droga e di terrorismo; è anche il periodo nero che vede spuntare l’Aids, sempre devastatore. Con la rimonta dell’indice da novembre 1982 a luglio 1990, abbiamo insieme un ritorno all’espansione economica e un riavvicinamento Est-Ovest che conducono a una fine della guerra fredda. Il picco del 1990 sta molto vicino alla caduta del muro di Berlino- un vertice della storia- che ha liberato l’Europa dell’Est, e nello stesso tempo della guerra del Golfo e delle conseguenze negative della sparizione del blocco dell’Est. Per finire, la punta inferiore del 1997 cade sulla crisi economica asiatica, allorché l’indice sale verso la vetta all’ingresso del nuovo secolo.

 

 (si notino le punte verso il basso negli anni di crisi 1914,1927,1940, 1952,1968 ecc.)

 

Un’altra correlazione viene a rinforzare questo primo risultato. In effetti, questo indice ciclico si presta ad un trattamento complementare. Se esiste un potenziale dato con i propri livelli di variazione, il suo flusso è anche da considerare, vale a dire la sua pulsazione ritmica, il tempo del suo movimento. Così, l’indice ciclico del 1°gennaio 1900 è di 1066°, quello del 1° gennaio 1901 di 1069° e quello del 1° gennaio 1902 di 1044°. Questo significa che quest’indice è avanzato di 3° il primo anno e indietreggiato di 25° l’anno seguente. Ora, conviene prendere la misura di questa variazione del percorso del nostro indice nel corso del secolo.

 

Subito si può osservare una punta inferiore che cade sul 1914, anno dello scoppio della Prima Guerra mondiale. In quell’anno, l’indice passa da 1001 a 911°, accusando uno stacco di 90°. Una seconda punta di accelerazione involutiva si presenta nel 1927 con un arretramento di 57°: c’è aria di burrasca  per il boom economico dell’epoca e l’arrivo del crack con la grande crisi. Siamo al record secolare con la punta negativa ultima del 1940, l’indice passa da 828° a 685°, essendo il suo enorme distacco di 143°; il 1939 aveva già marcato un punteggio massimo con un abbassamento di 124°: è l’ingresso nella Seconda Guerra mondiale. Poi c’è il 1952 (-150°), il periodo più critico della guerra di Corea con la follia nucleare nel pieno della guerra fredda. In seguito il 1966-1967: la rivoluzione culturale cinese seguita dalle rivolte studentesche di 25 paesi nel 1968. Arriviamo così al 1978-1980: il grande choc petrolifero che sprofonda nella crisi economica, con uno squilibrio mondiale generato dalle situazioni difficili dell’Afghanistan, della Polonia, dell’Iraq e dell’Iran. L’ultimo  movimento in calo del 1990 cade sulla guerra del Golfo. Così vediamo chiaramente che l’intensità dell’oscillazione  dell’indice accelera o provoca  crisi. Tutto ciò è in contrasto con l’accelerazione positiva dell’indice (massimo di crescita), la più forte del secolo degli anni 1959-1962, campioni della prosperità e della crescita economica.  Si noterà che gli ultimi anni del secolo fanno prevalere un vertice di accelerazione dell’indice, ciò va di pari passo con un indice ciclico che sale come una freccia sotto la pressione di 9 a 10 cicli ascendenti, per raggiungere il limite massimo nel 2003. Scalata di 572° (508°- 1080°) dal 1° gennaio 1997 al 1° gennaio 2003, con una crescita record di 124° nell’anno 2000. Tutto ciò simbolizza una spinta grandiosa dello slancio vitale del mondo, una nuova partenza di Gaia per una nuova avventura, una partenza magistrale del treno della storia, carico di integralità e di potenzialità. Non abbiamo abbastanza distacco per poterci ancora rendere conto della congiuntura in corso.

 

Segue una presentazione del cosmogramma del XXI secolo, accompagnato dal suo indice  ritmico:

 

 

 

 

 

Non si tratta qui d’intraprendere un’interpretazione previsionale di questi diagrammi. Notiamo, tutt’al più, il fattore primordiale: i tre super cicli del trio Urano-Nettuno-Plutone sono parallelamente in monofase ascendente nel corso della prima metà del XXI secolo e ciò dovrebbe essere un segno di  promessa di ascensione di una nuova umanità. Possiamo ancora aggiungere  ciò che c’ispira la fase ascendente del ciclo Urano-Nettuno dalla congiunzione del 1993 all’opposizione del 2080, riguardo ai cicli precedenti. Il regno dell’Europa spagnola degli Habsbourgh s’inquadra nel ciclo del 1479-1650, andando dalla fusione della Castiglia e dell’Aragona verso l’unità spagnola (1479) al Trattato di Wesfalia (1648). La ridistribuzione della carta geografica si fa a vantaggio della Francia nel corso del ciclo seguente del 1650-1821, dominante durante la sua fase ascendente (1650-1735) mentre sul versante discendente viene esautorata dall’Inghilterra che, a sua volta, sarà soprattutto dominante sul versante ascendente del ciclo seguente del 1821 cadendo all’opposizione alla fine della Prima Guerra mondiale. La staffetta è conquistata, da allora, dagli Americani, sovrani con l’ultima congiunzione del 1992 e la loro egemonia dura ugualmente lungo la fase ascendente del nuovo ciclo per essere rimessa in discussione a partire dall’opposizione del picco ultra-critico del 2080.

Ma torniamo alla comprensione della nostra storia. Fin qui, mi sono dedicato soprattutto all’angolo luminoso e creativo della congiunzione, come se fosse una nascita-rinnovo del ciclo. Il pieno della mondializzazione che s’installa nei nostri anni attuali si percepisce come un parto di civilizzazione di alta portata. E’ la tendenza osservata da millenni, ai limiti dei circuiti dei micro-grandi anni: nascita del Cristianesimo, Rinascimento,  Medio Evo che dura due unità di micro-grande anno. Ma la congiunzione è un Giano bifronte: “ la mia fine è anche il mio inizio”. La sua ombra è altrettanto la fine di un ciclo, la morte del vecchio che genera il nuovo.

 

La tripla congiunzione Urano-Nettuno-Plutone dell’anno 574, è la suprema configurazione che cade sull’ultima svolta della storia della genesi della nostra civiltà: la nascita della nostra era giudaico-cristiana, l’avvento delle religioni e il parto del razionalismo greco, sono le più grandi prove vissute dagli uomini che hanno coinciso con le più grandi concentrazioni planetarie, avendo temuto gli Antichi che le dorifore significassero la fine del mondo. Di fatto, al taglio del micro-grande anno del 449-450, dove i cinque pianeti lenti sono assemblati su un arco di 70°, assistiamo al crollo dell’Impero romano. Nel corso del secondo millennio, i due scarti interplanetari  più stretti si presentano nel 1347 (concentrazione di 70°), anno dove la famosa “peste nera” decima in una ventina di mesi un terzo della popolazione europea, poi nel 1446 (concentrazione di 80°), quando la guerra civile di Costantinopoli segna la fine dell’Impero d’Oriente. Ai limiti del micro-grande anno del 1485 (73°), quando la congiunzione Urano-Nettuno del 1479 forma la generazione di Copernico e di Lutero, i marinai di Cristoforo Colombo portano la sifilide in Europa con la grande concentrazione planetaria seguente.

 

Quando si esplora uno spazio sconosciuto, è solo gradualmente che se ne prende conoscenza e l’idea che ci facciamo del  paesaggio è progressivamente revisionata dall’incontro di prospettive nuove.  Nel corso di queste ricerche,  ho pagato personalmente le spese di tali insufficienze, cosa che si è tradotta in particolare con una prospettiva esageratamente drammatizzata della congiuntura del crollo dell’indice ciclico degli anni 80. La mano inesperta e pesante del debuttante. Certo, non c’è stata una terza guerra mondiale: l’avevo temuto all’inizio, poi ne avevo scartato il pericolo; che non fu meno reale con l’ultima minaccia dell’accostamento degli euromissili nel 1983.  Bisogna accettarsi con il proprio sapere soggetto a revisione e nei limiti di una tavolozza d’interpretazione incompiuta. Guardando indietro nel tempo, il mio pessimismo aveva una sua ragione d’essere, perché abbiamo traversato non  meno di una grande depressione.

 

In un testo del n°28 dell’Astrologue (4° trimestre 1974), giudicando il corso dell’indice ciclico del XX° secolo e comparando la sua caduta a quelle che hanno accompagnato le due guerre mondiali, mi pronunciai così: “ il 1981 – 1984 rischia di essere la terza macchia nera del secolo dove la morte trionferà sulla vita, qualunque siano gli aspetti sotto i quali imperverserà...” A ciò avevo aggiunto: “ Ma niente autorizza l’interprete a specificare  che possa trattarsi necessariamente di una terza ripetizione di un fatto di guerra internazionale. Altre minacce sono concepibili: grande carestia, crisi ecologica….”. E altrove ancora, cercando ciò che poteva capitare, in riferimento al passato, mi ero avvicinato al centro del bersaglio, senza crederci, perché all’epoca le autorità mediche avevano assicurato che l’era delle pandemie era chiusa: “ In mancanza di epidemie e d’invasioni barbariche…..”.Invece, con la tripla congiunzione Giove-Saturno-Plutone del 1981-1982 l’aids ha fatto la sua apparizione; la partecipazione dello Scorpione, attraversato da questi pianeti e di Plutone che si apprestava ad entrarci, specificano l’impatto sessuale di questa pandemia, come  fu  la sifilide in Europa con la concentrazione di congiunzioni del 1485. Questa “macchia nera” si estende ancora a ragione di 5 milioni di contaminazioni annue, con una cifra stimata nel 2004 a 45 milioni di vittime!

 

In mancanza anche “d’invasioni barbariche”…. Perché avevo anche rilevato con le stesse concentrazioni planetarie la sparizione di alcune civiltà , come quelle di Roma, di Bisanzio, dell’America latina (dove, qui, i barbari erano gli europei). E’ ovvio che non c’è niente di barbarico nel fatto  che dei popoli poveri e affamati vengano a  cercare rifugio nei nostri prosperi paesi occidentali,  dovendo prevalere sul profitto di tutti anche la solidarietà umana. Ma questo fenomeno può a lungo andare, essere sentito da troppa gente come un’invasione, non avendo capito che la loro assimilazione s’impone. La fine del micro-grande anno della civiltà cristiana occidentale, è già questa immigrazione senza precedenti  che dobbiamo accettare. Il miscuglio di popolazioni multi-etniche  è anch’esso nell’ordine della mondializzazione.

 

Se, dall’interno, l’Europa si mondializza laboriosamente, accusata d’euro-centrismo e di euro-pessimismo, dal di fuori, risente sempre più dell’esiguità della sua importanza, dovuta all’accesso di altre popolazioni del mondo cresciute ed arrivate alla età della maggiore età. Uno dei fenomeni dominante di questi ultimi decenni è la significativa resurrezione dell’Islam.  Ciò si potrebbe spiegare con il fatto che l’Hegire, la nascita della religione islamica del 622, sia avvenuta nell’orbita di una tripla congiunzione Saturno-Urano-Nettuno del 625 nel mezzo del segno della Vergine e che questa stessa triplice congiunzione si sia ripresentata nel 1988-1989 e anche riformata al trigono di quella del 625. Come uno cambio di guardia dell’avvenire, si tratta di un’immensa popolazione, nell’ordine di due miliardi d’individui ripartiti su una vasta distesa del globo.

 

La paura invade ogni minoranza, il che spiega anche il pericolo che provoca una tensione tra la ricchezza e la povertà, il potere e l’umiliazione. Fonte evidente di un fondamentalismo islamico di cui, con il nostro disordine, i nostri eccessi e il nostro egoismo, portiamo anche la responsabilità, essendo la soluzione il ritorno ad una mondializzazione della solidarietà. Il terrorismo ne è il figlio. Tralasciando il caso occasionale come l’attentato di Sarajevo nel 1914, questo terrorismo è una piaga installata nella nostra società dalla congiunzione Urano-Plutone degli anni 1965 (in Vergine: la violenza si è atomizzata) e si è esacerbato fino ad arrivare allo choc dell’attentato del World Trade Center di New York l’11 settembre 2001. La firma plutoniana del terrorismo va da sé e ne abbiamo fatto il pieno con le opposizioni successive di Giove e Saturno. Come l’effetto di un’onda dell’alta marea, questa febbre terrorista deve cadere.

 

La  lista d’un insieme di situazioni che finiscono con il dare l’impressione generale di un clima della fine della civilizzazione non è chiusa. E non solo, nel programma del caos c’è la minaccia che incombe sull’ambiente naturale, il pericolo ecologico di una terra maltrattata, la paura di un uomo di Stato paranoico che arriva alla follia atomica. Senza parlare di un’invadenza della corruzione, in particolare di una economia dei bassifondi narco-dollarizzata, della prostituzione, della droga, della delinquenza, dell’arte-immondizia, in un ritorno al selvaggio, al primitivo, al punto che un abominevole diplodocus dinosauriano sia diventato un giocattolo per bambini. Naturalmente, questo accumulo di nero si accompagna ad un clima morale in lutto: desacralizzato, il genere umano si snatura e si disumanizza con il fallimento delle ideologie, il nichilismo intellettuale, il disordine delle anime….

 

Si capisce che in un tale paiolo  si possa avere difficoltà ad intravedere l’altro versante della situazione attuale, che è invece annunciatrice dell’alba di una nuova umanità, di una civiltà superiore alla nostra e più radiosa di quella che lasciamo. All’“apice” dell’indice ciclico del 2003, malgrado le nostre miserie, gli anni  presenti la stanno generando senza vedere ancora né la forma né tutta la portata, in quanto siamo troppo vicini a questo parto. Ma l’uomo, figlio della Terra e del Cielo è come un sonnambulo che segue la sua linea dell’universo. Certo, nessuno è infallibile, nonostante che in questa circostanza, tenga più che mai all’applicazione degli arcani dell’arte regale dell’astrologia mondiale con  una previsione a scala generale dell’umanità e a lungo termine come il luogo più alto della presenza di Urania.

 

Non posso lasciarvi senza  confessarvi la mia  più profonda e  totale convinzione che l’astrologia stessa è interessata da questa grande congiunzione. Giacché gli ultimi anni del XX° secolo ci hanno anche portato del nuovo e quale novità! È sull’insieme della popolazione francese con i 6,5 milioni di matrimoni conclusi tra il 1977 e il 1996 e con la quindicina di milioni di nascite avvenute tra il 1977  e il 1997, che Didier Castille ci ha recentemente rivelato l’enorme correlazione  che c’è, cioè quella che mette in causa il Sole stesso (finora assente da qualsiasi bilancio statistico) e, niente di meno che un Sole doppiamente implicato con i fondamenti stessi della condizione umana: nell’accoppiamento e nel parto. Potevamo raccogliere una più prestigiosa stele da Urania ?

 

Guardiamo, finalmente, la parte fondamentale del fatto astrologico, il suo fatto centrale più evidente: il semplice piano dello scambio individuale. D’ora in poi,  con qualcuno che dubita dell’astrologia, esentandovi da ogni discorso,  avete delle chances di farlo vacillare invitandolo a comparare il suo giorno di nascita con quelli dei suoi parenti. Quanto alla scala generale dell’opinione pubblica o del giudizio della cultura, se non del verdetto della scienza, è verso un riconoscimento dell’astrologia  che andiamo dritti. Bisognerà forse aspettare il sestile evolutivo Urano-Nettuno dell’apice del 2005-2030, essendo questo aspetto alla congiunzione quello che è una nascita ad un concepimento? Il seme è già seminato. E confessate, senza l’astrologia, cosa sarebbe la mondializzazione?...

 

 

 André BARBAULT

 

 

Ringraziamo vivamente per la traduzione Geneviève Jama Giammarino

 

extrait de "Linguaggio astrale", Hinverno 2005