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FESTEGGIAMENTI ASTROLOGICI

( traduzione dal francese di Elisabetta Possati - eli.possati@gmail.com )

Dall’aver scorrazzato una buona parte del secolo scorso in seno al microcosmo degli astrologi europei, calcato in lungo ed in largo i suoi viali e vie traverse scontrandomi con gli uni e con gli altri, tutto un mondo variegato di personaggi e di idee, non deve sorprendere che io ne abbia ricavato impressioni fortemente contrastanti.

I migliori ricordi che mi restano – in margine dell’appassionata squadra di giovani disinteressati e ghiotti di conoscenza che noi formavamo al C.I.A. alla metà del secolo scorso, il cui apice fu il VII° Congresso internazionale di astrologia di Parigi, dal 28 dicembre 1953 al 2 gennaio 1954 -  sono quelli di fratelli che lavorano tranquillamente nel loro angolo, operando prudentemente per il progresso della nostra disciplina, alla maniera dei rimpianti André Boudineau et Henri Gouchon.

Ma, in cambio, quanti innocenti, strampalati, illuminati e, più semplicemente, dilettanti precipitosi, conquistati con l’intensa attività di consulenza ( lett. in un  lirismo ambulatoriale,  ndt), che credevano ingenuamente di acquisire in un batter d’occhio una conoscenza ridotta, infine, ad un gioco facilmente gestibile ?  Non bisogna stupirsi che un campo così eterodosso e misterioso quale l’astrologia abbia potuto attirare, come falene intorno ad una lampada, una fauna di smarriti, debitori di sciocchezze, che fantasticavano ancora più agilmente di fronte ad un sapere in cantiere (una materia sperimentale,ndt), resa così più o meno allo stato di caos, di disordine. Cosa che non si può che notare tra la rabbia ed il riso.

Esagero ?

Durante la Seconda Guerra Mondiale, ho frequentato un eminente avvocato del foro di Parigi, il cui chiodo fisso consisteva nello snidare nei manoscritti della Biblioteca Nazionale l’aforisma dimenticato o smarrito, un “coso” che pretendeva di scoprire nella carta del cielo se il nativo apparteneva al sesso maschile o femminile.  Impossibile fare ammettere a questo idiota che, nel minuto stesso nel quale egli me ne parlava, nascevano insieme ragazze e ragazzi nelle nostre cliniche parigine.

Toh !  Una stella del periodo anteguerra, Tinia Faery, pubblica nel 1976 per le Editions Traditionelles un “Suite à l’Interprétation rationnelle de l’Astrologie- Seguito all’interpretazione razionale dell’Astrologia”.  Vi leggo, a pag. 151, dopo una applicazione della “chiave cabalistica dei numeri” al segno natale, quanto che segue: “ Ciò offre un’ulteriore prova che il NOME (della persona) SI TROVA GIA’ INSCRITTO NELL’OROSCOPO DI NASCITA (rispettate le maiuscole)!

E questa signora che non dubita di nulla espone (pag. 228/230) tre temi (il primo, quello degli Stati Uniti del 4 luglio 1776), che accompagna con queste righe deliziose: “Ecco tre temi di astrologia mondiale che sono talmente chiari e talmente eloquenti in sé stessi, che lasciamo ai nostri lettori, principianti ed esperti l’incarico di leggerli loro stessi… Tanto la sequenza di tutto ciò che è accaduto dal momento in cui sono stati eretti, ha corrisposto con CIO’ CHE E’ SCRITTO (maiuscole rispettate).  E non è finito…” .   Si potrebbe già riprendere il modo di dire : dopo questo, non rimane altro che togliere la scala !( dopo questo, nessuno potrebbe fare di meglio, ndt).

Aggiunge perfino nell’indice, in rapporto a questo testo: “ Che peccato che il Nostro Maestro Nostradamus, del quale noi siamo umili allievi, ci abbia fatto promettere “il più grande riserbo, qualsiasi cosa accada”.  Poiché, in realtà, ci sarebbe di meglio da fare che presentarvi unicamente, cari amici lettori, QUESTI TRE TEMI, senza permetterci ALCUN COMMENTO (maiuscole rispettate!).  Come capolavoro di truffa, un esempio che bisognava fare…

E, più recentemente, è la prode Germaine Holley che ci libera dalle nostre dissonanze con una rapida interpretazione (lett. con un colpo di mestolo interpretativo).  Ne L’Astrologie à la recherche des clés de la destinée – ( L’Astrologia alla ricerca delle chiavi del destino) (Le Rocher, 1986), in una autentica rivoluzione astro-terapeutica, dopo aver evidenziato in modo pertinente Plutone, “ il lato più cupo, più oscuro, più animale di noi stessi(…) lo stato primitivo dell’evoluzione dell’essere”, ella dichiara, come risultato della consultazione: “ E poiché noi ne abbiamo preso coscienza, relativamente parlando, non c’è più del Plutone, ne siamo diventati i padroni…” (pag.183).  Ma chi non si è mai sbagliato ?

 

E’ quindi, in qualche modo, una panoramica dei nostri errori che vorrei fare qui, non per prendere in giro i colleghi sfortunati – avrei anche l’occasione per prendere come bersaglio la famiglia Barbault – ma nell’intento di sradicare la malerba dal giardino astrologico.  Si è così lontani oggi da questa icona di astrologo (della tipografia Epinal) del XIXesimo secolo ?

C’è talmente tanta strada da fare, campi da ripulire, punti oscuri da chiarire, che bisognerebbe trascorrere molto tempo a vedere di volta in volta gli errori di ogni genere che sono stati commessi e che, appunto, un volta denunciati o svelati, dovrebbero essere d’ora in poi evitati.  E’, all’occorrenza, un lavoro di auto-critica  costruttiva quello al quale ho intenzione di dedicarmi.  Cominciamo dall’argomento, particolarmente scabroso, della previsione di astrologia mondiale, dove il praticante mette a repentaglio seriamente la reputazione della nostra arte.

 

          Il pericolo della previsione mondiale

 

Non è la prima volta che affronto questo argomento.  Gli ho già dedicato un capitolo intero (« Les feuilletonistes de l’astrologie ») in L’Avenir du monde selon l’astrologie, nel quale ho espresso il mio dispetto per aver assistito al disastro previsionale dei miei fratelli maggiori, negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale, da loro non prevista.

 .

Questa riproduzione di prima pagina di giornale lo testimonia, è opera di mio fratello Armand Barbault.  Si può comprendere l’impatto gigantesco di un tale fallimento sulla passione idealizzata dell’astrologia per il ragazzino che ero all’epoca !  Tutto era falso, da disfarsene o perlomeno da rifare da zero, con il più severo spirito critico.  Si può paragonare l’effetto  di un insuccesso così grande all’urto di una bomba che vi esplode nella gola.  E non c’è nulla di più salutare, che il respiro smorzato da una tale scossa, per rimettersi completamente in questione. Poiché, mentre mio fratello ed io credevamo ingenuamente di avere già in mano il filo della storia, ecco che un abisso spalancato davanti a noi ce ne priva, in questo grande crocevia storico del destino del mondo…  Bisognava che ripartissimo da zero, cosa che facemmo limitandoci all’inizio esclusivamente all’osservazione delle congiunzioni del Sole con i pianeti a proposito del corso della guerra.  Base di partenza che, a poco a poco, ci innalzava alla dimensione superiore, che ci era sfuggita, dell’interciclicità globale.

Ma un tale fallimento proveniva da una causa certa, che aveva un nome: l’improvvisazione.  Quella pretesa di gettarsi a capofitto nell’interpretazione, cercando di indovinare cosa accadrà da una configurazione, senza essersi preventivamente informati del suo comportamento nel passato!  Bisogna essere consapevoli che non si può veramente conoscere la portata di questa se non attraverso la lezione della storia, l’osservazione storica debitamente accertata delle sue manifestazioni.  Poiché, va detto, c’è tanta distanza tra la bella retorica dei nostri manuali di astrologia mondiale ed il raggiungimento di una previsione riuscita, quanta tra il Le Voyage dans la lune  di Jules Verne o di Georges Méliès e l’odissea lunare dell’Apollo 11 del 20 luglio 1969 ! Niente di meno…

Passi, casomai, che un astrologo insufficientemente preparato non abbia saputo prevedere la Seconda Guerra Mondiale, con disonore di Urania.  Ma è molto diverso che azzardarsi ad annunciare la venuta di una terza guerra mondiale che poi non si verifica.

Qui, non potremmo dichiarare oltremodo, al punto più alto, il nostro sdegno di fronte alla pietosa incongruenza di una tale previsione allarmista, con deplorevole effetto sul pubblico ed una ripercussione catastrofica sulla nostra disciplina, divenendo di conseguenza un funerale di prima classe dell’astrologia.

Una delusione di questo genere è arrivata in occasione della grande congiunzione Urano-Plutone del 1965 che aveva fortemente preoccupato gli astrologi dell’epoca, e uno di loro, ritornato di nuovo nell’ambiente  e per nulla preparato a questo tipo di avventura, avendo scelto lo pseudonimo di Ade, che doveva calzargli a pennello, si credette così accorto da lanciarsi nella peggiore delle previsioni.

Si era già impegnato in un testo del n°93 (giugno-luglio 1961) dei “Cahiers astrologiques (Quaderni astrologici)”, dicendo incautamente, con il tono di uno specialista in previsioni sicuro di sé, che “il 1965-1967 vedrà uno scontro sanguinoso tra i due giganti del mondo dei bianchi, URSS-USA », aggiungendo che “la generazione nata sotto questo terribile conflitto è quella destinata dagli Dei alle più grandi lotte della fine del secolo”. E precisava ciò che avrebbe dovuto accaderci , secondo lui, nel n° 95 della medesima rivista: “ Urano-Plutone (…) indicano le tecniche atomiche, batteriologice, etc…, che non mancheranno di essere messe all’opera…  La strategia Saturno-Nettuno darà luogo ad un rullo compressore ad iniziare dall’Elba.  Si può prevedere una grande battaglia vicino ad un lago (Nettuno) senza dubbio per il dominio di una seconda via d’invasione, come la Svizzera.   A mio avviso, e fino al 1967, grandi vittorie comuniste (trigono Saturno-Nettuno del 1966).  Sfuggirà a questa marea la Spagna, trincerata dietro i Pirenei, e la nicchia bretone;  due punti dai quali avrà luogo la riconquista dell’Europa.  Le isole britanniche saranno invase; il “ventre” dell’Europa, i Balcani, violati (…) Vi è dunque la guerra per il 1965-1966 ? Si, a mio parere,  poiché la favorita impresa comunista cederà il passo allo choc sanguinante procurato dal destino…”.    

L’autore non lasciò perdere.  Avevo, nel frattempo, formulato la mia versione previsionale di un pericolo di scontro sino-americano (per giustapposizione di opposizioni Saturno-Plutone e Saturno-Urano), la guerra del Vietnam ne era stata un ‘avvisaglia, ma, tuttavia, il sestile Urano-Nettuno mi faceva prevedere quella che sarebbe divenuta la “coesistenza pacifica”.  Reazione del nostro autore, questa volta, nel n° 103 (marzo-aprile 1963), che si domanda se io non cerchi di ingannare gli altri ! Il suo testo riafferma “una guerra atomica”, lo “choc spaventoso”, “una guerra feroce, un lungo martirologio”.  “Nelle carte che esamino giornalmente, bisogna ben ammettere che sono numerosi i temi  che finiscono tragicamente verso il 1965-66 !”.  E questo sinistro irriducibile ne trae le seguenti conclusioni: “ Allo stato attuale, gli astrologi devono nettamente prendere posizione sul fatto che l’astrologia non fornisce alcuna utilità revisionale.  In tutte – e ribadisco tutte – le carte del cielo di bambini che analizzo nel tempo presente, vedo il grande dramma, inscritto in modo sanguinante, indelebile”. … “ Spetterà agli abbonati del 1967 – se ci saremo ancora ! –  giudicare chi avrà visto giusto.  Confesso che vorrei essermi sbagliato”.  Come numero da circo (funebre), siamo a posto…

Concediamo a questo giovane incauto che la lezione gli servisse: benché si sia particolarmente impegnato a pubblicare un lavoro di astrologia mondiale, nel quale l’esercizio di retorica è innocuo, perlomeno si è guardato bene dall’applicarne i metodi per lo svelamento del futuro.  Ma deve essere stato ben difficile risalire la china dopo un tale suicidio… tanto meglio, per lo meno, il suo silenzio, e che una così enorme disfatta professionale serva d’esempio educativo per frenare l’entusiasmo intempestivo di nuovi previsionisti in erba.  La previsione è l’arte più difficile, occorre ricordarlo ? Per non dire pericolosa.

Ce ne si è resi conto, in un modo non meno disastroso, in occasione della venuta dell’eclissi solare dell’11 agosto 1999, che certi hanno messo in relazione con una quartina di Nostradamus (72-X), a proposito della quale si è esibita spiacevolmente una diva francese: “…eclissi (…) sbalorditiva in quanto a dissonanze tutte azimut e quindi terribilmente inquietanti per il nostro mondo. Terza Guerra mondiale o ribaltamento dei poli, invasione di extraterrestri, inquinamento soffocante del nostro globo privato di acqua pura, carestia, guerra o epidemie, si ha sfortunatamente l’imbarazzo della scelta delle calamità che possono abbattersi sull’alba di questo XXIesimo secolo. (…)  Speriamo che quest’anno (1999), uno dei più preoccupanti per il mondo, non meriti un terzo conflitto mondiale”.

Non lontano di là, in “Astrospirale”, una collega canadese non si mette i guanti, nemmeno lei, per decifrare le nostre configurazioni.  L’eclissi in questione è “la carta più disarmonica che gli astrologi hanno visto da secoli”.  Quindi, a cascata: “…i valori in Borsa come quelli in banca salteranno (…) reazione a catena che “ripristinerà al rialzo le quotazioni dell’oro”… “tutte le divise si svaluteranno, per effetto di un crollo borsistico sistematico.  Ovviamente ciò genererà dei conflitti, molta violenza (…).  Guerre in Medioriente, in Europa, perlomeno in Russia.  Di fronte a questa esplosione sistematica della finanza mondiale (…) le chiese e le organizzazioni di beneficenza si occuperanno dei poveri  (…) è possibile che a causa dell’oscillazione dell’asse dei poli di 11°o 23° gradi (…) si verifichino terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti e cicloni (…) il Quebec… subirà danni derivanti dall’acqua e dall’elettricità, per quanto minori.  Sorvegliare i fiumi e le dighe ! (…) bisognerà evitare di prendere l’aereo…Bisognerà allo stesso modo evitare le folle, …le città, le capitali, principalmente a causa di disordini (…) Parigi…luogo incendiario (…) … caduta di re, Capi di Stato e dell’alta finanza… moltiplicazione delle malattie cardiache e cardiovascolari… (Volume 14 – N° 2). In breve, un inizio di Apocalisse ( d’altronde in chiusura d’articolo, pare che “il Cristo ritornerà”) !  E l’autrice attribuisce tutto ciò alla dorifora 2000 :  nuovo tracollo di Borsa, panico di massa, crollo del sistema monetario…  “ Alcuni hanno predetto una 3° guerra mondiale, nucleare, altri un collasso totale della tecnologia a causa degli sconvolgimenti tellurici di grande ampiezza.  Nostradamus ha predetto che l’Europa gelerà (nella Centuria 10, 67).  Tutto è possibile, poiché l’uno causa l’altro. A voi decidere !” (Volume 15 – N° 1).

Come l’astrologia non potrebbe essere screditata  attraverso tali interpretazioni pubbliche così deliranti ?  Per evitare un giudizio che raccoglie una condanna unanime, è prima di pubblicare le proprie elucubrazioni che bisogna pensarci.  Se un pronostico riuscito è un modo per celebrare l’arte di Urania, altrettanto, un fallimento previsionale è un lutto dell’astrologia.  Se voi l’amate veramente, il vostro più elementare dovere è quello di non nuocerle, tacendo !

In caso contrario, per un oscuro giro di parole ignorato dall’interessato, con la complicità di una perversione incosciente (che, tuttavia, l’astrologo dovrebbe scovare nel proprio tema), noi saremmo in presenza di un caso particolare da catalogare come una sorta di ciarlataneria involontaria, e l’ambivalenza dell’astrologo anti-astrologico è un’anomalia che, da parte mia, ho già denunciato («  Une mascarade astrologique – Una mascherata astrologica »).  Analizziamo qui con chiarezza (lett. a cielo aperto,ndt) la ciarlataneria.

 

            La ciarlataneria.

 

Non c’è dubbio che i colpi peggiori sferrati all’astrologia provengono dalla sua scuderia, da malvagi che la disonorano o da idioti servitori.  Fatto che non assolve in alcun modo il delitto in flagranza di ciarlataneria.


Il fachiro birmano

 

Con la comparsa della stampa astrologica negli anni Trenta, si è rapidamente diffuso un turpe traffico di stelle.  Si è visto uscire dal bosco tutta una fauna di “Professori”: Elroy, Roxcroy, Djemaro, Omar Khan, Valentino, Novaro, Hammon, Khaloum … Ciascuno offrendo un oroscopo gratuito, naturalmente un ciclostilato, con il suo contentino innocuo e lusinghiero, ma abilmente accompagnato dalla sua esca: il suo caso particolare mi interessa…  Ho deciso di favorirla rispetto agli altri…  C’è della felicità (anche fortuna,ndt) nella sua vita…  L’opportunità va colta poiché non si ripeterà…  Non posso, per il momento, dire di più…  un lavoro prestigioso…  poi l’appello al popolo; e con che accanimento nel “fregare i soldi” !

Il caso più spettacolare fu quello di un industriale ell’oroscopo: il “fachiro Birmano”, diventato un autentico monopolio, a colpi di grandi spazi pubblicitari nei maggiori quotidiani.  Nel 1938, i suoi cinquanta segretari maneggiarono mezzo milione di schede di clienti, ogni mattina, due furgoni postali consegnavano da venti a trenta sacchi di lettere, di cui la metà contenevano francobolli o vaglia postali.  La vicenda si concluse nel 1939 in tribunale, ma, nel 1946, il famoso fachiro, anche se condannato, si concesse il lusso di pubblicare le proprie Memorie, che ebbero un grande successo.

 

Oggigiorno, la cancrena del ciarlatanismo si confidenzializza attraverso un nugolo di inserzioni dove il riferimento zodiacale annaspa in un mare di pratiche divinatorie, in compagnia della sfera di cristallo, delle carte, etc…  Sebbene per un astrologo professionista che si rispetti sia generalmente un dovere, come per i medici, gli avvocati, di procurarsi la propria clientela attraverso la via discreta del passaparola, il cliente ci guadagna a non lasciarsi catturare nelle ragnatele dei piccoli annunci…

Resterebbe ancora da chiarire ciò che significa, in modo più o meno insidioso, un personaggio ciarlatanesco nella pratica individuale della carta del cielo.  Non senza inquietudine, osservo che, sempre di più, certi astrologi affiancano alla loro arte interpretativa una pretesa psicoterapeutica – qualunque sia la formula utilizzata – che va oltre il loro ruolo e non è di loro competenza, salvo formazione universitaria riconosciuta.  Non si gioca con la salute degli altri.  La ciarlataneria non è esclusivamente una questione estranea alla nostra pratica, con le nostre pecore nere, che ci si rifletta bene !

 

          La pagliacciata: il caso di Edoardo VIII.

 

Quando sono gli astrologi stessi ad attentare al prestigio dell’arte che praticano, massacrando la loro opera fino alla buffoneria, è sempre l’astrologia che ci rimette, e la corporazione non manca di abbindolatori, di burattini che non dubitano di nulla.

Evitiamo di coinvolgere dei colleghi contemporanei e dedichiamoci al caso del principe di Galles, diventato re Edoardo VIII, che accesse al trono alla morte di suo padre, Giorgio V, il 20 gennaio 1936 alle 23h 55mn (sotto opposizione Sole-Plutone al meridiano), e che abdicò la corona d’Inghilterra il 10 dicembre 1936 per amore di Wallis Simpson.

Edoardo VIII è nato a White Lodge, Richmond, il 23 giugno 1894 alle ore 22.  Quanto a Mrs Simpson, ella è nativa di Baltimora il 19 giugno 1896, tra le 5h 30 e le 6h, secondo lei stessa.  In un testo intitolato: “ L’autentico oroscopo di Mrs Simpson”, apparso nella rivista Demain del giugno 1937, R.S. Gleadow precisa : “Dobbiamo questo oroscopo alle cure di un astrologo inglese, M. Edgar Bray.  Avendo ipotizzato che Mrs Simpson fosse nata alle 5 e mezza del mattino, egli le scrisse personalmente e lei rispose che era nata tra le 5 e mezza e le sei”.  Ora, aggiunge “ gli astrologi esperti sanno che quando si dice “ tra le 5h 30 e le 6h”, l’ora effettiva è di solito tra le 5h 30 e le 5h 40”.  Da ciò scaturisce una versione di tema con un AS a 9° gradi del Cancro ed un Mediocielo a 18° dei Pesci.  Ma quale credito dobbiamo accordare ad un tale metodo ?

Veniamo ora alle sciocchezze addebitate all’epoca.

Ne Dans Les Etudes mystérieuses n° 5 (1936), Tinia Feary, che ci è già nota, dichiara (« Le thème du Roi Edouard VIII ») : “ Sembra che se il re ama la storia, gli verrà data l’occasione di aggiungerne alcune pagine. (…) La sua influenza porterà alla nascita di una nuova Inghilterra, così come non l’abbiamo ancora sospettata.  Ed in aggiunta: “La “Parte Reale” in trigono esatto con la “Parte delle opere” del regno ed in congiunzione con la Luna, sottolinea ancora il ruolo di questo re” !

Ciò che completa la grande star dell’epoca, Maurice Privat, nel suo libro annuale 1937 (Edition Médicis, 1936), apparendo qualche giorno dopo l’abdicazione: “ Il giovane re è nato sotto un cielo magnifico, uno dei più armoniosi che abbiamo avuto l’opportunità di studiare; pressoché nessuna dissonanza, cosa che è rara (…).  Giove che girava alla straordinaria velocità di 15 minuti, fato che assicura una ambizione ordinata, metodico ma risoluto, il senso dell’Impero al più alto grado !”.  E, con Giove tra Nettuno ed il Sole nei Gemelli in IV casa, “ la certezza che il principe eserciterà il suo mestiere di re con affascinante splendore !” (…)   Edoardo VIII si sposerà ?  Egli incoronerà prossimamente una regina degna del suo rango, raggiante ed affettuosa, ed avrà dei bambini molto belli.  Il re terrà molto a lei, che da parte sua condividerà il suo lavoro e la sua gloria”.  Ed il nostro gustoso collega aveva aperto il suo testo con questa introduzione: “ Il tema di re Edoardo VIII assicura che alla fine della sua vita, questo principe sarà l’arbitro del mondo.” !!!

Ad abdicazione avvenuta, ecco, adesso, cosa ne dice Gabriel Trarieux d’Egmont in “ Que sera 1938 ? (Flammarion, 1937) : “Se si osserva l’oroscopo di Sua Maestà Edoardo VIII, nato il 23 giugno 1894 a Londra, alle 21h e 54m, ora locale, da subito un’evidenza salta agli occhi. La maggioranza dei pianeti è al di sotto dell’orizzonte (in un rinvio, è riferito che, nello stesso testo, Sepharial aveva pronosticato: “ Il principe ereditario non regnerà”).  E’ il contrario di ciò che avviene per tutti coloro che sono chiamati a svolgere un ruolo importante nella società, quale che sia il giudizio che si abbia di loro.  Napoleone, Mussolini, Hitler, hanno allo zenit la maggioranza dei loro astri.  In un primo momento, il minimo che si possa dire di questo qui, è che non è un oroscopo regale.  Constatazione aggravante: i due unici pianeti al di sopra dell’orizzonte sono dei malefici: Saturno ed Urano.  Il primo – che è pure retrogrado – si trova nel segno della Bilancia, che concerne principalmente il matrimonio.  Non è difficile concluderne che un matrimonio sarà funesto al soggetto in questione.  Urano, nella casa dell’estero, opposta a Venere in terza casa, conferma questa indicazione, specificando che la futura sposa sarà di origine straniera.  Infine, Saturno è in casa ottava, che è la “casa della morte”, e Saturno è dominante del tema.  Questo può significare un suicidio, ma anche sorti diverse. L’ abdicazione è una. Essa è chiaramente indicata nel tema di natività di Edoardo VIII”.

Questa interpretazione non manca certamente di fascino, ma vale la pena guardare più da vicino come la cosa viene considerata nel momento in cui si è già alzato il “sipario della storia”.  Cosa importa l’argomentazione principale – “un’evidenza da subito” – della maggioranza planetaria sotto l’orizzonte ?  I tre personaggi opposti citati  a sostegno della tesi rivelano la più ingenua improvvisazione, poiché è ad un controllo generale dei sovrani che egli avrebbe dovuto procedere per pronunciarsi.  Ora, limitandosi alla collezione dei duecento che ho analizzato in “Astres royaux ”, bisogna ammettere che, nel complesso, l’evidenza in questione svanisce.  E vi sono anche grandi imperatori e monarchi di primo piano: Carlo Quinto specialmente, ed unicamente per la Francia: Carlo V, Francesco I, Enrico IV, Luigi XIII, Napoleone III …

Ho voluto evidenziare, qui, l’anomalia più spietata di questa pratica dell’epoca: interpretare improvvisando, nel vuoto, senza sostegno, con discrezionalità, senza accorgersi affatto di verificare, su di un numero sufficiente di casi simili precedenti, il valore della propria opinione personale.  Ma, oggi, è cambiato molto ?  Fino a quando sarà così, gli astrologi andranno al macello.  Alla stregua del lavoro stesso di questo astrologo mondano, si potrebbe leggere che “ fra i paesi stranieri , il più bell’oroscopo d’Europa è quello del Sig. Mussolini”…

Per ritornare a Edoardo VIII, il conflitto tra amore e potere si inscrive doppiamente nell’opposizione di Venere-Toro al MC ed il quadrato di Marte, maestro del MC, al Sole, il quale è signore della VII in V.  Con un Giove maestro della X in “esilio” in Gemelli. Sullo sfondo di un tema che volta la schiena al trono, a favore del privato: due presenze astrali in IV.

Mentre la Luna di questo cancerino, il cui Sole è in V, è in Pesci in I casa, uscente dal quadrato al MC.  Se si fosse provata la corona a questo mercuriano lunarizzato, in vista dell’incoronazione, si sarebbe provocata questa reazione anticipata:” Come è pesante !”.

E’ concesso accettare l’interpretazione della straniera, scaturita da Urano in IX, ed in questo caso, l’opposizione che Venere riceve da questo urano in Scorpione può rendere conto del clima di scandalo, per l’ambiente, di questa Americana, già divorziata una prima volta, che si apprestava a divorziare una seconda volta per unirsi a questo principe affascinante, dominata da questa Venere sovrana del FC.

Il tentativo di matrimonio del giovane re si scontra con il rifiuto della regina-madre Mary, del Primo Ministro Stanley Baldwin e dei Domini britannici.  Ad Edoardo VIII non restava altro che pronunciare davanti a Buckingham Palace la propria abdicazione: “Dovete credermi, quando vi dico che ho trovato impossibile portare un pesante fardello di responsabilità e di compiere i miei doveri di re senza l’aiuto ed il sostegno della donna che amo.”   Giova aggiungere che il suo fratello minore, sebbene avesse anche lui il suo insieme planetario sotto l’orizzonte, aveva – in attesa della sua ora – un Giove in Leone in pieno MC, in reciproca ricezione con il Sole in Sagittario !

 

          Il tema falso.

Bisogna ammetterlo deliberatamente: dei temi falsi – prodotti di date di nascita sbagliate, di malaugurata sostituzione, di errore di calcolo… - sono passati nelle nostre mani; temi  che noi abbiamo tuttavia interpretato senza nemmeno esserci resi conto della minima svista.  In tale contesto viene subito alla mente il fatto che, se noi non siamo stati capaci di accorgercene, ben leggera doveva essere l’influenza del nostro soffio interpretativo, come se avesse volteggiato nel vuoto, come delle parole inutili.

Stendiamo un velo pietoso sugli ingenui che, di generazione in generazione, hanno affrontato personaggi antichi dei quali si ignora persino l’anno di nascita.  Come ancora, non molto tempo fa, un coraggioso “aureolato”dalla sua scuola, che ha letto, spavaldo, in un tema di Giovanna d’Arco tutto il suo destino, comprese le sue vite precedenti !   Suvvia… Si potrebbe stilare una lista intera di celebrità delle quali sono circolati i temi falsi, da Cristo a Napoleone, passando per molti altri, ciò di cui si è fatto beffe il Padre Mersenne a proposito di Lutero.

Il nostro tallone d’Achille è sicuramente l’ora di nascita, sulla quale inciampa la pratica; per lo meno ci si può rifare con lo sfondo del tema.  Ma che dire quando non sussiste nulla di vero con una data falsa ?  E soprattutto, quando si tratta di un personaggio storico la cui carta del cielo è passata nelle mani di tutti, senza che nessuno tra noi abbia avuto il buon senso di dubitare della sua autenticità ?

Ecco pertanto cosa è successo con il caso di Iosif Stalin.  La sua vera data di nascita (vedere « Les hommes d’Etat de la Seconde guerre mondiale – Gli uomini di Stato della Seconda Guerra Mondiale ») non è conosciuta che dopo la comparsa nel 2001 del libro di Stalin, presso l’editore Fayard, di Jean-Jacques Marie, che ha registrato lui stesso il suo dato natale sul registro della chiesa di Gori : il 6/18 dicembre 1878, e non il 9/21 dicembre 1879, oltre ai colleghi che hanno preso la data del 21 nel calendario giuliano convertendola nel 2 gennaio 1880 e facendo nascere l’uomo al sorgere del sole.

 

Si nota questo tema falso in copertina del bollettino 71 del  « Collège astrologique de France » “Sous le Ciel – Sotto il cielo”, presentato da Korsabad, uno degli pseudonimi di Don Néroman.  Nella conclusione, si decanta una numerologia che si unisce all’astrologia, un risultato “così eccezionale, così fedelmente adattato al personaggio, da non permettere alcun dubbio” (…) “ corrispondente a Stalin nel modo più perfetto che si possa desiderare” !

Questo tema è circolato, come pienamente riconosciuto, dappertutto nel mondo. Mio fratello Armand l’ha esposto lui stesso nel n° di novembre 1938 di L’Avenir du monde.  Se si fanno spesso interpretazioni false di temi giusti, accade che se ne facciano di buoni da temi falsi. Così, nel numero seguente del gennaio 1939 della medesima pubblicazione, avendo constatato una dominante di posizioni planetarie in VII presso Hitler e Mussolini, ed in IV presso Stalin, mio fratello ne aveva tratto la conclusione che i due primi dittatori rischiavano di portare i loro eserciti all’esterno dei loro paesi, mentre la prova dell’ultimo si sarebbe svolta sul proprio suolo.

Con questi temi inesatti, lo scherzo è servito, è tuttavia comprensibile che questo genere di sostituzione possa accadere quando il falso ricalca più o meno il vero.  E’ ciò che è successo con Stalin, la cui firma saturnina comune ha potuto essere scambiata…  Una giustificazione relativamente piuttosto accettabile, che non deve tuttavia nascondere come l’interpretazione incompiuta aleggi nell’aria, in aspettativa – una acrobazia delle parole - , mentre quella riuscita si fonde con il soggetto.

 

             I fronzoli celesti.

 

Il nostro sapere presenta un nucleo centrale più o meno rigido – intorno alla cellula del cosmo astrologico che lega pianeti-segni-aspetti-case - contornata di cerchi concentrici nei quali si ammorbidisce fino al suo dissolvimento, senza sapere il confine.  Si è tentati dalla pesca in acque torbide, in una babele dove troneggia, fra così tante tentazioni, un grande tema marginale: brillante come una stella di prima grandezza, ecco il pianeta ipotetico. Ah ! il bel serpente marino…

In gioventù, vedendone uno (pianeta ipotetico,ndt), ci si getta sopra come fosse il Messia: appetito di novità.  Senza sapere che ogni generazione si fabbrica la propria sfilza di fantasmi in una sarabanda che finisce al deposito di un mucchio di parassiti della storia.  Nel corso del secolo, non ho mai smesso di vedere un tale carnevale. Ecco il mio percorso.

Alla fine del XIX secolo,  si vede già Charubel (l’autore dei gradi zodiacali rivelati tramite veggenza!) esaltare due transnettuniani.  All’inizio del XXesimo secolo, il britannico George Sutcliffe propone nientemeno che due intra-mercuriani, Vulcano ed Adone, e quattro transnettuniani: Iside, Osiride I, II et III, le cui posizioni celesti sono, figuratevi, calcolate al secondo !  L’americano L.H. Weston volle essere della partita con i transplutoniani.

 

Morya e Lion, e un’opera comparsa nel 1920 : The Planet Vulcan.  Per il suo Vulcano, Leverrier aveva ipotizzato una rivoluzione eliocentrica di 19 giorni, 17 ore ; Weston la determina in 18 giorni 14 h.. 1 mn ; mentre un astronomo tedesco, Walz, la fissa a 17 j. 13 h.  Bisogna dire che alla base di queste divagazioni risiede una mentalità astronomica dell’epoca : gli scienziati ammettevano dei pianeti sconosciuti, l’americano Pickering ne ipotizzava quattro al di là di Nettuno e Gaillot ne cercava due, che Caslant chiamerà Plutone e Proserpina.

Dietro questa corente anglosassone viene in forza una corrente germanica. In Astrologische Blätter de juillet 1923, Alfred Witte pubblicò un articolo intitolato: “ Cupido, primo transnettuniano ?”.  Era la partenza della grande avventura della scuola di Amburgo.  Witte ne avrebbe scoperti quattro: Cupido, Ade,Zeus e Crono; il suo allievo, Friedrich Sieggrün, ne aggiunse nientemeno che altri quattro: Apollo, Admeto, Vulcano e Poseidone.  Tutto questo bel mondo naturalmente calcolato alla perfezione.  E’, proclama Ludwig Rudolph, grazie a Zeus e Crono che la scuola di Amburgo ha predetto la Seconda Guerra Mondiale.  Questo mi ricorda Coluche il quale raccontava che uno dei suoi amici aveva contratto la mixomatosi poiché aveva dormito con una sorella che aveva il labbro leporino ( mixomatosi, malattia che contagia i conigli ed il labbro leporino è detto bec-de-lievre, boccuccia di coniglio, ndt)…

Chi guadagna dal contagio è Alexandre Volguine che diventa in Francia l’apostolo dei nuovi pianeti.  In seguito ad articoli precedenti di Tamos e di Patrice Genty apparsi in Le Voile d’Isis, il terzo numero speciale Astrologia, 1927, la stessa rivista pubblicò un suo testo su “Il nuovo pianeta Vulcano”: ai 12 segni dovevano logicamente corrispondere 12 corpi celesti, Vulcano si piazzava tra il Sole e Mercurio, Plutone doveva far seguito a Nettuno, seguito da Proserpina, l’uno e l’altro battezzati diversamente.

Ah, sì ! se solamente un Mendeleev dell’arte di Urania avesse indicato in precedenza una presenza astrale ancora sconosciuta intorno al 17esimo grado del Cancro per il periodo di marzo 1930, quando si scopre Plutone, e facendola per di più muovere alla velocità approssimativa di quest’ultimo !  Ahimè, nessuna fra tutte le posizioni fittizie proposte dai nostri precursori, da Charubel all’ultimo in ordine di tempo, si trovava in quest’area plutoniana.  Ce n’era già là abbastanza per essere vaccinati contro la vanità di certe speculazioni.

Bisognava avere stomaco per continuare.  Ciò non ha impedito a Volguine di tirar fuori periodicamente questo pesce d’aprile: nel n°3 (maggio-giugno 1938, prima serie)dei suoi Cahiers astrologiques, con dibattito di Raoul Fructus ed effemeridi di F. Ransan ; e nel n° 25 (febbraio-marzo 1950) dove la scoperta dell’astro è annunciata ufficialmente. Allo stesso modo in cui  annuncerà nel n°93 (luglio-agosto 1961) che “la nostra Terra possiede tre satelliti”: oltre alla Luna, Lilith e Lulu !  Come non passare per buffoni ?  Senza parlare di Pan di A Muses, di Koré di Robert Ambelain, di Minosse di André Pélardy, del quale il n° 103 (mars 1963) dei C.A. propone singolari effemeridi, di Kaïd, di Rex …  Siamo in presenza di una autentica fuga in avanti, in una ripetizione di sciocchezze che nulla ferma.  Il numero speciale sui pianeti sconosciuti dei C.A. n°74 (maggio-giugno 1958) pretendeva di offrire “tutti gli elementi per il calcolo dei 17 pianeti ipotetici” !  Bisogna essere di una ingenuità inverosimile per bersi tali stupidità.

Era meno speculativo ripiegare sugli asteroidi tra Marte e Giove, che hanno, loro, il merito di esistere, e dei quali ci si è interessati negli anni ’70.  Nel suo CAO Times, Al. H. Morrison ha presentato nel novembre 1980 delle effemeridi di Saffo, Eros, Hidalgo, Toro, Icaro et Lilith ( niente a che vedere con quella francese).  In Francia, si è ripiegato sui 4 principali: Cerere, Pallade, Giunone e Vesta, ma perché 4 solamente e non di più;  e perché Psiche piuttosto che Achille, Ermes o Nenette ?  L’unità del sistema solare si è avviata allo sparpagliamento, e si sbriciolerà in un deliquio di materiale polveroso.

Vale la pena dare uno sguardo sul presente quadro degli asteroidi ed oggetti di Kuiper, di Francio Santoni.  Quando si vede la barra dell’infinitamente piccola misura dei nostri 1000 chilometri, che ci ricorda la dimensione del nostro esagono nazionale (come l’Italia è detta lo Stivale, la Francia è l’Exagone, ndt), e che si nota, per esempio, il minuscolo cerchio di Chitone, andare a spasso tra Saturno ed Urano, che cosa possiamo veramente dare per scontato ?  Mi ricordo che questo nanetto era appena stato scoperto, che già un autore americano ci raccontava i suoi significati in lungo ed in largo (Zane  B. Stein, circs 283 pagine, nel 1990 !).    Furbizia o ingenuità ?  Ne sono seguiti altri…

Oggi, nella certezza di un clima soporifero, sento alcuni giovani colleghi puntare( anche scommettere,ndt) su questo astrucolo, cioè interpretarlo, ma siamo ancora là, benedetta innocenza !  Per quello che ne so, nessuno si è preso la briga di iniziare una ricerca autentica per verificare la fondatezza del suo minimo significato, nonostante questa si imponga.  Poiché non sono le acrobazie (verbali) di alcuni occasionali incontri che meritano di essere prese in considerazione.  Siamo in presenza, una volta di più, di una pura improvvisazione, fonte fatale di una farandola di discorsi vuoti, di balbuzie.  Ma, allora, a cosa diamine servono gli occhi !

 

Del resto, nulla dice che non si scoprirà ancora una caterva di astrucoli del medesimo genere, da un pianeta all’altro: che sarabanda astrale si prospetta, l’occasione di dare fondo al proprio talento, in una giocoleria di stonature interpretative nella quale si volatilizza il sistema solare !

Reazione da vecchi ?  Si, ma che non ci si sbagli.  Se sono disilluso dall’orgia di stupidaggini che ho visto sfilare lungo sette decenni, mantengo l’entusiasmo del neofita (anche fervore per l’inedito,ndt).  Siamo lontani dall’aver esaurito le risorse della nostra arte e bisogna rimanere aperti verso tutto ciò che può arricchirla, ma, a condizione di conservare il proprio spirito critico, altrimenti l’astologia continua ad essere, ahimè, un paese di utopia.

Con l’ultimo sgorbio – Sedna – comparso il 14 novembre 2003 nel brusco contrasto di un volume lillipuziano in un’orbita immensamente lontana, basta aspettare, ma , non dubitate che, presto, qualche folletto ce ne descriverà le meraviglie…

 

             La Luna nera.

           

Ah! La Luna nera…  Il profumo seducente di un muschio, la meraviglia dello svelamento dei segreti dell’anima !

Ma, in primo luogo, che cos’è e dove si posiziona ?  E’ un fattore della disposizione della traiettoria ultra- cesellata della Luna, e la posizione di questo fenomeno è così difficile sfuggente che nel corso degli ultimi decenni, si è dovuto passare da una a due, poi a tre versioni, senza ancora essere sicuri della necessità di correggere o rivedere quest’ultima, potendo una ventina di gradi variare da una posizione all’altra.  Doppia fragilità di un “coso” dal posizionamento incerto, che contrasta con l’evidenza, così sorprendente al nostro sguardo, del bell’astro notturno.

Ritorniamo alla sua storia che è ancora recente…  Il primo che ha riportato una “luna nera”, velocemente chiamata “Lilith”, è Don Néroman.  Questo autore brillante amava uscire dai sentieri battuti, fino ad inimicarsi l’ambiente astrologico francofono, attribuendosi, con nuova terminologia , dei dati classici; il suo domigrafo, per esempio, era identico all’astrolabio.  Gli era piaciuto far uscire dal suo cilindro questo fattore insolito che tentò di decifrare senza troppo, del resto, dilungarsi sulla questione, non essendo la psicologia il suo forte, ed interessato com’era a smontare, da ingegnere, l’orologeria del nostro luminare.

La cosa sarebbe senza dubbio finita lì, se Jean Carteret non ne avesse raccolto il testimone. Da buon Ariete nettuno-plutoniano, caratterizzato da un tipo di intuizione introversa, aveva necessità di nuovo.  Di là la sua presa in carico della Luna nera, di un Sole nero e dei pianeti ipotetici che trattò già déjà Léon Lasson : Vulcano e Proserpina ;  azzardando a posizionarli nei temi, specialmente in parecchi miei quaderni, quelli dei filosofi in particolare.  Questa avventura temeraria lascia una sensazione di ceneri spente.

Resta la Luna nera.  Con il suo Sole in XI, Jean satellizzava intorno a lui l’amicizia di ammiratori desiderosi di raccogliere il suo prezioso verbo, e la veridicità del suo insegnamento era scontata, tanto intenso era il suo eloquio.  La Luna Nera ci venne da Jacqueline Aimé e da Joëlle de Gravelaine, come un’onda d’immaginazione creatrice convincente, ma dispensata dalla verifica di un controllo approfondito, per la convinzione che la propria pratica personale, guidata dalla propria fede, non fosse nient’altro che una prova in sé.

Chi è portato per la fede nel mito deve ammettere che si possa dubitare, per timore di rimuginare nel vuoto.  Nel nostro paese d’utopia così fertile in proiezioni fantasticate, questa Luna nera è il grimorio illuminato (il libro della magia,ndt) per eccellenza che può intrappolarci al meglio nella materia: e se essa non fosse altro che una fabbrica di sogni ?  Devo ben ammettere che è l’immaginario stesso dell’essere che si legge maggiormente nel nostro cosmo interiore, ma esso è tangibile, al punto di scendere sul terreno del vivente.  Non c’è bisogno, quindi, di vagare in elucubrazioni inconsistenti.  Per ottenere consenso, poco importa che l’astrologia parta dall’alto o dal basso, a condizione che essa scenda sulla terra e da questa salga al cielo.  L’astrologia è questo passaggio obbligato, il risultato di questo percorso tortuoso, mentre qui, troppo sovente, il viaggio è incompiuto, sospeso, con l’impressione di essersi ingannati da soli.  E’ opportuno che un giorno sia fatto uno sforzo per fare uscire questa Luna nera da un tale incertezza.  Più si ha la testa nelle nuvole, meglio conviene avere i piedi per terra.

 

            Gli “arnesi”…

 

E’ lecito chiamare così un certo numero di procedimenti interpretativi che rimanda al variegato assortimento di un bazar tradizionale.  Non dobbiamo soltanto dibattere degli scopritori di nuove stelle e della nebulosa Luna nera.  Ne è così, in primo luogo, dei punti fittizi dei quali si ha tendenza ad abusare, come Tinia Feary che si destreggia ( lett. fa il giocoliere,ndt) con il trigono della “Parte Regale” alla “Parte delle Opere” del povero Edoardo VIII.

Prendete la Parte di fortuna.  Ecco un valore ancora in sospeso, certi lo adottano, altri no.  Malgrado Tolomeo, Placido di Tito riconosce che dopo aver lavorato a lungo su questa parte, non aveva mai potuto trovarne la minima verità.  Lilly dichiara:” Sono molto poco soddisfatto delle mie ricerche riguardo gli autentici effetti della Parte di fortuna.”  Zadkiel pensa lo stesso, ci riferisce il suo discepolo Pearce: “ La Parte di fortuna è una cosa puramente immaginaria, senza influenza né significato”.  Quanto a Wilson, si spinge a dire che essa non è in realtà che un fantasma.  Quando si ascolta questa sfilza di giudizi negativi, piuttosto che dire Amen al “principe degli astrologi”, come non si può non essere spronati a riprendere la questione alla base, nella ricerca dimostrativa della verità.  Ritorniamo sempre al punto di partenza: bisogna aver verificato preliminarmente la validità dello strumento che si utilizza, in ogni caso, essersene fatta un’opinione personale sul campo.

Se uscite dalla Parte di fortuna, siete subito invasi dal terreno fertile delle Parti arabe.  E’ tutto un campo, dove ci vorrebbe più della intera vita di un solo ricercatore per fare il punto su questo mondo particolare della pratica astrologica.  La tradizione trasporta il suo carico di fusa sognanti cosparso da una parte di verità;  bisogna sempre avere la curiosità di aprire gli armadi segreti in attesa di rivelazione.  Del resto, vi sono persone che “fanno il loro miele” da tutto e da niente.

Nel romanzo della meraviglia astrologica si succedono i più vari capitoli. Il tema dei gradi monomeri non ne è uno meno importante.  Chi rifiuterebbe di convenire sulla validità del principio di individuazione di ciascuno dei 360 gradi della cerchia zodiacale ?  Ma è un fuggi fuggi generale quando si tratta di fissarne le immagini simboliche.  A chi credere tra le proposte del Calendario tebaico, di Engel, Scaliger, Pitois, Charubel, Janduz, Costesèque, Wemyss, Jones et Verneret ?  Il risultato: mercato delle pulci e caverna di Ali-Babà, una sfilata strampalata che si presta ad un inventario di giochi di parole alla Prevert.  Per chi ama il barocco, c’è di che divertirsi con fantastici giochi.  Il guaio, in tutto questo, è che la base (il fondamento) è difettoso, oltre che i mezzi impiegati per coprire questi gradi di immagini e testi simbolici sono più o meno bizzarri;  e si ignora la natura della fonte tradizionale.  Mi sono occasionalmente cimentato con questo settore.  Avendo raccolto i temi dei pionieri dell’aviazione e dei palloni aerostatici, così come quelli dei primi cento aviatori brevettati in Francia, mi era venuto in mente di ripartire le loro posizioni planetarie sul cerchio zodiacale, nella speranza che i diversi gradi : del volo, di uccello, di ascensione, di cielo, potessero emergere in una esplorazione di natura alquanto settoriale.  Sono ritornato a mani vuote da questa avventura.  Certamente non ne traggo un giudizio peggiorativo – ci vuole molto di più che questa breve incursione per tirare delle conclusioni – ma si può comprendere che, per la mentalità che mi è propria, io possa preferire di astenermi dall’utilizzare i gradi monomeri.  E, ancora una volta, per tutti, è pericoloso mettere il carro davanti ai buoi.

 

Un altro discorso saporito è quello delle case derivate che funzionano a cascata; così da averle subito velocemente collaudate, al punto di poter parlare del padre del cugino del secondo marito, dietro il soggetto stesso.  Di questo passo, si rischia di inghiottire una minestra indigesta fino all’ultimo cucchiaio.  Certamente, con queste ghirlande attaccate al carro di Urania, e se non si cede al canto delle Sirene, non indietreggio troppo all’idea che l’astrologia possa essere una taverna dove si trascorre un buon momento, ma a condizione che non si prendano queste cose troppo sul serio.

Non c’è, d’altronde, soltanto lo strumento ad avere il potere di impaurire la mente:  c’è anche il vocabolario.  Quando sento parlare, a proposito di un aspetto minore, di “Dito del mondo”, di “Dito dell’uomo”, do “Dito di Dio” (!), penso che bisogna sempre diffidare del carillon dei grandi lirismi che non tintinnano altro che falsa moneta.  L’esempio di una dissociazione dove il triviale affianca il sublime è fornito , in particolare, dallo sconcertante Traité d’Astrologie générale di Robert Fludd (XVIIesimo secolo).  Da un lato, l’astrologia è una filosofia della Natura; il linguaggio astrale, “in lettere d’oro nei campi eterei”, avvicina all’astrologia trascendentale del Creatore che ingloba la volontà di dio nella natura, essendo gli astri i ministri che eseguono la disposizione divina.  Dall’altro, ahimè, essa scade ad una condizione di divinazione, il cui scopo è quello della pratica di una astrologia oraria attraverso domande e risposte, che mirano a scoprire un ladro, il suo sesso, il suo ambiente, la sua età, ed il luogo dove si nasconde…  Basse opere di una astrologia oraria che può, forse, più tardi, diventare anch’essa adulta: chi lo sa ?


Nazari : Della transmutazione metallica, Brescia, 1599.
( “L’Idra dell’errore” )

 

Fermiamo qui questo viaggio nei luoghi della Tradizione, che potrebbe essere un bagno di gioventù archeologica ed una visita funeraria al contempo: nel caso sia un bellimbusto a presentarsi alla partenza, non accetterà ad occhi chiusi la proposta ricevuta, anzi la liquiderà come una stupidaggine, un residuo del passato.  Ma per favore, non facciamo sepolture facili di straforo !  Diffidiamo delle apparenze, sulle quali non si può giudicare.  Nessuno sa in anticipo la consistenza del terreno sul quale metterà i piedi:  bisogna operare a più non posso per percepire lo spessore delle tenebre del campo che si è affrontato… E’ solamente quando si è addentro alla materia così trattata che, smaliziato, può sorgere un cammino di verità.

Allora, impegnatevi.  Badate di rimanere fedeli all’idea che vi è venuta in mente. Soprattutto se questa è miope, come quella di quell’ energumeno che conferisce ai nostri astri uno status di super-Io (!), sotto il pretesto che essi passano al di sopra delle nostre teste, come se essi non passassero allo stesso modo anche sotto i nostri piedi.  E, dando corpo alla vostra idea, se non volete essere inghiottiti dall’ idra dell’errore, fate una croce sulle vostre certezze e rinunciate all’improvvisazione.  Dovete sapere che il solo esercizio interpretativo, accecato da se stesso, non è un argomento valido, se non si basa su un passaggio preliminare ovvero una ricerca che lo garantisca.  Lavorate su un caso isolato integrandolo con il caso generico, non senza indagare su tutto ciò che è stato già acquisito o dibattuto, poiché l’ascolto degli altri è prezioso.  E’ banale, ma bisogna ripeterlo: una ricerca (monografica, statistica o altro) che non è condotta in tutto il suo rigore, da un’estremità all’altra di serie intere di casi simili, è una trappola che non perdona.  E non lasciamo la critica dell’astrologia alla mercè di avversari incompetenti: poiché spetta anche a noi (lett. spetta anche a noi portare questa fiaccola,ndt).

 

D O C U M E N T A Z I O N E

 

 Mi è venuto in mente che un astrologo storico possa un giorno interessarsi al movimento astrologico francese del XXesimo secolo.  In questo contesto, mi piacerebbe inserire nel suo dossier gli estratti di due documenti riguardanti la nascita del CENTRO INTERNAZIONALE DI ASTROLOGIA e la sua prima assemblea generale.  In basso, nell’ultima riga, figura un « A. Barbault ».  Si tratta di mio fratello Armando.

 

Parigi, il 17 novembre 2005.

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