Astrologie Individuelle
(Théorie)

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PER UNA RICERCA DI VERITA' STATISTICA

(traduzione dal francese di Elisabetta Possati)

 

Lettera di Michel Gauquelin a LA RECHERCHE del 28 dicembre 1982.

 

          Nel suo articolo “L'Astrologia e la Scienza” (La Recherche gennaio 1982), Jean-Claude Pecker dedica parecchie colonne ai miei lavori statistici sulle influenze cosmiche, in particolare all'effetto Marte alla nascita dei campioni sportivi, che è stato oggetto di svariati studi da parte degli uomini di scienza. “ Per ciò che ci riguarda – egli conclude – le dispute tra i Gauquelin ed i loro oppositori, ci sono parse dar ragione, senza ambiguità, a questi ultimi “.

 

Questa conclusione si basa, secondo lui, su di un certo numero di errori ed omissioni.  Parlando, per esempio, dell'analisi delle mie ossevazioni da parte del “Comitato- Paranormale” belga, il sig. Pecker afferma che quest'ultimo “mette in causa seriamente il valore dei campioni”.  La verità è ben diversa.  Desiderando controllare la realtà dell'effetto Marte, gli scienziati del comitato belga hanno riunito, nel 1967, un nuovo campione di 535 assi dello sport, ed hanno, a loro volta, osservato l'effetto Marte in questione.  Nel proprio rapporto - che non data 1962 come scritto dal sig. Pecker, ma 1976 (Brevi novelle, 43, pag.331) – il Comitato belga scrive a proposito di Marte: “La distribuzione di queste ricorrenze è lontana dall'essere uniforme: essa ben presenta lo stesso aspetto generale di quella trovata dal sig. M.Gauquelin a partire da campioni di differenti sportivi... Il comitato evidenzia, quindi, la propria concordanza, su questo punto, con i lavori del sig. M.Gauquelin.  L’astronomo Paul Couderc, nella sua opera “L’Astrologia” , 1974, pagina 124, ha egualmente segnalato questo risultato, sotto il titolo: “ Un successo per M.Gauquelin”. E’ vero, che in una rielaborazione, il Comité Para, ha deciso di ridurre la portata delle proprie osservazioni, evocando delle presunte complessità nel calcolo delle frequenze teoriche di Marte.  In altre parole, l’effetto Marte non sarebbe che la conseguenza di un artefatto di ordine puramente demografico.

 

     Ora, questa obiezione è stata formalmente contraddetta da tutte le analisi scientifiche che sono state fatte sulla questione.  Fra di loro, citerò quella del Prof. George Abell ( capo del dipartimento di astronomia dell’Università della California a Los Angeles), quella della Prof.ssa Elisabeth Scott e del suo assistente Stanley Willis (del dipartimento di statistica dell’omonima università a Berkeley), quella del Prof. Hans Eysenk (capo del dipartimento di psicologia, nell’Istituto di psichiatria dell’Università di Londra), infine quella dell’astronomo americano Dennis Rawlins.  Queste analisi, che confermano l’esattezza dei miei calcoli, hanno ancora più peso, poiché provengono, per la maggior parte, da scienziati che non sono a priori favorevoli alle mie ipotesi. Parecchi contro- esperimenti hanno ugualmente dimostrato, che, l’effetto  Marte era unicamente appannaggio dei campioni sportivi e che non si osservava nei gruppi di persone non campioni sportivi nate nello stesso giorno e nelle stesse città dei campioni sportivi, quindi sotto condizioni astro- demografiche identiche.  La conferma dell’effetto Marte da parte del Comitato belga mantiene, dunque, tutto il suo valore, e doveva essere menzionata dal Sig.Pecker.

 

Dal canto loro, alcuni membri dello CSICOP (il comitato degli scettici americani)- Kurtz e al - hanno studiato l’effetto Marte tra il 1977 ed il 1980.  L’analisi dei dati aveva lasciato, questa volta, aleggiare un dubbio sulla realtà dell’effetto Marte.  Pertanto, altri ricercatori, ugualmente membri dello CSICOP (l’astronomo Rawlins già citato, oppure il Prof. Richard Kammanndu, del dipartimento di psicologia dell’ Università di Otago, Nuova Zelanda), hanno dimostrato che l’approccio alla questione da parte di Kuntz, aveva sofferto di gravi lacune, e che i risultati registrati dovevano essere, di fatto, considerati molto più come confermanti che smententi l’effetto Marte (non posso qui, per mancanza di spazio, citare le mie fonti in modo dettagliato. La mia opera “THE TRUTH ABOUT ASTROLOGY”- La verità sull’astrologia-, che verrà pubblicata, la primavera prossima, dall’editore universitario inglese Basil Blackwell  (Oxford) conterrà una bibliografia completa sull’argomento).

 

Il Sig. Pecker conclude il suo studio affermando che, la non-esistenza dell’effetto Marte – parimenti all’inesistenza di Dio – non ha bisogno di essere provata.  Davvero un curioso paragone.  In realtà, l’esistenza del modesto effetto Marte è relativamente agevole da verificare.  E poi, il sig.Pecker, è stato, nel 1979, il primo presidente del Comitato francese per lo studio dei fenomeni paranormali ( CFEPP).  Egli è tutt’oggi membro di questo Comitato.  Non sarebbe a conoscenza che il CFEPP ha deciso di cominciare, a sua volta, un esperimento per verificare l’effetto Marte?  Il protocollo dettagliato di questo esperimento, accettato dal CFEPP e dal sottoscritto,  è già stato pubblicato: “L’effetto Marte è reale?” , SCIENZA E VITA , ottobre 1982.

 

Mi piacerebbe, per concludere, evidenziare un errore assolutamente incredibile. E’ quando il sig. Pecker  scrive (pagina 122): ”… che Marte sia in congiunzione inferiore o superiore, dunque, parecchio lontano o molto vicino a noi, la sua influenza è analizzata nello stesso modo dagli astrologi”.  Poveri astrologi !  Come potrebbero analizzare un Marte che fosse in “congiunzione inferiore” vale a dire situato tra il Sole e la Terra ?  Il sig. Pecker si scorda forse le leggi di Keplero per ritornare agli epicicli di Tolomeo ?

 

A parte lo scherzo: è sempre preferibile rispettare il linguaggio riconosciuto della cosmografia, anche e soprattutto da parte di un Professore di astrofisica del Collegio di Francia e membro dell’Accademia delle Scienze, tanto più che il testo di costui è stato materia di riscontro di “cantonate”, da parte di Max Duval, nel numero 62 (secondo trimestre 1982) de “L’Astrologue”.

Nello stesso articolo citato da Gauquelin, Pecker è colto in difetto di giudizio, perché è inesatto dire che il cielo di Murmansk (Russia) non contiene Marte, “se non raramente”, poichè non scompare completamente da questo cielo tre mesi ogni due anni; e non meno inesatto, che questo Marte vi sia “sempre molto basso sull’orizzonte”, poiché gli capita di essere molto più vicino allo zenit che all’orizzonte, come il primo luglio dello stesso anno 1983. Addirittura si arriva a mistificare/disprezzare la realtà astronomica stessa, per meglio respingere l’astrologia !

 

Si può completare la sua disamina, facendo riferimento alla serie di bastoni nelle ruote incontrati da Gauquelin con il CFEPP di cui parla, ed in seguito, con il comitato americano CSICOP (Committee  for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal), leggendone il capitolo edificante: “ Una Odissea: l’accoglimento della scienza”, dal suo libro : La Vérité sur l’astrologie, Le Rocher, 1985. E proseguendo nel testo: “Non c’è un effetto Marte ?”, questa volta del parere degli esaminatori, afferma il protestatario Suitbert Ertel, Prof. All’Università di Göttingen, nel n° 10 (mars 2002) dei Quaderni del RAMS .  In futuro, questo ostracismo verrà percepito come un vero scandalo !

 

In conclusione, al posto di perdersi in una negazione inconsistente tanto quanto palesemente ingannevole, questo grande luminare – nato egli stesso in culminazione saturnina – autore in particolar modo di due lavori sul Sole che lo affascina tanto, sarebbe più accorto facendo verificare dalle autorità competenti i bilanci solari di Didier Castille, riguardanti i fondamenti della condizione umana, in ciò che essa ha di essenziale con l’accoppiamento, il parto e la morte, nel giro perpetuo delle generazioni che si succedono, ed i loro legami con le rivoluzioni astrali del cosmo che ci circonda, del quale noi siamo autenticamente parte integrante.  Cancellando un pregiudizio così spiacevolmente sostenuto, per quanto gli possa costare, quest’uomo lascerebbe almeno il ricordo di un gesto estremo in favore di una ricerca della verità nella materia, anche se ciò dovesse smentire le sue iniziali convinzioni personali.

 

Parigi, 20 marzo 2009.

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