Astrologie Mondiale
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CRONISTORIA DI UNA PREVISIONE

 

È doveroso anzitutto da parte mia scusarmi per aver messo me stesso al centro dell'argomento trattato.

È un appuntamento che mi sono dato, e non potevo mancarlo volen­do rendermi conto di un bilancio.

In un caso del genere, l'operatore non conta molto: l'attenzione ricade tutta sull'operazione previsionale. Se sono io e non un altro ad essere il protagonista, ciò è soltanto dovuto ad una esigenza di verità.

Segnato giovanissimo da una cocente sconfitta che mi ha fatto com­prendere la misura del potere dell'illusione umana, nella nostra patria dì Urania divenuta purtroppo un paese di utopia, ho voluto seguire la linea orgogliosa più dura della pratica, sul terreno del «pronostico speri­mentale» che stabilisce il momento esatto di ciò che sta per accadere o di ciò che non accadrà alla scadenza della configurazione in atto. È un modo di non dipendere che da una sola lettura delle effemeridi; pos­sibilmente in un futuro dove niente è immaginabile, dando un appunta­mento con la storia futura con un anticipo di decenni, facendo della pre­visione un gigantesco salto nel futuro! L'altezza, ultimo pericolo...

Ed è in questo modo che la previsione riprende il suo posto importan­te nel tempio di Urania, celebrando il suo trionfo.

Desidero far rivivere questa storia precisando come le cose si sono svolte.

Tutto è iniziato nel 1936, qundo, sotto il mio candido sguardo di neo­fita, mio fratello Armando scrisse un articolo per la rivista «Consolation» improvvisando una spiegazione del Fronte Popolare sulla base dell'op­posizione Saturno Nettuno dell'epoca. La rivoluzione russa del 1917 non aveva forse avuto luogo sotto la congiunzione di questi pianeti? Mio fra­tello nel suo giornale rielabora i suoi sospetti: L'Avenir du monde («Le thème du XXe siede», 1938-1939). Il rapporto che esiste fra le due cose si fa strada. Ognuno lo ammetterà, almeno nei paesi di lingua francese.

Mio fratello non andrà oltre, essendo più interessato alla ricerca sul­l'alchimia.

Ma in qualche modo mi passò l'incarico di fare una verifica storica per ottenere un sufficiente numero di correlazioni. E fu così che il rap­porto Saturno-Nettuno primo terreno ciclico esplorato, divenne la mia esperienza pilota della ciclicità.

Il lavoro prosegue: il N° 20 dei Cahiers Astrologiques (marzo-aprile 1949) presenta, sotto il titolo: «Cicli planetari», il mio primo saggio di interpretazione di tutto un insieme di cicli, di cui quello Saturno-Nettuno, sommariamente decifrato.

Ho atteso la nuova congiunzione Saturno-Nettuno del 1952-1953 per concedermi il primo pronostico, pubblicato (grazie ad una richiesta di previsióni annuali) sul giornale L'Yonne républicaine del 1° gennaio 1953. Poiché è stato usato anche in occasione della congiunzione seguente del 1989, faremo conoscenza del testo un po' più in là.

Ma arriva la segnalazione dell'anno 1989. È vero soltanto a titolo di pura scadenza, di semplice punto di caduta storica di carattere rivoluzio­nario; ciò nonostante, tuttavia, con ben 34 anni di anticipo! Questo si legge a pag. 189 del mio «Défense et Illustration de l'astrologie» pubbli­cato nel 1955 da Grasset.

Il testo faceva seguito ad una presentazione dei sei ultimi incontri o congiunzioni di questi due pianeti Saturno e Nettuno, che si ripetono ogni 36 anni, in concomitanza di manifestazioni collettive, movimenti o realizzazioni rivoluzionarie. Viene così giustificato il seguente primo testo: Alla congiunzione del 1952-1953, muore Stalin, e l'URSS è in piena metamorfosi: essa inizia un nuovo ciclo che la porta alla scadenza importante del 1989.

 

 

Qua e là ho rischiato, la formulazione previsionale di qualche aspetto del nuovo ciclo, in accordo con la tendenza storica: Al sestile del 1959 (distanza di 60°), il XXI congresso, allentamento della coesistenza paci­fica, Camp David, oltre allo sviluppo economico ed alla corsa allo spa­zio. Al quadrato del 1963 (90°), la crisi dei Caraibi, il conflitto alla fron­tiera cino-indiana e la scissione Mosca-Pechino. Al trigono del 1965-1966 (120°), il regno della coesistenza pacifica, De Gaulle a Mosca e Kossi-guin a Parigi, Glassboro, la pace indo-pakistana di Taskent e la libera-tizzazione del campo socialista europeo. Al sesqui-quadrato del 1958 (135°), l'intervento in Cecoslovacchia e la flotta sovietica nel Mediterraneo. Mi sono invece inciampato nell'opposizione del 1971-1972 (180°), rite­nendo potesse corrispondere ad un avanzamento della potenza economi­ca americana (!) e ad un declino del ruolo dirigente del modello sovieti­co nel movimento rivoluzionario internazionale.

Al massimo dell'espansionismo sovietico (dal Cairo ad Hanoi passan­do per Delhi) si verifica in realtà il declino del regime simbolizzato dal­l'assegnazione del premio Nobel al dissidente Solgenitzin.

Potete trovare ne Les Astres et l'Histoire (Pauvert, 1967) tutta la do­cumentazione storica da me pazientemente raccolta sul nostro ciclo in una serie di capitoli:

—  le congiunzioni dal  1773 al  1953 (pp. 48-49);

—  gli aspetti successivi dei cicli 1846-1882, 1882-1917, 1917-1953 e 1953 ... (pp. 86-94);

—  le congiunzioni Sole-Nettuno dopo il 1917, le congiunzioni Marte-Nettuno dopo il 1933 e le opposizioni Marte-Nettuno dopo il 1941 (pp.  135-150);

—  la Rivoluzione del 1848 (pp. 247-249).

Ed è in base a tale confronto storico che si può presumere di avere una reale correlazione che permetta il pronostico.

Si arriva così alla seconda formulazione previsionale relativa al 1989. Essa compare a pag. 139 dell'opera pubblicata da Payot nel 1973: Le Pronostic expérimental en astrologie. Dunque con un anticipo di 16 anni sugli eventi storici! Ecco il testo:

La seconda previsione prende spunto dalla congiunzione Saturno-Nettuno ed è stata pubblicata sul giornale «L'Yonne républicaine» del 1/1/1953:

«Poiché il partito comunista russo ha visto la luce sotto la congiunzio­ne del 1881 ed è salito al potere sotto quella del 1917, si deve pensare . che il 1953 sarà importante per l'URSS. Infatti il regime sovietico si tro­va alla fine di un ciclo ed al tempo stesso al rinnovamento del ciclo. Come fine del ciclo, ci si può aspettare un rimaneggiamento interno, ed un cambio della guardia al Cremlino forse. Come rinnovamento del ci­clo è prevedibile un rimbalzo della causa comunista nel mondo o per lo meno della causa rivoluzionaria. La politica sovietica troverà delle eco nelle nazioni finora ostili o indifferenti ad essa...».

Sorprendendo il mondo intero, Stalin muore il 5/3/1953; per l'URSS ed il comunismo inizia un'era nuova.

D'altra parte, Mosca si scopre una nuova vocazione rivoluzionaria so­stenendo la causa della decolonizzazione e dei nazionalismi afro-asiatici, rompe il suo isolamento procurandosi una solidarietà politica con il na­scente «terzo mondo».

Forte di questo risultato, mi accorderete un maggior credito se pren­derò sul serio la prossima congiunzione Saturno-Nettuno del 1989 come l'annuncio di una nuova «grande première» per il destino dell'Unione sovietica o del comunismo mondiale?

La mia intenzione, era stata qui, deliberatamente, di esprimere due concetti sovrapponendo due operazioni previsionali affini con la ripeti­zione dello stesso fenomeno.

Si trattava di stabilire una data: era cosa fatta.

Ma nello stesso lavoro, sempre con un anticipo di 16 anni sulla storia, dovevo spingere più avanti l'avventura previsionale in un capitolo consa­crato alle «congiunture storiche».

Vi avevo dapprima presentato due precedenti tappe: la metamorfosi congiunturale dell'ingresso della nuova crisi mondiale del 1975, come pure la concentrazione planetaria di fondo della crisi del 1982 (l'economia del «campo socialista» della Europa dell'Est, gravemente colpita essa pure, dalla recessione degli anni 1980-1982, non si è sollevata da questa crisi e questa sua caduta è stata la causa principale della stanchezza della gen­te e della loro defezione ai propri regimi). Ed è questa situazione che per ultima illustravo, quella del 1989:

Questa figura astrale era accompagnata dal seguente commento (pg. 222): Pochi anni dopo, scopriamo un trio planetario davvero eccezionale: Saturno, Urano e Nettuno che si incontrano all'inizio del Capricorno nel corso degli anni 1988 e 1989, quest'ultimo più significativo per la triplice opposizione di Giove a questa congiunzione. Ed è qui che potrebbe esse­re segnato il destino dell'umanità per tutto il XXI secolo. Abbiamo visto la nostra moderna società capitalista evolvere durante il grande ciclo Urano-Nettuno nel 1953; gli USA da un lato e l'URSS dall'altro erano lanciati in una competizione per la supremazia mondiale o ad una for­mula di società universale.

Ora, questi due partenti arrivano qui a fine corsa, allo stesso punto e nel medesimo momento, come per fondersi in un'unica corrente. Que­sto destino comune ed ultimo del 1989 è la scadenza: il mondo dovrà rinnovarsi e creare una nuova società. Il più grande rendez-vous della nostra storia si presenta dopo i profondi sconvolgimenti del 1982-1983, a questo triplo incrocio astrale...

E già questa una conclusione alla quale ero arrivato 21 anni fa quan­do nel Les Astres et l'Histoire (Pauvert, 1967), a pag. 297, confessavo ... questo triplice incontro planetario, la più importante concentrazione astrale di tutto il XX sec. ... due rilanci storici ... l'Americano ed il Russo, sotto la forma del principio capitalista e del principio comunista ... questi due partenti sono entrambi alla fine della corsa, per l'ultima destinazione del 1988-1989, alla scadenza della quale il mondo tende a rinnovarsi per creare una nuova società. Indubbiamente, il grande incon­tro della nostra storia tende dunque a presentarsi a questo triplice incro­cio lineare che ya dal 1988 al 1992.

Ed a pg. 299:

... la grande metamorfosi della società si produce a favore di una fusìone, di una sintesi, dove Nettuno assimila Urano, cioè dove la nuova so­cietà prende dall'antica e ne risulta meno antagonista che continuatrice; e ciò è l'immagine stessa del tracciato lineare delle correnti che conver­gono nello stesso tempo e nel medesimo punto come due affluenti che confluiranno in un fiume.

Quando si sa che sotto lo scettro o la quasi benedizione dell'URSS, sospinta essa stessa ad un mutamento sostanziale della società, tutti i paesi del blocco dell'Europa dell'Est si sono per così dire convertiti da soli, passando armi e bagagli - «sparita la cortina di ferro» — alle virtù occidentali della democrazia, questa immagine fluviale di fusione di cor­renti storiche giunge a proposito — si parla già del progetto di confede­razione di una Europa dall'Atlantico agli Urali — indipendentemente dalla nuova tendenza della società mondiale, sempre polarizzata tra le sue aspi­razioni di destra e quelle di sinistra.

Qualche anno più tardi ecco una nuova versione. Siamo nel 1980, con un anticipo di 9 anni sugli avvenimenti storici. In un lavoro comparso al Club del Libro: Nostradamus, sono riuscito a scrivere un capitolo in­titolato: «il destino dell'Unione Sovietica».

Vi espongo due esegesi del profeta di Salon. Secondo Jean Monterey, la 50a quartina della IV Centuria:

que sept me tiennent par rang la Hiérarchie

Si riferisce al regime dell'URSS con la seguente conclusione: questo regime avrà finito di esistere quando sette dirigenti — uno dopo l'altro — avranno occupato la piazza del Cremlino. All'epoca, già cinque si erano avvicendati: Lenin, Stalin, Malenkov, Kruscev e Breznev: a questi sarebbero succeduti Andropov e Tchernenko. l'ottavo sarà Gorbatchow nel 1985 ... (?). E secondo Vlaicu Jonescu, più preciso, la fine più o meno drammatica del regime sovietico è inserita nel passo della let­tera ad Enrico II («... & sarà al mese di Ottobre, nuova Babilonia, figlia miserabile, aumentata per l'esecrazione del primo olocausto, & non durerà più di soli 73 anni, sette mesi ...»), così come nella quartina 74-VI:

Toris septante a mort trop

Danno così un appuntamento al giugno 1991. In quel momento chia­mando alla riscossa l'astrologia mondiale e ricordando la mia sperimen­tazione previsionale del ciclo (l'ultima in ordine di tempo nel n° 48 del L’Astrologue con il quadrato Saturno-Nettuno che veniva a sovrapporsi sulla crisi polacca e l'intervento russo in Afganistan), arrivo a questa conclusione:

Chi viene a vivere una tale avventura finisce per acqusire una serenità di spirito. Si può prestare fede o meno: nulla cambia. Non c'è dubbio alcuno che l'URSS è invitata ad una svolta vitale e decisiva della sua storia quando si rinnoverà il ciclo Saturno-Nettuno con la congiunzione del 1989. Per di più, le circostanze vogliono che la grande congiunzione venga a formarsi nello stesso momento e nel medesimo luogo dei due astri, preceduta da una congiunzione Saturno-Nettuno (ciclo di 45 anni) nel 1988 e seguita da una congiunzione Urano-Nettuno (ciclo di 171 an­ni) nel 1992.

Va detto che questa triplice concentrazione astrale annuncia per gli anni dal 1988 al 1992, un grande sconvolgimento planetario, un cambiamento della società, esteso al mondo intero e interessante in modo particolare la Russia. Il fenomeno astronomico relativo a questo paese è centrato tra il dicembre 1989 ed il marzo 1990, ma è suscettibile dello scarto di un anno — un anno e mezzo, per quanto attiene alla manifestazione delle sue conseguenze. Ecco perché in fin dei conti la scadenza di No-stradamus percepita dal suo interprete lonescu riceve una consacrazione storica.

A questo dossier si aggiunge ancora una nota che conclude l'articolo su «Le Thème de la Russie soviétique», apparso nel n° 67 (3° trimestre 1984) de L'Astrologue. Nota che giunge a proposito sulla situazione astrale del 30 dicembre 1922, riferentesi alla costituzione dell'URSS:

Con un Sole a 8° del Capricorno che riceverà il transito della congiun­zione Saturno-Nettuno del 1989! Chi può dubitare che si tratti di una svolta cruciale per il destino della Russia comunista?

Per di più, è il medesimo suono di campane che io non ho smesso di far suonare nel corso delle diverse conferenze internazionali.

Nell'ottobre 1983 a Capri, ho presentato uno studio riproducendo l'al­lineamento planetario dell'autunno 1989. Ed ecco l'interpretazione che già allora ne davo:

Una tale configurazione mette in causa le diverse parti dei cicli piane-tari che riguardano singolarmente un determinato movimento sto­rico: l'Europa con il dio Giove-Saturno, gli USA con il ciclo Saturno-Urano, l'URSS con il ciclo Saturno-Nettuno, la società capitalista mo­derna nel suo insieme con il ciclo Urano-Nettuno ...

In sintesi, essa rappresenta un grande quadrivio storico dove tutte le potenze sono raccolte per vivere assieme un 'unica storia con diverse sfac­cettature e molteplici manifestazioni.

La medesima situazione l'ho trattata nel novembre 1985 a Rio de Janeiro, precisando che questi sei cicli planetari sono riuniti in un momen­to esistenziale comune portando ad un cambiamento storico la cui finali­tà sta nel rinnovamento profondo e generale della società mondiale.

Già in una conferenza tenuta nell'ottobre 1983 a Stoccarda, avevo ag­ganciato il nostro nodo interplanetare:

... È facile capire che la presenza dell'opposizione Giove-Saturno al centro di questo raggruppamento annuncia che l'Europa rischia di di­ventare teatro di un cambiamento generale della società.

E nel maggio 1987 a Zurigo, ho avuto cura di precisare:

Ed ora ci troviamo alla vigilia della ripetizione di una nuova congiun­zione Saturno-Nettuno. Non vi è dubbio che annunci una nuova tappa cruciale per l'Unione Sovietica, un punto di rinnovamento. Può anche significare diversi movimenti rivoluzionari nel mondo. Per l'URSS, sì do­vrebbe prendere sul serio la politica di democratizzazione intrapresa dal nuovo capo del Cremlino, Michail Gorbachov? Può darsi sia questo il sostanziale cambiamento che si annuncia all'orizzonte. Gorbachov po­trebbe fare quanto non ha potuto fare Kruscev perché non è riuscito ad arrivare al momento dì questa congiunzione.

E ancora, nel settembre 1988 a Vienna, riprendendo un passo de L'Astrologue n° 80 (4° trim. 1987):

Con l'attuale congiunzione Saturno-Nettuno, non si annuncia forse il successo della perestroika per Michail Gorbachov? Chi può dire se questi cambiamenti in corso non vogliono cancellare questo mondo in due bloc­chi ereditati dalla Guerra e da Yalta? Ad esempio, sotto l'aspetto di una futura integrazione dell'economia del blocco sovietico (Comecon), nel mer­cato mondiale, l'Unione sovietica si trasformerebbe da nemico di ieri nel «partnership» come lo sono tra loro i Grandi del mondo liberale?

Si deve credere che io ricorressi a dei luoghi comuni?

Non è indifferente ricordare quale era la mentalità predominante. Si­no all'ultimo istante — all'entrata dell'autunno 1989 — la mia previsio­ne circa il cambiamento radicale del mondo dell'Est ha lasciato scettica la maggioranza della gente «altolocata» alla quale ebbi occasione di par­larne. È sufficiente d'altra parte, per dare un'idea dell'opinione genera­le, di ricordare due articoli scritti all'indomani del 70° anniversario della Rivoluzione di ottobre. L'uno di Pierre Daix ne «Le Quotidien» del 9 novembre 1987, intitolato: «La petite musique de Gorbatchev», secondo il quale la perestroika, sul fondo del cinismo, «non fa che rinnovare qual­che strofa dell'eterna canzone».

L'altro di Cornelius Castoriadis, su Liberation dello stesso 9 novembre 1987, intitolato: «Gorbatchov e le sue impossibili riforme»: «L'illu­sione Gorbatchov è che si possano introdurre in un paese come la Russia attuale delle riforme così grandi» (...).

Non occorre dunque meravigliarsi se tutto il mondo è rimasto sorpre­so, colpito, messo sottosopra per la valanga degli avvenimenti sopravve­nuti tra il settembre ed il dicembre 1989. Il destino — bisogna dire — ci ha messo del suo, ma noi astrologi s;amo forse rimasti sorpresi?

È il momento di ricordare che con l'avvicinarsi della scadenza deli av­venimenti, ho personalmente insistito sulla possibilità che avremmo vis­suto un particolare clima rivoluzionario. Già ne «La rencontre Saturne-Uranus-Neptune» — L'AstroIogue n° 80, 4° trimestre 1987 — attribuivo alla congiunzione Saturno-Nettuno una duplice manifestazione:

Nessun dubbio che essa annunci una nuova tappa cruciale per l'Unio­ne Sovietica, una pietra miliare. Potrebbe però anche voler significare un'ondata di correnti o un fiorire di movimenti rivoluzionarì nel mondo.

Ma dovevo giungere ad una conclusione permettendomi di intitolare un articolo «Tempeste sul 1989-1990», nel n° 85 de L'AstroIogue (1° trimestre 1989):

Già la sola opposizione Giove-Saturno di per se stessa informa della svolta critica per la Comunità europea, direttamente colpita dalla nuova crisi, condannata a subire un periodo di maggiori prove prima di arriva­re alla sua scadenza storica del 1992.

Ma soprattutto, si deve tener presente che Giove passerà all'opposizio­ne della congiunzione Saturno-Nettuno in questo stesso periodo dal set­tembre Ì9S9 al luglio 1990. (...) Ciò potrebbe voler significare un perio­do di cambiamenti di correnti rivoluzionarie fino allo scoppio che porte­rà a disordini popolari, massicce calate in piazza e rischio di rovesciare il potere. Si sogna la possibilità di colpi eclatant! per dei paesi soffocati come la Romania; o dell'Est dell'Europa mantenuti alla gogna come la Cecoslovacchia.

In questo memorabile 1989 il mondo sta assistendo ad eventi che ri­cordano il crollo di un impero! E sarà la fine di tutta un'epoca ... Ter­minata, l'era del dopo-guerra.

L'inizio del crollo storico ha avuto luogo in ottobre, ma il cambia­mento si è verificato proprio in Russia — testa del corteo — nella pri­mavera del 1989. Dopo la novità delle elezioni legislative in tutto il pae­se, si forma a Mosca un parlamento dove un bel giorno si costituisce un'attiva opposizione. Si è poi verificato in Polonia dove in seguito alle trionfali elezioni per Solidarnosc, il paese il 19 agosto ottiene un Primo ministro non comunista, a capo di un governo di tutte le tendenze.

Tuttavia il gran vento levatosi dal largo si alza con una velocità im­provvisa con le fughe dalla Germania dell'Est all'Ovest nel settembre-ottobre. Chi decide di non partire, scende in piazza per farsi sentire. Il 9 ottobre, sono già 70.000 a Leipzig. Da quel momento la RDA si trova al centro dell'attenzione. Ogni lunedì mezzo milione di persone sfilano a Leipzig, a Dresda, a Berlino Est. Si è abbattuto l'uragano sul comuni­smo. Sono tutti in strada (un milione il 4 novembre a Berlino Est) e si impongono: è la fine del regime. È l'apertura forzata del muro di Ber­lino il 9 novembre dopo le dimissioni dell'Ufficio del PC! Venere attra­versa la congiunzione Urano-Saturno-Nettuno, nello stesso momento che Sole e Mercurio sono in congiunzione con Fiutone. Questa breccia nel muro, è il torrente della storia che, in un vortice, porta via tutta la diga del mondo del dopo-guerra. I commenti arrivano da tutte le parti: «due giornate che stravolgono il mondo»; «è il mondo comunista che sta scom­parendo sotto i nostri occhi»; «la storia con questo affossamento del sistema comunista, coglie tutto il mondo di sorpresa»; «lo scioglimento del blocco dell'Est prosegue ad una velocità vertiginosa»...

Tutta l'Europa dell'Est è scossa da questo terremoto, il muro di Berli­no sbloccato, l'Ungheria è già entrata in ottobre nella danza; la popola­zione spinge ad un cambio degli uomini al potere. Il 17 novembre, anche la Bulgaria con una massiccia discesa di gente in piazza, scuote a sua volta le colonne del tempio staliniano. Lo stesso giorno quasi si fossero passati la parola, 40.000 studenti sfilano a Praga. Il 24 novembre, sotto la pressione popolare vertiginosa di una Praga insorta, il presidium del partito comunista cecoslovacco con la testa il suo segretario gen. Milos Jakes; da in blocco le dimissioni. Ma occorreranno sette grandi riunioni, uno sciopero generale di due ore il 27 novembre e delle nuove minacce (si manifesta sotto raffiche di neve) per sbilanciare definitivamente il re­gime. È l'agonia del marxismo: Germania dell'Est, Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia ... i partiti comunisti si sciolgono: gli Honnecker, i Kadar, gli Husak, tutti questi «duri» che per anni tennero il potere, scom­paiono l'uno dopo l'altro, spazzati via dallo stesso colpo di tempesta: tutti questi paesi avranno proclamato prima della fine dell'anno l'aboli­zione del ruolo dirigente del PC avendo già alla testa uomini nuovi di tutti gli orizzonti politici (il dissidente Vaclav Havel presidente della Rep. cecoslovacca il 29 dicembre!) Con la prospettiva di libere elezioni ...

Il punto chiave doveva presentarsi con i transiti di Mercurio e del Sole in congiunzione del trio Urano-Saturno-Nettuno. Il 16 dicembre si metteva in moto a sua volta la Romania. Sei giorni dovevano bastare per riuscire a far cadere la terribile dittatura. Una convocazione della popo­lazione di Bucarest per acclamare sulla grande piazza della capitale. La coppia Ceausescu si ritrova in una bufera generale.

La sfida è lanciata. È l'insurrezione generale: si manifesterà a -20°. Il 22 la fuga dei Ceausescu ed il loro arresto, il giudizio e l'esecuzione poco dopo.

Oltre che nel gennaio 1990 (nell'Europa dell'Est sono ancora in corso manifestazioni) sotto lo stesso transito solare, scoppia la rivolta in URSS, con il distacco del PC lituano dal PCUS; in vista alle manifestazioni in Mongolia e guerra civile in Arzebaigian; senza tener conto dell'arrivo di Marte sulla congiunzione a fine febbraio ...

Alla fine di questa esperienza, è difficile negare che dalla semplice con­sultazione delle tavole astronomiche sia possibile stabilire la cronologia di eventi futuri. Di certo si incontreranno dei personaggi che diranno che tali risultati non hanno alcun senso. Ma dato che essi non hanno nulla di meglio da proporre, quale importanza dobbiamo dare al loro rifiuto di credere? Secondo loro, noi abbiamo il torto di fare delle previ­sioni esatte senza motivo. Ad ogni modo, meglio così che il contrario, cioè seguire il proprio ragionamento nella speranza di riuscire senza mai farne una certezza.

La sgradevolezza e la soperchieria sono eliminate d'ufficio: l'interpre­te non può assolutamente vedersi accusato di essere il deus ex machina autore esso stesso della storia per darsi una spiegazione.

Nell'attesa avremo raggiunto il nostro obiettivo: far toccare con mano la verità dell'astrologia a contatto di una storia vissuta in contempora­nea: es. nello stesso momento fare della previsione sperimentale che è l'arma più efficace e persuasiva, come l'avventura intellettuale più alta e pura dell'astrologia.

 

Linguaggio Astrale – N° 79, Estate 90.