Astrologie Mondiale (Pratique)

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PER UNA RIABILITAZIONE DELL'ASTROLOGIA

( traduzione dal francese di Elisabetta Possati )

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“ La condanna ufficiale dell'astrologia apparirà un giorno ai nostri discendenti come la credulità negativa la più famosa che la scienza umana abbia registrato fino ad ora “

Paul Choisnard

 

E se noi, astrologi, andassimo incontro al riconoscimento dell'astrologia, senza aspettare che si apra la strada davanti a noi ?  Perchè non tentare di far vacillare lo scetticismo naturale del profano e pure il rifiuto dell'avversario ?  Ne abbiamo d'ora in poi i mezzi.

Dunque, si deve adesso produrre un documento in luogo di prova scientifica della sua veridicità.

Fino ad ora, l'astrologo ha navigato o planato, in qualche modo, sulle onde celesti, nell' evidenza  di una fede ragionata, esimendosi da ogni altra conferma che non fosse la sola testimonianza dei propri risultati.

Ebbene, il “passaggio obbligato”di questo filo conduttore che collega la propria arte alla scientificità, introduce questa volta una luce nuova che rischiara gli arcani del sapere astrologico, uscito dal suo buio. Per questa dimostrazione introduttiva, indirizziamoci in primo luogo verso l'astrologia mondiale, il cui grande schermo descrive il corso della storia del mondo secondo lo svolgimento dei fenomeni celesti.

Qui, d'altra parte, si apre una breccia nel meccanismo cosmografico, introducendo esattamente un punto di giunzione, che fissa direttamente un terreno comune, il quale, separatamente, a grandi passi, percorrono gli astrofisici e gli astrologi – fino ad ora ignorandosi reciprocamente -  di certo agli antipodi gli uni dagli altri, ma tuttavia così vicini alla stessa realtà.

 

Il nucleo del sistema solare all'opera.

Ho già tenuto a specificare – correzione di giudizio di un dato condiviso, eppure errato per omissione del principale, gli astri si aggiudicano l'esclusività -  che l'astrologia poggia essenzialmente sull'uranografia del nostro globo: la nostra condizione esistenziale deriva innanzitutto dai movimenti della Terra, astro immissario del proprio ambiente celeste, dai suoi legami con gli altri astri della propria famiglia siderale: il sistema solare.  “ E' nei suoi movimenti che risiede il suo destino ed il nostro, riflessi esattamente nei suoi rapporti in seno a questo sistema” rileva assennatamente Camille Flammarion nella sua meravigliosa “Astronomia popolare”.

Fra questi – rotazione, traslazione, irregolarità mensile, precessione, nutazione, variazioni... -  il suo decimo movimento, detto delle “perturbazioni”, fa riferimento alla distribuzione dei pianeti più grandi ( giganti) intorno al Sole.   Quando questi si dispiegano, separati gli uni dagli altri, il centro di gravità del sistema solare, habitat comune delle orbite planetarie, è più o meno vicino al nucleo del Sole, mentre quando, si riuniscono insieme, su di un arco di circonferenza limitato, questa concentrazione distanzia i due punti centrali,  quello delle orbite planetarie si allontana finanche al di là della massa solare.  E questo fenomeno, di oscillazione in doppia spirale convergente e divergente, diventa l'elemento chiave, ora svelato, di un incontro tra astrofisica ed astrologia.

Estratta da “L'Astronomia popolare”  di Flammarion, la riproduzione che segue traccia l'arabesco del balletto che compie il centro planetario in rapporto al corpo del Sole dal 1911 al 1958.

Ciò che si osserva essenzialmente, confrontando le sue sinuosità alla storia del mondo di questo periodo, è che le due estreme divergenze che si riscontrano – scartamenti assimilabili ad una decentrazione disequilibrante che possono giustificare un Sole in crisi – cadono sugli anni delle due guerre mondiali.  Di primo acchito, nulla di immaginabile giustifica questo avvicinamento tra  l'uno all'altro, e pertanto, sorge un vero punto di domanda, ma è qui, senza che noi lo sappiamo ancora, che si incrociano astrofisica ed astrologia.

Entriamo subito nel campo degli astrofisici.  Essi trattano questo fenomeno in ragione del legame che presenta in rapporto all'attività solare, il magnetismo terrestre e pure – si dice – la velocità di rotazione del globo.  Argomento che ha assunto rilevanza primaria, costringendoli a scendere quaggiù, a causa delle perturbazioni che noi avvertiamo a nostra volta, al punto che si  tengono da parecchi anni molti simposi sui problemi che pone la fisica del globo.

Al culmine, è stato presentato l'intervento dell'astrofisico Alexandre Dauvillier, professore al Collegio di Francia, fatto all'Accademia delle Scienze il 27 aprile 1970, così intitolato: “Circa le maree prodotte dai pianeti sul Sole e la previsione dell'attività solare” e giungendo a questa conclusione: “ L'autore dimostra che l'ampiezza del ciclo dell'attività solare tra il 1910 ed il 1968 è proporzionale allo scarto esistente tra il centro del Sole ed il centro di gravità del sistema solare”.  Invece di attribuire il fenomeno – come un intruso che si incorpora alla stessa periodicità del Sole – ad una semplice azione gravitazionale dei pianeti, egli proporrà un meccanismo magneto-idrodinamico, dove l'effetto dei pianeti terrestri – anche loro contano – si differenzia da quello dei giganti, raggiungendoli.  Nonostante l'argomento sia stato lungamente dibattuto, l'insieme dell'ambiente aderisce a questa conclusione, che l'agitazione del Sole effettivamente accresce quando è decentrato dal campo planetario.

In seguito, l'astrofisico, “impegnato anti-astrologo”, Jean Claude Pecker, dirà nel suo libro “Sotto il sole” ( Ed. Fayard 1984 ), indirizzandosi perentorio al lettore, a proposito di Giove e dell'attività solare: ” Si noterà senza dubbio con stupore, che non è escluso che i pianeti influenzino, per giusto ritorno delle cose, l'attività solare, ma non si dovrà per questo concludere che l'astrofisica gioviana e solare, fornisca delle armi all'astrologia, della quale non è difficile dimostrare l'inanità”.   E se questo demoniaco stupore, non fosse già un oscuro presentimento che mina la sua convinzione anti-astrologica, come si vedrà in seguito ?

 

E poi, ecco che nel numero 747 (dicembre 1979), dell'anti-astrologica  Scienza e Vita , l'anti-astrologo di turno, Pierre Kohler, trattando del “ 1980, l'anno del Sole in crisi “, dopo aver evocato le diverse perturbazioni delle tempeste magnetiche dovute al Sole, arriva a dire: “ Da là a concludere che l'attività solare giochi anche un ruolo nello scatenamento di certe guerre o rivoluzioni, non vi è che un passo, che conviene non attraversare, in mancanza di studi più approfonditi in questo senso.  Segnaliamo, tuttavia, che 1789, 1830, 1848, 1870, 1968, anni agitati della storia di Francia, coincidono esattamente con importanti picchi di attività solare”.  E' vero che farà una radicale marcia indietro nel numero 763 (aprile 1981), in un articolo intitolato: “ L'allineamento dei pianeti del 1982: un mito ”, dichiarando: “ Vi è la prova matematica, fisica e storica che gli allineamenti dei pianeti non influenzano il destino della Terra, non più di quello del Sole”.   Dovrà essere contraddetto, almeno storicamente, sul campo, con la guerra delle Malvine (Falkland) tra la Gran Bretagna e l'Argentina, sopravvenuta ad una settimana dalla concentrazione planetaria del 12 aprile 1982, da lui presentata a sostegno della sua dimostrazione.  Non avrebbe potuto cadere meglio nella propria trappola.

 

Verità di quà, ed errore di là ?

In questa anticamera del palazzo di Urania, snodo nel quale sono attigui, l'astrofisico avrà esclusivamente ragione e l'astrologo interamente torto?  Nessun dubbio che un abisso li separi.  Il primo ci tiene a rilevare le “perturbazioni” effettive a cui siamo sottoposti, alla mercè di un sistema solare che oscilla tra centrazione e decentrazione, delle quali deve dare conto l'analisi fisica.  Così che il secondo si trova sopra la pista delle fluttuazioni di un ordine cosmologico sovrano: si tratta della descrizione del divenire mondiale del “Grande Anno” degli antichi filosofi.  La sua nascita è stata concepita nella configurazione-madre di una congiunzione di tutti gli astri del sistema solare, allineamento di una primordiale partenza comune di tutti i cicli planetari, lanciati in un girotondo circumsolare, su di una periodicità estesa fino al ritorno dello stesso stato iniziale.  L'elemento di base del sistema è il ciclo planetario – rivoluzione sinodica esemplificata dalla lunazione mensile -  con la congiunzione che assume valore generativo, il mondo quaggiù si rinnova essendo soggetto alla generazione (positiva), nel corso della sua fase ascendente (dalla congiunzione all'opposizione), poi alla corruzione (negativa), nella sua fase discendente ( ritorno dall'opposizione alla nuova congiunzione ).

Dietro questi cicli planetari, è attraverso le “perturbazioni” di questo movimento della Terra che si svolge il corso di questa marcia ritmata del “Grande Anno”, sposando dunque la trama geofisica.   Sebbene nel 1974, come strumento di previsione, io abbia elaborato un modello delle fluttuazioni con un indice ciclico che tiene conto delle distanze interplanetarie ( ogni ciclo contato da 0° fino a 180° e da 180° fino a 0°) per seguire principalmente il flusso ed il riflusso dell'insieme dei dieci cicli dei pianeti lenti: Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone ( che esiste, con il proprio importante satellite),  contabilizzati qui in posizione geocentrica per un impatto terrestre, ma le posizioni eliocentriche non differiscono se non di qualche grado.  Vedremo più avanti il diagramma di questo indice, nel corso del XX secolo.  Niente di più semplice della sua lettura, attraverso i simboli del grafico:  la linea sale, quando dominano le fasi ascendenti dei cicli, e scende quando prevalgono le loro fasi discendenti, il basso indicando i tempi di retrazione (intorno alle congiunzioni), e l'alto quelli delle dilatazioni planetarie (intorno alle opposizioni).  Qui, l'astronomico, è il terreno comune di un connaturato astrofisico-astrologico.

 

 Ciclicità millenarie, secolari ed annuali 

Prima di concentrarci nei nostri tempi presenti, inoltriamoci in una esplorazione dall'apice.  Essendo la congiunzione la configurazione principale del ciclo, nulla è quindi più importante di una congiunzione di congiunzioni, avvicinandosi più o meno allo stato della configurazione-madre, la priorità ritorna naturalmente ai cicli degli astri più lenti. Da qui, conviene in primo luogo, verificare se la storia dell'umanità, nei suoi più alti 4 momenti si presenta realmente all'appuntamento delle supreme configurazioni di questo “Grande Anno”. 

In questa scala, la più considerevole concentrazione planetaria alla quale si può risalire da qualche millennio a questa parte è la tripla congiunzione Urano, Nettuno, Plutone, apparsa intorno al 574 avanti Cristo (bisognerà attendere l'anno 3370 per ritrovarne una), alla quale si è aggiunto Giove l'anno successivo.  Epoca che cade, secondo gli storici,  sulla generazione dei poeti e dei filosofi ( Deuteronomio-Isaia, Zarathustra, Buddha, Confucio, Pitagora, Eraclito, Talete) dai quali promana l'avvento stesso della nostra civiltà, con allo stesso tempo la comparsa delle religioni, alcune delle quali sono ancora oggi presenti fra noi, e la nascita della razionalità , come delucidazione logica dello spirito, fonte del sapere scientifico moderno.

Dopo questa circoscritta anticipazione, trascorreranno cinque secoli affinchè i cinque pianeti lenti si ritrovino il più vicino possibile gli uni agli altri, come illustra questo modello prospettico di micro “Grande Anno”.  Si scopre che la successione del loro ritmo scandisce i ritagli temporali del passato come ritenuto dagli storici:  generazione del Cristianesimo, sparizione dell'Impero Romano d'Occidente, il Medioevo si estende per un millennio.  Poi, nel Rinascimento, in un triangolo che va da Gutenberg alla scoperta dell'America, si introduce una europeizzazione del mondo, dove si sviluppa la “civiltà della cristianità occidentale”.  Micro-grande-anno giunto alla sua conclusione.

Senza dubbio, si tratta soltanto dell' approssimazione di una visione globale, l'accenno lontano di un percorso di vasta estensione.  Ma adesso, è con tutta la precisione desiderabile che andiamo a tuffarci nello zigzag dell'indice ciclico di tutto il secolo scorso, che abbiamo appena vissuto.

Nel gioco di estensione- contrazione del tessuto planetario, una prima grande caduta di ripiegamento si osserva dal 1911 al 1919 ( parallela al distanziamento dei centri nella figura di Flammarion ), che va dai primi colpi di cannone balcanici della Prima Guerra Mondiale fino all'armistizio, sullo sfondo dell'epidemia di spagnola.  Dopo la salita degli anni detti “della ricostruzione post- bellica” (1919- 1927), ed una curva che cade sulla crisi economica del 1929- 1933, una seconda grande caduta si osserva dal 1936 al 1945 ( nuova distensione soli-planetaria della medesima figura ), dalla prima aggressione di Hitler (Renania) accompagnata da guerre locali (Etiopia, Spagna, Manciuria), fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel fondo della curva inferiore, come nel 1918.  Il rinnovo della ricostruzione del dopoguerra, con la risalita del 1945-1950.  La ridiscesa dello stesso anno (1950), accompagna lo scoppio della guerra di Corea, fiammeggiata dalla “guerra fredda”, affiancata da crisi di decolonizzazione ( Indocina, Tunisia, Marocco, Algeria...), ed il fondo di questa nuova curva inferiore cade sul 1956, l'anno burrascoso dell'intervento sovietico in Ungheria e della guerra franco- britannica di Suez, la guerra del Sinai.  Segue il più forte rialzo del secolo che va fino al 1964, e coincide con l'euforia di crescita e di espansione degli anni Sessanta, tetto massimo di prosperità.  Ridiscesa del 1965 (in parallelo con il 1950) quando gli Stati Uniti si impegnano militarmente nella guerra del Vietnam, ed il fondo di questa caduta coincide con il 1968 stesso, annata vulcanica dell'intervento sovietico in Cecoslovacchia (parallelismo con il 1956), e della rivoluzione contestataria della gioventù mondiale.  Dopo una leggera risalita, la curva opera una caduta vertiginosa che inizia nel 1975 e finisce nel 1983.  Nell'autunno 1974 si insedia la seconda grande crisi economica del secolo, che, all'inizio degli anni '80, sfocerà in una recessione mondiale: 31 milioni di disoccupati secondo l'OCSE, nazioni eccessivamenteindebitate e minaccia di fallimenti nazionali ( Messico, Brasile, Polonia ), oltre alla guerra Iran- Iraq, autentica polveriera nel Medioriente; al di sopra di tutto, la tensione dello scontro sugli euromissili tra est ed ovest con il rischio di una terza guerra mondiale, così come la comparsa di una nuova peste nera: l'AIDS.  La risalita dal 1984 al 1990 rappresenta il ritorno alla distensione internazionale, con l'impegno di un disarmo americano- sovietico, ed il risanamento dell'economia mondiale.  L'ultimo picco superiore del secolo nel 1990 coincide con la caduta del Muro di Berlino del novembre 1989, seguita – l'altra faccia della discesa avviata – dalla guerra del Golfo e dal risveglio dei nazionalismi (Yugoslavia) in un clima di disordine economico.  Per finire, il secolo si conclude con un abbassamento del livello dell'onda nel 1997 (crisi economica asiatica), e soprattutto con l'energia di uno slancio ascensionale eccezionale che ha il suo tetto massimo nel 2003, accompagnando la traiettoria di una considerevole rivoluzione delle comunicazioni per mezzo di Internet, configurando la mondializzazione, essendo passati gli internauti da 9 milioni nel 1996 a 124 milioni nel 2000, sorpassando poco dopo il miliardo...2003 è anche l'anno nel quale viene sequenzato il genoma umano, con una prima cartografia che copre più del 99% del suo territorio molecolare.

Questo bilancio ci fa così considerare il processo ciclico dialettizzato dalla coabitazione dei contrari/complementari della congiunzione, che è, a sua volta, fine del ciclo: eliminazione di un passato e rinnovamento del ciclo: un parto storico, ambivalenza di lutto e nascita, l'inclinazione che segue la congiunzione, in un senso piuttosto che nell'altro.  Nello stesso modo, l'opposizione denota sia pienezza raggiunta che l'avvio di un ripiegamento in sé.

Andiamo più lontano. Se l'indice ciclico stesso è un dato potenziale, che ha il suo flusso ed il suo riflusso, ha come derivato l'ampiezza della sua portata, il carico del suo trasporto.  Allora, così come gli capita di ristagnare, veicolando un medesimo volume, e di ingrandire in fase ascendente, lo si vede amplificarsi in una caduta accelerata di 90° nel 1914 ( declino massiccio da 1001° fino a 911°), ed il record secolare di un crollo annuale spetta al 1940 ! Doppio risultato esplosivo !  Vi saranno, in seguito, i picchi negativi del 1952 (bomba termonucleare americana e bomba H sovietica); del 1966-1967 ( intervento cinese nella guerra del Vietnam e rivoluzione culturale “contagiosa”); del 1978- 1980 (nuovi choc petroliferi precipitano la crisi economica, l'Armata Rossa in Afghanistan, Polonia in subbuglio); del 1997 ( crisi asiatica.  Un contrasto da evidenziare: il massimo della crescita dell'indice nella sua accelerazione positiva cade nel 1959- 1962, anni campioni di prosperità, in un clima generale di pace.

Dal secolare, passiamo all'annualità.  Lo stesso fenomeno d'effetto di concentrazione si osserva nel ritmo annuale, con l'intervento dei pianeti rapidi.  Così, avendo avuto la Seconda Guerra Mondiale, come configurazione centrale, una tripla congiunzione Giove- Saturno- Urano in Toro (seguita da una congiunzione Giove- Plutone all'inizio del Leone), si nota che i momenti cruciali di questa tragedia hanno avuto luogo soprattutto in primavera, quando il trio Sole- Mercurio- Venere andava ad aggiungersi ai pianeti lenti: offensive tedesche ad ovest, del 9 e 10 maggio 1940; in Yugoslavia ed in Grecia del 6 aprile 1941, e poi in Russia del 22 giugno seguente; battaglia di Midway del 5 giugno 1942; caduta di Mussolini il 24 luglio 1943; sbarco in Normandia del 6 giugno 1944; capitolazione della Germania dell' 8 maggio 1945, seguita dalla Conferenza di San Francisco (Organizzazione delle Nazioni Unite) del 26 giugno 1945.  Inoltre, con la consegna all'ONU, il 16 giugno 1946, del piano Baruch sulla mondializzazione dell'energia atomica, ed il lancio del piano Marshall il 6 giugno 1947. Lo stesso accadde negli anni '90, con la tripla congiunzione Saturno- Urano- Nettuno in Capricorno, intorno a dicembre e gennaio ebbero luogo i grandi avvenimenti di questa epoca: primo summit Reagan- Gorbaciov il 19/21 novembre 1985, il primo trattato sul disarmo nell'era atomica l'8 dicembre 1987 ed annuncio del ritiro delle truppe sovietiche dall'Afghanistan l'8 febbraio 1988; caduta del Muro di Berlino il 9 novembre 1989 ( 8 astri riuniti sul 66°grado) , Guerra del Golfo del 16 gennaio 1991, scomparsa dell'URSS il 21 dicembre 1991; accordi di Maastricht il 7 febbraio 1992 ( 7 astri su una trentina di gradi ); trattato dell'ALENA (unione economica Stati Uniti, Canada, Messico) il 17 dicembre 1992; firma americano- russa, il 3 gennaio 1993, del trattato START sulla riduzione degli armamenti stategici, che simbolizza la fine della “guerra fredda”, ed entrata in vigore dell' Atto Unico dell'Unione Europea il 1 gennaio 1993, dell'ALENA  il 1 gennaio 1994, dell'accordo di Schengen tra 9 dei 12 Paesi dell'Unione Europea il 2 febbraio 1994, del WTO (organizzazione mondiale del commercio) il 1 gennaio 1995...

Bisogna ancora aggiungere a questo insieme di osservazioni, il bilancio di una ricerca statistica compiuta da Robert D. Doolaard, comparsa su “L'Astrologue”  numero 153 (primo trimestre 2006): “Venti di guerra 1500- 2000”. Il suo risultato, ottenuto sull'insieme dei conflitti che si sono succeduti in questo semi- millennio, mette in risalto, in modo significativo, la fase discendente dei cicli, di Giove in particolare, nel momento della loro comparsa.  Ne abbiamo un caso eclatante nel XX secolo, quando, nel 1914, 8 dei 10 grandi cicli planetari erano insieme discendenti, e si sarebbero presentati 9 nel 1940 !.   Ecco, quindi, ciò che spiega la valanga che fa crollare l'indice ciclico di queste due ultra-critiche annate del secolo.  Tutto ciò, non fa chiaramente parlare, donandole senso pieno, la geofisica della figura di Flammarion dove le linee dell'estremo allontanamento del centro planetario al Sole si incrociano negli anni 1919/1944 – il punto discendente delle guerre mondiali al loro termine – l'una e l'altra avviandosi  verso un ritorno all'astro centrale?.

Per ampliare la comprensione di questo trasferimento diretto dall'astrofisico all'astrologico, conviene passare ancora una volta dall'interpretazione delle configurazioni che si succedono all'interno del ciclo planetario.

 

 Il linguaggio di alcune configurazioni

Naturalmente, è il ciclo planetario in durata continua, tanto nella successione delle sue fasi interne che nel suo passaggio da un'unità all'altra, che, secondo la sua doppia natura astrale, dona il suo senso a ciascuna delle successive configurazioni,  un continuum nella modulazione dell'incatenamento di una all'altra.

Esaminiamo varie di queste famiglie cicliche, attraverso qualcuno dei loro aspetti.

Vi sono figure elementari di un rapporto di distanza angolare tra due pianeti.  A partire dalla congiunzione ( 0°), il ciclo evolve per fasi successive.  Semplificando, due principali tra di loro sono armoniche, di tendenza associativa e creatrice: il sestile (60°) ed il trigono (120°); e due altre sono conflittuali, distruttive: il quadrato (90°) e l'opposizione (180°). 

Inoltre, ogni pianeta ha il proprio registro di assegnazioni.  Sommariamente, nella dialettica Urano- Nettuno che noi trattiamo qui, si stabilisce un rapporto di unità all'insieme, dell'individuo al gruppo, da forza unica centralizzata a a potere di massa, da potenza innovatrice di modernizzazione (industria, tecnologia) all'aspirazione collettiva, rivendicazione ideologica, il primo riguardante i valori della destra politica: capitalismo, imperialismo, fascismo, come il secondo i valori di sinistra: sindacalismo, socialismo, comunismo.   E nella dialettica Giove- Saturno, il primo di tendenza flessibile e temperata, incline alla moderazione, al liberalismo, alla crescita umana, ma può straripare per eccesso nell'ambizione espansionista devastatrice; mentre il secondo, profondo e concentrato, incline alla rigidità ed all'indurimento, radicalizza, totalitarizza.  Questa breve presentazione è sufficiente per dare conto della lettura delle figure che seguono.

In questa prima vediamo evolvere un frammento del ciclo Urano- Nettuno, nella sua fase discendente, il primo avvicinandosi progressivamente al secondo, effettuando successivamente con lui un trigono, un quadrato, un sestile, e pure un semiquadrato ( aspetto minore 45°).

Spostandosi dai segni del Toro e della Vergine a quelli dei Gemelli e della Bilancia, il trigono configurato dal 1939 al 1945, esprimendo l'avvicinamento degli estremi, si frammenta in due episodi successivi.  Da una parte, il patto germano- sovietico del 1939- 1940, collusione di nazismo e comunismo (evento sensazionale previsto), dall'altra parte l' accordo anglo- americano- sovietico dal 1941 al 1945 il capitalismo liberale ed il comunismo si uniscono contro il comune nemico.  Il tempo del quadrato degli stessi pianeti, tra il 1953 ed il 1958, situa il periodo nel quale, gli antichi alleati della Seconda Guerra Mondiale vivono, al contrario, una fase critica, detta della “guerra fredda”.  Inasprimento concretizzato dal Patto di Varsavia del 1955, in risposta all'ONU delle potenze occidentali, otto nazioni a regime comunista che firmano un trattato di difesa comune, schierando le loro forze armate sotto comando unificato, con autorizzazione di grandi manovre all' interno dei Paesi membri, l'Ungheria stessa, che ne sarà vittima nel 1956.  Vi sarà lo stesso anno l'intervento franco- inglese a Suez, suscitando la minaccia di intervento sovietico, seguita dalla crisi di Berlino del 1958, che sfocia nella costruzione del suo Muro nel 1961.  Di seguito arriva il sestile, configurato dal 1963 al 1968, che, al contrario, accompagna la messa in opera di ciò che si chiamerà “coesistenza pacifica”.  All'indomani dell'estrema tensione sui missili di Cuba nel novembre 1962, prende il via un disgelo che inaugurerà, il 5 agosto 1963 a Mosca, un accordo economico americano- sovietico, che ratificheranno un centinaio di Paesi, e considerato come un “armistizio della guerra fredda”.  Documento completato da nuovi accordi, nell'aprile 1964 ed un negoziato che culmina il 1 luglio 1968 con la firma del trattato che interdisce la prolificazione degli armamenti nucleari.  Quanto al semiquadrato del 1973, lo si vede accompagnare il breve episodio di una crisi acuta nella guerra del Kippur dell'ottobre 1973, quando una minaccia di intervento sovietico, provoca una risposta da Washington, con la messa in stato d'allerta delle forze americane.  Questo colpo di freddo provocherà un declino della coesistenza pacifica, che condurrà, all'inizio degli anni '80, all'estrema tensione dello scontro sugli euromissili, fino a sfiorare, nel 1983, una terza guerra mondiale.

Questo grafico rappresenta lo stesso percorso del ciclo Urano- Nettuno, prolungato questa volta fino al suo temine, che è la congiunzione dei due astri nel 1993.  Si sa che cosa accadde delle relazioni americano- sovietiche a questo capolinea ciclico: un taglio storico radicale con la scomparsa di uno dei due protagonisti.

Per l'astrologo, bisognava ci fosse una congiuntura eccezionale che accompagnasse nel 1989 lo sconvolgimento generale della società mondiale, inaugurato con la caduta del Muro di Berlino.  Il conto tornava abbondantemente, poiché, in quell'anno, quando Urano e Nettuno entrano in orbita di congiunzione, Saturno li raggiunge in tripla congiunzione, che in aggiunta Giove bombarda dalla sua opposizione (vedere l'ultima figura) !.  Questo choc berlinese del 9 novembre, trascinava con sé una cascata di sparizioni delle “democrazie popolari” e rappresentava il punto di partenza del crollo del vasto impero sovietico il 21 dicembre 1991.   Nulla avrebbe potuto adattarsi meglio, simbolicamente, a questo passaggio da un ordine mondiale bipolare al mondo unipolare di un unilateralismo americano, che la fusione planetaria di questo ritorno ciclico all'unità. 

Allineiamo ora uno spezzone del “Grande Anno”, che imposta, questa volta, i rapporti di tre cicli planetari.

Centralmente il ciclo Urano- Nettuno, a partire dalla sua congiunzione precedente del 1821, e, da una parte e dall'altra, i cicli accompagnatori Saturno- Urano (destra) e Saturno-Nettuno (sinistra).  E' intorno alla grande congiunzione del 1821 che si è verificata la rivoluzione industriale del XIX secolo, la quale ha trasformato radicalmente la società mondiale, entrata nella modernità sotto il segno della macchina a vapore, della ferrovia, dell'illuminazione a gas, dei progressi tecnici della meccanizzazione industriale.  Quando Giove incontra questa congiunzione nel 1830, facendola esplodere, la società si rinnova anche con la venuta della borghesia al potere, dell'imprenditoria, delle riforme elettorali, del liberalismo, di un inizio di democratizzazione (Stati Uniti, Inghilterra,Francia).  E, più ancora, nel 1831-1832, quando Sadi Carnot genera la termodinamica, con Faraday, Ampere e Pixii, fa la sua comparsa la generatrice elettrica: è la nascita della “fata elettricità”, che diventerà la regina del mondo, trasformando tutta la società occidentale, la nostra oggi vive ancora integralmente sotto l'egida di Electra.

Parallelamente allo svolgimento di questo grande ciclo 1821- 1993, si succedono tre cicli Saturno- Urano e tre Saturno- Nettuno.

Le precedenti congiunzioni Saturno- Urano del 1625,1670, 1714,1761 e 1805 hanno accompagnato i tempi forti delle rivalità imperialiste europee – dietro l'avvento di Richelieu, i trattati di Aix-la-Chapelle, di Utrecht, di Parigi ed il primo Impero napoleonico – si insedia nel 1852 il Secondo Impero del nipote, sotto il segno di uno sviluppo notevole del capitalismo, come di una espansione economica generalizzata a occidente, soprattutto nella fase ascendente.  Alla congiunzione seguente del 1897, oltre ad un rilancio dell'economia occidentale, sono gli imperialismi a levarsi (panbritannismo, pangermanismo, panamericanismo...), le conquiste coloniali sono in piena attività nella spartizione del mondo, al limite dello scontro.  Arriva la congiunzione del 1942, che amplifica la venuta di Giove in tripla congiunzione (1940-1942). E' sotto un pangermanismo ritornato in forze dietro il nazismo, che scoppia la Seconda Guerra Mondiale, andando per reazione a rilanciare la potenza americana, gli USA si impossessano della gestione degli affari del mondo all'uscita dalla guerra, divenendo uno dei due poli della bipolarità mondiale, di fronte ad una Unione Sovietica, fuoriuscita ugualmente vittoriosa dal combattimento. 

Quanto alle congiunzioni Saturno- Nettuno, in precedenza all'opera nel 1773 8Boston Tea Party), quando le colonie britanniche dell'America del Nord fecero la loro rivoluzione per conquistare l'indipendenza, poi nel 1809, quando è il turno dell'America Latina di liberarsi delle proprie catene coloniali, esse costellano le grandi tappe dell'altro polo della società.  Alla congiunzione di fine 1846, siamo al tempo nel quale viene creata la “Lega dei comunisti” e viene lanciato il Manifesto dei comunisti di Marx ed Engels, essa sarà ancora in orbita, in esaurimento, quando si scatena la rivoluzione europea del 1848, la Francia spodesta il suo re ed instaura una repubblica popolare.  Quando giunge la seconda congiunzione del 1882, nascono i partiti socialisti di ispirazione marxista, irrompendo nella scena politica dei loro rispettivi Paesi. Soprattutto in Russia nel 1883, dove viene fondata da Plekhanov la “Liberazione dal lavoro”.  Ed è alla seguente congiunzione del 1917, il 7 novembre, che il partito bolscevico si impossessa del potere in Russia, fino a quando con la congiunzione del 1953, finirà il regno di Stalin.

Quando si guarda il diagramma e si vedono convergere le linee periferiche agli ultimi punti del 1942 e 1953, per unirsi alla linea centrale in una tripla congiunzione Saturno- Urano- Nettuno, non si può evitare di pensare che questa grande riunione planetaria costituisca un gigantesco incrocio astronomico, che ricade soprattutto sul 1989, ma allargato alla congiunzione centrale del 1993.  Ora, nessun dubbio che si presenti una svolta cruciale della storia mondiale: no soltanto la scomparsa dell'Unione Sovietica, doveva essere da sola un evento monumentale, ma ancora, è nei medesimi anni che la società stessa si rinnova con la comparsa di internet: la sua rete, sperimentata fin dal 1984, si aprirà al grande pubblico a partire dal 1991, avendo da allora i suoi host sorpassato il miliardo di internauti; questa rivoluzione di internet incorona la mondializzazione e fa entrare l'umanità in una nuova era.

 

 La previsione

Cosa concludere per il momento circa questo substrato astrofisico delle configurazioni che si prestano ad una lettura astrologica?  Da una somma di osservazioni si evince la ripetizione significativa di similitudini in stato di giustificazione correlazionale, che implica necessariamente la prova previsionale per giudicarne empiricamente il valore.  Un procedimento del medesimo ordine si è presentato nella storia dell'astronomia con la scoperta di Halley.

Nel 1682, Edmund Halley osserva una brillante cometa nel cielo. Gli viene l'idea di comparare la sua osservazione a quella dei suoi predecessori.  Rileva che la cometa del 1607 osservata da Keplero, aveva attraversato la medesima regione celeste di quella che ha sotto gli occhi.  Egli scopre in seguito che era successo lo stesso per la cometa del 1531, trattata da Apianus; poi ancora per quella del 1456 studiata da Regiomontanus.  Nota lo scarto di 75- 76 anni da una all'altra e conclude logicamente che le quattro comete in questione non sono altro che un unico corpo celeste, la cui ellisse non lo rende visibile, se non al culmine degli stessi anni di ritorno intorno al Sole.  Inoltre, calcolata la traiettoria, nel 1705 annuncia che, la cometa del 1682, riapparirà nell'anno 1758, e la si dovrà vedere anche nel 1759, 1835,1910, e 1986.

Ora, la previsione astrologica è della medesima specie di questa previsione lineare e finalizzata alla cometologia, poggiandosi anch'essa sulla ritmica di un fenomeno ripetitivo, con la differenza che in luogo di un rapporto da cronologia ad uranografia, il sincronismo concerne uno stato celeste ed uno stato terrestre, un significante astrale ed un significato mondiale: da un lato, il calendario pianificato di una configurazione data, dall' altro un accompagnamento storico tenuto a corrispondergli.  Nella comparazione tra le due operazioni, si fa tuttavia, il salto sicuro da un circuito chiuso, dove si ripete lo stesso fenomeno, dal risultato incontestabile, a quello rischioso, di un rapporto aperto sul ventaglio della diversità.  Ragione sufficiente per non poter accontentarsi di similitudini reperite dal passato, prodotto speculativo a discrezione del sognatore: il solo credito, che possa essere concesso alla correlazione considerata, è di sottometterla alla prova dell'atto previsionale, al fine di ottenere un risultato concordante in serie, obbligatorio, che diviene il riconoscimento di verità del suo risultato.  E' anche al caro prezzo di un riscontro enorme, che bisogna giudicare il fenomeno, anche se la configurazione ha dietro di sé una potenza fisica, fino ad allora insospettata, bisogna ancora che la predizione del suo effetto raggiunga la sua meta, termine dell'operazione. 

Mi è stata data la fortunata circostanza di potermi dedicare molto presto all'astrologia mondiale, che mi ha permesso studi di comparazione storica effettuati su delle configurazioni a corto e medio termine, di impegnarmi totalmente nell'avventura previsionale.  Fino al limite del possibile, vale a dire con una assunzione del rischio estrema, trattando le configurazioni “alla sommità” ed a lontana distanza dal loro termine.  Si trattava di sapere quale valore conveniva accordare ad una così estrema avventura, quale risposta la Storia avrebbe dato, al termine dell'appuntamento fissato dalla scadenza astrale, che un vertiginoso differimento temporale rendeva ancora più prestigioso.  Con l'obbligo verso sé stessi, di dover rinunciare deliberatamente all'astrologia se nulla avesse dovuto rispondere ad una così immensa aspettativa...

Così, con mezzo secolo di anticipo, prendevo posizione sulla capitale configurazione della fine del secolo, in un articolo comparso sulla rivista  Destins”  numero 16 del maggio 1947, intitolato: “Il ciclo Urano- Nettuno 1821- 1992: la società capitalista”.  Vi esponevo lo svolgimento della nostra società moderna attraverso le sue fasi, situando quattro tempi assimilati alle stagioni, “l'inverno del capitalismo” che va dal quadrato del 1953 alla congiunzione del 1992. Quel testo finiva con queste righe:” Arriviamo infine al termine del grande ciclo Urano- Nettuno, alla congiunzione del 1992, che fa prevedere una rivoluzione profonda della società tra il 1981 ed il 1997, ma soprattutto nel 1988- 1989- 1990, a causa dei passaggi di Giove e di Saturno su questa grande congiunzione.  Sarà questo, la fine del capitalismo, una riforma del capitalismo oppure un nuovo regime ?  Ciò che è certo, è che entreremo in un mondo nuovo.”

Qualche anno più tardi, a favore di una richiesta di previsioni del giornale regionale  L'Yonne republicaine”, per il nuovo anno 1953, coglievo l'occasione per evocare la chiusura di un grande ciclo planetario, lo stesso anno, quello di Saturno con Nettuno, legato al comunismo ed all'Unione Sovietica in particolare, segnalando che, alla congiunzione precedente dei medesimi astri nel 1917, il partito bolscevico aveva preso il potere in Russia, un partito rivoluzionario formato esso stesso al tempo della precedente congiunzione dei medesimi astri nel 1882.  Il completamento del suo percorso, doveva essere inteso a significare una fine ed un inizio che li riguardava, annunciando così :” Cambio di potere al Cremlino”.  Nello stupore generale, Stalin scomparve il 5 marzo 1953.

Questa previsione avverata, incoraggiava una audace avventura previsionale.  Poteva non essere stata altro che un fortunato azzardo, un colpo di fortuna.  Bisognava dunque “rifarla”, per verificare se l'incatenamento ciclico era suscettibile di una quarta ripetizione alla congiunzione seguente.  

Prendevo dunque posizione, subito, in un'opera pubblicata da Grasset nel 1955: “ Difesa ed illustrazione dell'astrologia”.  Con questo annuncio lapidario: “ Alla congiunzione del 1953, Stalin muore e l' URSS è in piena trasformazione: essa intraprende un ciclo nuovo che la conduce alla scadenza capitale del 1989”.  Fu in effetti, 36 anni più tardi, che i medesimi pianeti si ritrovarono in congiunzione, nuova fine del ciclo, la distanza dalla scadenza anch'essa vertiginosa.  In più, questa volta, l'obiettivo previsionale aveva il vantaggio della selettività: è specificamente il mondo comunista ad essere preso di mira con l'Unione Sovietica, e per un bilancio fondamentale ! 

Certamente, come in generale in tutte le previsioni, che informano soltanto di un valore di natura, che danno un senso alla vita, considerando l'essenza delle cose, lo sconosciuto esistenziale non restava di sicuro meno integrale quanto il contenuto formale, al vissuto dell'avvenimento, ma una pagina nuova della Storia doveva essere scritta, grande attesa cesura del tempo, essendo la previsione fondata su tutta la dimensione vita- morte del radicale termine ciclico.

Parallelamente a questa formulazione finale, ne avevo seguito le fasi successive.  L'aspettativa di una distensione e di una costruzione in corrispondenza del sestile Saturno- Nettuno del 1959: il XXI congresso, fautore della coesistenza pacifica, Camp David, il rilancio economico e la prestigiosa corsa allo Spazio. L'attesa di una tensione e di una rottura al quadrato del 1963: la crisi dei missili di Cuba e scissione Mosca- Pechino (al quadrato del ciclo precedente vi era stata la rottura Lenin- Trotski). Di una prosperità generale al trigono del 1965- 1966: coesistenza pacifica, De Gaulle a Mosca e Kosygin a Parigi, il summit di Glassboro, lo slancio economico e tecnologico.  Al sesquiquadrato (quadrato più semiquadrato) del 1968, si presentava l'intervento dei carri sovietici in Cecoslovacchia.  All'opposizione del 1970- 1971, l'espansione sovietica – dal Cairo ad Hanoi, passando per Delhi – è al suo apogeo, ma il Regime entra nella sua fase di declino, simbolizzato sul campo dal Nobel al dissidente Solzhenitzyn, devastazione interna accompagnata dal passaggio della fiaccola della rivoluzione da Mosca a Pechino, nuovo idolo del comunismo. Etc...

Sarei stato più esplicito nel  Il pronostico sperimentale in astrologia” (ed.Payot, 1973), un quarto di secolo prima degli avvenimenti: “ Tra pochi anni, scopriremo un trio planetario del tutto eccezionale: Saturno, Urano e Nettuno si rincontrano all' inizio del Capricorno, nel corso degli anni 1988 e 1989, essendo il 1989 il più significativo, per la tripla opposizione di Giove a questa congiunzione.  Qui potrebbe decidersi il destino dell'umanità per tutto il XXIesimo secolo.  Abbiamo visto la nostra moderna società capitalista evolversi per la durata del grande ciclo Urano- Nettuno fin dall'inizio dell'ultimo secolo.  Abbiamo ugualmente visto partire l'ultima congiunzione Saturno- Urano del 1942 e l'ultima congiunzione Saturno- Nettuno del 1953, gli USA da un lato e l'URSS dall'altro, lanciati in una gara per la supremazia mondiale, oppure verso una formula di società universale.  Ora, questi due partenti arrivano qui a fine corsa, nello stesso punto e nello stesso momento, come per fondersi in un'unica corrente. Questa destinazione comune ed unica del 1989, è la scadenza alla quale il mondo tende a rinnovarsi, per partorire una nuova società.  Senza dubbio, il grande appuntamento della nostra Storia, tende a presentarsi, dopo il profondo sconvolgimento del 1982- 1983, in questo triplo incrocio astrale”.  Il profondo sconvolgimento del 1982-1983 in questione, doveva essere, carica di morte, soprattutto la comparsa dell'AIDS; e, portatore di nascita, l'avvento mondiale del personal computer.

Avevo già consegnato una formulazione simile della stessa congiuntura qualche anno prima, ne  Gli Astri e la Storia” ( ed.Jean-Jacques Pauvert, 1967): “ Questo triplo incontro planetario, la più importante riunione astrale di tutto il XX secolo (...), due riprese storiche (…), l'Americano ed il Russo sotto le spoglie del principe capitalista e del principe comunista. Questi due partenti sono alla fine della corsa, l'uno e l'altro verso l'ultima destinazione del 1988- 1989, alla scadenza della quale il mondo tende a rinnovarsi, per generare una società nuova. Indubbiamente, il grande appuntamento della nostra storia tende a presentarsi a questo triplo incrocio lineare che va dal 1988 al 1993 “.

Altri testi ribadivano questa stessa conclusione, e l'ultimo in ordine di tempo, apparso ne  L'Astrologue  numero 85 del primo trimestre 1989: ”Tempeste sul 1989- 1990”, doveva toccare con mano ciò che stava per accadere, facendo parlare un nuovo ciclo: “ Così, la sola opposizione Giove- Saturno presa a sé stante (da settembre 1989 a luglio 1990), è informatrice di una svolta critica per la Comunità europea, direttamente coinvolta nella nuova crisi, condannata ad affrontare una prova sostanziale, prima di presentarsi alla propria scadenza storica del 1992. Ma soprattutto, bisogna considerare che Giove passerà all'opposizione della congiunzione Saturno- Nettuno, nello stesso periodo, da settembre 1989 a luglio 1990 (…). Può significare un periodo di estroversione delle correnti rivoluzionarie fino allo scoppio, fatto che preannuncia sommosse popolari, massicce discese nelle strade con il rischio di ribaltamenti del potere.  Si pensa alla possibilità di colpi di scena di questo genere per dei Paesi che soffocano, come la Romania, dei Paesi dell'Europa dell'Est, mantenuti nell'oppressione come la Cecoslovacchia...”

La caduta, assolutamente inattesa, del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, con la cascata delle sparizioni delle “democrazie popolari” - risultato di una valanga di discese in strada in tutti i  Paesi dell'Europa dell'Est, anche sotto il freddo e la neve in Romania – conduce, nel luglio 1990 alla riunificazione delle due Germanie, poi alla fine dell'Unione sovietica nel 1991, alle quali seguirà ancora la tappa Maastricht dell'Unione europea nel 1992 !

Per quanto grandiose siano già queste trasformazioni dell'ordinamento statale, è parimenti,  la società nel suo profondo, attraverso una prodigiosa mutazione tecnologica, che si ritrova rinnovata a questo grande incrocio astrale.  E' nel mezzo del decennio 1990- 2000 che il termine “globalizzazione” fa la sua comparsa a stampa finanziaria americana.  Creata nel 1995, la WTO (Organizzazione mondiale del commercio) gestisce, nella buona e nella cattiva sorte, un mercato unico del pianeta, sotto il segno della mondializzazione.  In parecchi miei testi, facevo precedere il terminale del 1988- 1993, da un primo tempo forte 1981- 1984 ( 5 grandi congiunzioni vi si formavano), che doveva preparare il futuro di questa fine di decennio.  E' là che muta radicalmente il paesaggio delle comunicazioni, con l'informatica, la telefonia mobile, ma soprattutto con lo storico avvento del personal computer !  Sebbene la soglia della tripla congiunzione Giove- Urano- Nettuno del 1997, in parallelo con la precedente del 1830, sarà, insieme con l'apparizione delle coltivazioni OGM nel mondo, quella dell'espansione fulminante della messaggeria internet, avvenimento di una mondializzazione personale, coronamento dell'uomo dimensionato all'universale.

 

 Conclusione 

E' ormai identificata la matrice geofisica dell'esplorazione astrologica, quale che sia il contenuto delle sue proprietà o la natura dell'accordo vibratorio del suo punto di sutura, la fase ascendente dei cicli planetari (tempo di generazione)che avvicina i centri solare e planetario l'uno all'altro, e la sua fase discendente (tempo di corruzione)che li allontana, sincronizzazione delle oscillazioni convergenti e divergenti soli- planetarie, questo substrato astrofisico si presta, quindi, ad una lettura astrologica.  L'impianto di questo ponte può, allo stato presente, enunciarsi così: passando dal decimo movimento delle “perturbazioni” della Terra, all'indice ciclico che ne espone lo svolgimento cronologico, allo stesso modo in cui vi è maggiore attività solare quando il Sole è decentrato rispetto al sistema planetario, con le sue ripercussioni terrestri, vi è, parallelamente, tanta più agitazione nel mondo ( in crisi oppure rinnovamento) quando i pianeti si avvicinano allo stato di congiunzione, tempo delle più grandi turbolenze della Storia (i 14 anni delle due Guerre mondiali totalizzano 11 grandi congiunzioni, su di un campo dove 13 astri si disseminano, in una cinquantina d'anni; due cadono nel 1914, seguiti da un terzo nel 1917,  3 nel 1940- 1942, seguiti da un quarto nel 1943, poi due nel 1968-1969...).  Tale è la pietra angolare di un dibattito decisivo sull'astrologia che si impone, parte emersa di un iceberg.  Un problema si pone ora allo storico delle scienze:  con la lettura della riproduzione di Flammarion, per l'astrologo si apre il passaggio per un campo semantico del divenire – il linguaggio astrale – là dove l'astronomo rimane muto di fronte ai fenomeni celesti che osserva.  E bisogna ancora rinnovare la sfida previsionale, annunciando ora un frangente storico particolarmente critico per il pianeta, con la congiunzione Giove- Saturno- Urano all'opposizione di Nettuno del 2080 ?  Oltre all'indice ciclico planetario che si imbatte nella sua prima caduta secolare del 2010...

Ma niente è più difficile che rovesciare il pregiudizio stabilito di una comunità di uomini di scienza, la cui specialità, mostra una inadeguatezza di giudizio sulla sua vicina astrale,

talmente agli antipodi, come succede alla mentalità dominante degli astronomi e degli astrofisici a contatto dell'astrologia, naturalmente – e li si comprende su questo punto – con ripugnanza condivisibile per lo spettacolo di una pratica confinata nel suo ghetto e consegnata al popolare.  Questa corporazione rimane al ciglio della strada, credendo di sapere la verità sul proprio conto, ed ignorando che tale verità si alimenta di un autentico pregiudizio collettivo.

Questa chiusura di spirito, non impedisce di dover porsi la questione in se stessa, come la preconizza lo storico delle scienze Pierre Thuillier, quando dichiara legittimamente di sapere “ciò che vale l'astrologia comparata alle scienze propriamente dette”.  Poiché nessuna prova scientifica formale l'ha annientata, essendo stata screditata invano dai suoi avversari secondo ciò che essi credono di saperne – testimone ne è il ritornello di uno zodiaco scombussolato dalla processione degli equinozi, sbagliando bersaglio, come se non si sapesse che è la geofisica dell'immutabile ciclo annuale del Sole che conferisce i loro attributi ai segni, vocabolo esteso gratuitamente a vane costellazioni di accompagnamento...-  non ci sarebbe in fin dei conti, almeno un poco di verità nella osservazione del Grande Anno, che nel suo magistrale  Sistema del Mondo”, Pierre Duhem qualifica “ il più eminente dogma dell'astrologia” ? E' così stupido da concepire questo compendio di una periodicità dell'universo la cui unità ritmica inizia e finisce in un punto zero, ad immagine di un big-bang, che funziona pienamente a livello del ciclo planetario ?  Questo tema cosmologico è davvero l'eredità culturale di un'alta tradizione che non poteva avere, nella storia del pensiero umano, più nobile lignaggio, né più vasto consenso universale, venuto da Pitagora, Platone ed Aristotele e ripreso in coro da molte grandi menti.

E non è così semplice sbarazzarsi a buon mercato di un tale “mito” degli antichi.  Nel cuore della vita, l'essere umano porta in sé un Uomo universale, contenente il divenire dell'umanità, il cui spirito riflette e restituisce la legge del suo ambito naturale.  Fondata nelle dimensioni dello spazio e del tempo, l'anima umana, in tanto che principio di vita identificato come forza animatrice del mondo, aderisce al fondamento ordinatore dell'universo, contiene in se stessa una  “immagine primordiale” del divenire cosmico.

C'è sicuramente materia per un dibattito approfondito.   Alla metà del secolo scorso, dove regnava la visione neo- pascaliana di un Uomo solo nell'immensità indifferente dei cieli, dai quali era fuoriuscito per caso, un razionalismo radicale che teneva a sbarazzarsi del contesto, stigmatizzando “l'antica alleanza” di un animismo che unisce l'Uomo alla Natura, negando o annullando questo legame in uno scrupolo di obiettività.  Disposizione che urta, non di meno, con una visione universale secondo la quale l'evoluzione della biosfera fino all'uomo, procede nella continuità, senza fratture dell'evoluzione cosmica stessa, essendo ammessa la profonda e rigorosa unità, su scala microscopica, del mondo vivente nella sua interezza, per quasi- identificazione della chimica cellulare con l' intera biosfera.   Tanto più che la fisica quantica sfocia su un principio di non- separabilità, consacrando l'indivisibilità dell'universo, in considerazione di un principio antropico, secondo il quale, l'osservatore è in inter-relazione con l'oggetto osservato. Non vi è forse qui la via per un ritorno al punto di partenza dell'intuizione filosofica dell'astrologia, che aveva esaltato l'unità del mondo, nella quale l'interdipendenza delle parti, lega silenziosamente l'Uno al Tutto, non fosse che discretamente ?

Davanti ad un tal dibattito, il principio di un programma del Grande Anno, inscritto nella trama dell'universo, non può essere respinto a priori, e richiede di essere preso una volta per tutte, infine, in considerazione.  Bisogna dirlo apertamente: non è più assurdo interrogare Gaia, il nostro pianeta, nel campo cosmico di Uranos, nella prospettiva di essere illuminati circa il futuro , grazie a questa elevazione al di sopra del nostro globo terrestre.   Malgrado la resistenza di un superIo autistico, che blocca collettivamente menti sapienti, rivolte verso il celeste, come se dovessero impedirsi di andare liberamente fino al fondo di sé stessi.

Nonostante ciò, André Danjon, prestigioso direttore dell'Osservatorio di Parigi nella metà del secolo scorso, dichiarava in una intervista al  Petit Parisien”  : “posso semplicemente dirvi che non troverete un solo astronomo che creda agli influssi astrali”.   Come se bisognasse “credere alle influenze astrali” senza interrogarsi oltremodo circa lassù !  Non ci si scontra forse qui con un pregiudizio schizoide,  che rifiuta di porre l'Uomo, particella dell'universo, prodotto della Terra e del Cosmo ed ultimo stadio dell'evoluzione, al centro della vita cosmica ?

Già nella sua rinomata  Astrologia greca”  (1899), Bouché- Leclercq avanzava : “ Si può scrivere la storia dell'astrologia adesso, che è definitivamente morta “.  Quando ancora il cadavere non si era raffreddato, lo si sostituiva con un ilare fantoccio.  Il famoso manifesto del 1975, della rivista americana  The Humanist” , firmato in una petizione da 192 “eminenti scienziati”, di cui 19 premi Nobel – quanti fra di loro avevano messo anche solo il naso in un libro di astrologia ? -  il quale concludeva che la nostra conoscenza “non ha alcuna base scientifica, e che le prove della sua non- esistenza sono ben fondate”; non si può fare meglio, tutto in una sola volta, in materia di compromesso per autentica ignoranza dell'argomento, di condanna erronea (per non dire menzognera), e di abuso palese del principio di autorità !  114 altri della stessa compagnia, come il contestatario astrofisico Carl Sagan, rifiutarono tuttavia di aggregarsi al gregge ( letteralmente: di giocare ai montoni di Panurgo, personaggio di Rabelais n.d.t.).

Ora, fino a quando si era in mezzo al guado, a credere solamente che il passato si allineasse saggiamente sulla configurazione, ci si poteva concedere di negare o dubitare, ma tutto ciò diventa meno tollerabile dal momento in cui si fa il salto sull'altra riva, dove la previsione riuscita si presenta come un risultato del sapere.

Un'operazione rinnovabile...

 

Bisognerà ben considerare, come un fatto assodato, che la sperimentazione previsionale dei cicli planetari consegna almeno dei risultati, anche se non si possiedono ancora i mezzi scientifici per  fornirne una piena spiegazione, essendo in ogni caso preferibile, la dinamica del prodotto (frutto) della conoscenza allo statico immobilismo del pregiudizio.  Presto o tardi, si dovrà restituire all'astrologia la sua parte di verità.

Secondo Pierre Thuillier stesso, “ il declino dell' astrologia nel XVIIesimo secolo non è il risultato di una critica puramente razionale, di una dimostrazione in buona e dovuta forma.  Infatti, questa pretesa scienza non è stata rifiutata; è caduta in disuso”. ( Da Archimede ad Einstein” Edizioni Fayard, 1988).  Divenuta obsoleta, sotto la caustica di un cartesianesimo riduttivo e riduttore, che veste solamente la propria “idea- forza”, il debole rifiuto che la liquida non la   considera  altro che una semplice “idea ricevuta” senza fondamento, pertanto, il suo fondo di verità deve congedare quest'ultima, in funzione di una evoluzione dell'essere umano che riscopre la sottigliezza della propria vita interiore profonda, fino a giungere ad una resurrezione come disciplina rinnovata.  Se non esiste ancora , nell'ambito del paradigma scientifico di “modello”, riproducibile, nel quale possano inserirsi i “fatti “astrologici, non per questo essi smettono di esistere, ed obbligano il mondo scientifico a colmare questa lacuna, senza dubbio a suo beneficio.

E poi, non c'è soltanto l'esperienza previsionale mondiale che domanda – consegnata qui a due soli casi – poiché è il fascicolo intero dell'astrologia che si trova di nuovo aperto , in attesa di una revisione del suo status.  Tutto ciò ci obbliga a ritornare sul terreno dell'astrologia individuale, con le sue dispute statistiche precedenti, sulle quali i suoi avversari sono stati messi alla prova in modo impensato.

Una prima generazione di statistiche si è presentata con le contrapposizioni di Michel Gauquelin (inizialmente un avversario poi finito difensore parziale, suo malgrado) a tre organismi razionalisti: il “Comitato para”, belga, l'americano “ Comitato per la ricerca scientifica sulle affermazioni circa il paranormale”, ed il “Comitato francese per lo studio dei fenomeni    paranormali”, sotto l'egida di “ Scienza e Vita” .  Dibattiti dei quali ha trattato nella sua opera:  “La verità sull'astrologia” (ediz.Le Rocher, 1985).  Finirono per concentrarsi sulla questione di sapere se, una presenza particolare di Marte, osservata al sorgere ed alla culminazione superiore, di campioni sportivi, poteva conferire validità all'istanza astrologica.  Caso giudicato in modo esclusivo, come se si trattasse di un accadimento fortuito.

Mentre lo stesso fenomeno si riproduce in serie come mostra il presente quadro, estratto dal suo libro : ”Gli uomini e gli astri” ( ediz. Denoel, 1960).  Non solamente per Marte, anche con i capi militari, i medici chirurghi, ma anche con Saturno e gli uomini di scienza, Giove ed i politici e gli attori, Venere e gli artisti, la Luna ed i letterati...  Ciò che si ripete qui, in un unico fascicolo, è allo stesso tempo la concordanza simbolica del temperamento planetario tradizionale, con la sua categoria professionale corrispondente, e la posizione degli astri negli stessi due luoghi privilegiati del movimento diurno.  In breve, ogni volta l'astro desiderato viene a posizionarsi nel luogo previsto.  Rifiutare di considerare l'insieme, denota una desolante miopia intellettuale, se non una indecente malafede.  Inoltre il fenomeno si riproduce nel paragone genitoriale: il bambino ha la tendenza a nascere, al sorgere o alla culminazione dello stesso pianeta, che era sorto o culminato, alla nascita di suo padre o di sua madre, testimonianza di una trasmissione di temperamento planetario comune.

Ad onor del vero, ammettiamo che i risultati, per quanto evidenti appaiano visivamente, siano giudicati troppo scarsi per imporsi veramente.  La valutazione di questa inconsistenza fa comprendere l'eclissi dell'astrologia nell'epoca cartesiana del dubbio, essendo la “determinazione astrale” sottile per natura, ma che noi non possiamo più ignorare, oggi, che ne sappiamo di più sulla sottigliezza stessa dell'essere umano, nelle sue profondità psichiche.  Non sarebbe forse il caso di andare indietro per prendere lo slancio e meglio saltare nell'insieme di nuovi bilanci ?  Arriva una nuova generazione, che questa volta in forze, “mette in scena” l'intera popolazione nazionale, ed introduce il Sole stesso al cuore delle tre primordiali manifestazioni della vita umana: accoppiarsi, procreare e morire.

Tale ci giunge la ricerca fatta da Didier Castille, munito questa volta delle risorse dell' INSEE ( Istituto nazionale di statistica e degli studi economici, ndt), che rivela questo triplo apporto del fenomeno solare:

1 – Nel gruppo di 6,5 milioni di matrimoni francesi che sono stati celebrati nel corso dei due decenni 1976- 1996, si nota che le unioni aumentano progressivamente nella misura in cui si avvicinano i compleanni degli sposi, ed il massimo delle unioni avviene – punto centrale di un accento circonflesso esteso sull'anno – quando i “congiunti” celebrano insieme i loro  compleanni, lo stesso giorno del calendario. Fatto che si presta all'espressione di un' attrattiva narcisistica verso il simile che spinge all'accoppiamento.

2 -  Nel gruppo di 15 milioni di bambini nati in Francia, tra il 1977 ed il 1997, un fenomeno identico si riproduce allorquando la coppia genera: da queste stesse unioni vengono più nascite quando il parto si avvicina al compleanno di uno dei due genitori (qui la figura padri- bambini), per cadere su un massimo di genitori- bambini nati il medesimo giorno dell'anno.  Fatto che esprime una componente di riproduzione del simile della parentela, una sorta di ceppo/stirpe comune.

3 -  Su una totalità di 9 milioni e 900 mila persone, è nella data del compleanno che sopravvengono la maggior parte dei decessi. Un semplice piccolo indizio di chiusura del ciclo. 

Esiste quindi, un insieme di buone ragioni per dedicarsi, questa volta più seriamente, alla pratica astrologia; qualsiasi cosa ne sia, presto o tardi, questa riabilitazione si imporrà.  Ma perchè non cedere già ora alla tentazione di fare finalmente luce su ciò che vi è di autentico nell'arte di Urania, liberata dei suoi sortilegi ?

 

Parigi, 23 settembre 2008.

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