Astrologie Mondiale (Pratique)

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RECRUDESCENZA DELLA CRISI MONDIALE

traduzione dal francese di

Enzo Barillà

Il mio precedente testo, risalente al 27 novembre u.s., intitolato Poursuite de la crise mondiale dava appuntamento a dicembre [2010] e poi all’inizio della primavera [2011]. La prima scadenza merita già da sola un supplemento d’esame.

 

Si trattava dei passaggi di Mercurio-Marte-Sole che passavano dalla quadratura a Giove-Urano alla congiunzione con Plutone, che si paventava – soprattutto dopo la metà del mese – accompagnassero perturbazioni sociali e ambientali.

 

Dicembre fu effettivamente carico di pesanti intemperie: inverno eccezionalmente nevoso in Europa occidentale e in Nord America, considerevoli inondazioni in Australia con 400.000 persone sinistrate, importanti smottamenti in Brasile (500 morti), terremoto in Cile… Peraltro insieme al timore di un attentato sotto la congiunzione Sole-Plutone, confermato da quello avvenuto ai danni dei Copti del Cairo durante la loro Messa di San Silvestro (28 morti, un centinaio di feriti).

 

Tuttavia, ci si aspettava soprattutto un nuovo episodio della crisi mondiale con l’entrata in scena della congiunzione Giove-Urano. È stato l’inizio della rivoluzione del mondo arabo in Nord Africa! Il 17 dicembre scoppiava una pubblica rivolta in Tunisia che, di giorno in giorno, avrebbe condotto al rovesciamento della dittatura di Ben Ali il successivo 14 gennaio. La collera popolare si espandeva a ondate scuotendo il potere in Yemen, Giordania e poi in Bahrein. A partire dal 25 gennaio, lo stesso Egitto era conquistato dalla febbre rivoluzionaria di una popolazione scesa in strada, che avrebbe finito per cacciare il presidente Mubarak dal potere l’11 febbraio!

Un quadruplo ciclo di Saturno avrebbe potuto permetterne la previsione. E così, l’indipendenza dell’Egitto fu concessa il 15 marzo 1922: Saturno si trovava a 5° in Bilancia. La repubblica fu proclamata 30 anni dopo, il 18 giugno 1953, con Saturno a 20° in Bilancia. Mubarak, nato il 4 maggio 1928 (attualmente sensibilizzato per via del suo Urano a 5° in Ariete, come pure dal suo Nettuno a 26° in Leone, con il pianeta che transita a 28° in Acquario), ne era diventato presidente il 6 ottobre 1981, sotto la congiunzione Sole-Saturno a 12° in Bilancia, accompagnata da Giove a 18° nel segno, posizione su cui stazionava Saturno [celeste] da metà gennaio a metà febbraio 2011!

 

In più larga scala si presenta un significativo rinnovamento ciclico: la società dei Fratelli mussulmani fu fondata in Egitto nel marzo 1929, atto finale di una congiunzione Giove-Urano a inizio Ariete, movimento islamico respinto dal potere. Questo rinnovamento ridà le ali politiche a tale corrente, la cui qualificazione ci sfugge, come se ripartisse da zero. Non senza lasciare aleggiare l’ombra della quadratura di Plutone alla nuova congiunzione, a meno che la modernità di quella corrente abbia come effetto il rifiuto del vecchio, diventato acqua passata. Per di più, ne La crise mondiale de 2010 (che risale al 1° gennaio 2009) avevo richiamato la segnatura della congiunzione Giove-Urano sul punto vernale [dell’oroscopo] di Nietzsche:  l’evocazione dello Zarathustra poteva far pensare, in questa rete di dissonanze, al superuomo che annuncia i tempi nuovi, con il rischio d’essere sconcertato dalle sue stesse opere, vinto da sé medesimo al culmine della sua condizione. Non è quindi ciò che fa temere questa odierna svolta, peraltro così promettente: avventura del soffio rivoluzionario in cerca di libertà di tutta la gioventù africana? Ciò che accade nell’attuale stagione del mondo arabo – virtù del punto vernale – manifestamente scrive una pagina nuova della storia mondiale!

 

A tale multi-ciclicità s’aggiunge ancora un parallelo storico che stavolta collega strettamente la nostra congiunzione Giove-Urano a quella dei giovani della tormenta rivoluzionaria del 1968, e non posso far meglio che richiamare il seguente passaggio del testo Mai 68 datato 8 aprile 2008:

 

«Siamo chiamati in causa dal fatto che la prossima congiunzione Giove-Urano del 2010-2011 a 27° Pesci/0° Ariete (in orbita di quadratura a Plutone) verrà a trovarsi di fronte alla congiunzione Giove-Urano del 1968-1969 a 0°-3° in Bilancia (non distante da Plutone). È possibile che esista, 42 anni dopo, un processo storico di natura opposta alla manifestazione vitale della svolta del 1968? Che ne possiamo dedurre?

Viene in mente che alcuni Capi di Stato, che si sono insediati in quell’epoca e che da allora sono sempre restati al loro posto, possano subire la sorte di un rovesciamento radicale. Destino che potrebbe in tal caso capitare al colonnello Gheddafi – se ne ignora la data di nascita – che s’è impadronito del potere in Libia l’8 settembre 1969 mentre Plutone, Urano e Giove si trovavano [rispettivamente] a 24° in Vergine, 3° e 9° in Bilancia. Tanto più che Saturno andrà a transitare sul luogo della congiunzione del 1968-1969. C’è lì per quel paese, il probabile passaggio attraverso un nuovo scaglione della sua storia.»

 

Processo storico che ha la natura di un’opposizione, ma anche ripetitivo di uno simile di natura Giove-Urano-Plutone in cui si mette in  moto un autentico collasso di una società tutta da ricostruire. Aggiungasi ancora il seguente passaggio de La crisi mondiale dem 2010 in cui inauguravo così il penultimo capitolo dedicato alla quadratura Urano-Plutone:

 

«… si potrebbe dedicare un particolare interessamento all’Arabia Saudita - il cui regno fu fondato il 22 settembre 1932, all’epoca della precedente quadratura Urano-Plutone - allorquando il suo Sole a 29° in Vergine subirà l’impatto diretto della congiunzione Giove-Urano. Questa mistura rappresenta un forte segnale di disturbi nazionali, di pericolo per la monarchia, o semplicemente di uno sprofondamento nella crisi economica? Ma non c’è affatto bisogno di sacrificare ad Apollo e alle Muse per indovinare che parecchi regimi saranno scossi.»

E per finire, una cosa che non occorreva dimenticare era quella d’esprimere nel precedente testo del 27 novembre Poursuite de la crise mondiale de 2010 la prospettiva di un’onda nettuniana proveniente da tale pianeta triangolato all’opposizione Giove-Saturno presto in arrivo, a guisa di evento di risonanza storica: «In questa configurazione si precisa con chiarezza la natura di un clima che fa considerare una sorta di tornado rivoluzionario europeo … collera della gente, moti di piazza da un paese all’altro …». Certo, è a partire dalle dissonanze di dicembre-gennaio che s’è mosso questo movimento popolare, e anche altrove piuttosto che in Europa; ciò non di meno avevo focalizzato la svolta del passaggio della congiunzione Sole-Marte sul Nettuno della seconda quindicina di febbraio come il momento più significativo, e che sarebbe stato lo scoppio della rivoluzione di sangue in Libia.

 

In breve, si può definire questo concerto di abbozzi previsionali come un modo di prenderla alla larga senza peraltro aver raggiunto lo scopo. Nella quotidiana attesa dell’ignoto, sono rimasto sorpreso – come del resto lo sono stati tutti – da questa tempesta popolare, tuttavia riconoscendo subito quanto mi aspettavo dal quadro astrale analizzato: come se la sommatoria degli indizi non fosse stata sufficiente a pervenire all’insieme storico. E quindi non fui per nulla stupito dai fuochi artificiali della gioventù africana, perché lo spettacolo si riconduceva perfettamente al contenuto della congiunzione Giove-Urano, nella versione de La crise mondiale de 2010: «configurazione brillante e come esplosiva… clima di guerra civile… scossa rivoluzionaria… rivolta di una gioventù che si vede senza avvenire…»

 

Si può comprendere più da vicino la costellazione di questa rivoluzione africana e medio orientale erigendo il quadro di una convergenza in cui si percepisce una condensazione astrale all’inizio dei punti cardinali, colpiti dalla congiunzione Giove-Urano assieme a Plutone. Soffermiamoci sui punti principali di questo puzzle.

 

 

  1. Di primo acchito si osserva un Sole a inizio Ariete, quello dell’indipendenza della Tunisia avvenuta il 20 marzo 1956 e celebrata tutti gli anni come festa nazionale. È in questo Paese che è scoppiato l’incendio. E questo Sole è allineato all’opposizione di Giove a 27° della Vergine, quello della Repubblica Tunisina, proclamata il 25 luglio 1957. Più semplicemente, si tratta quindi dell’opposizione della carta del cielo della nazione che è stata coperta da quella [celeste] di Saturno a Giove-Urano del decorso anno e fino a oggi.

  2. In seconda posizione c’è l’Egitto, il cui atto d’indipendenza del 14 marzo 1922 evidenzia un’opposizione Venere-Saturno tra i 2° dell’Ariete e i 5° della Bilancia, coperta dalla medesima opposizione [Saturno di fronte a Giove-Urano, di cui al precedente punto 1) N.d.T.] di questi ultimi mesi. Inoltre, all’atto della proclamazione della Repubblica in data 18 giugno 1953, la congiunzione [radix] Sole-Marte tra fine Gemelli e inizio Cancro riceveva la quadratura della congiunzione Giove-Urano e l’opposizione di Plutone [celesti].

  3. Trascurando i piccoli Stati presentemente ancora in ebollizione, occupiamoci della Libia, radicalmente coinvolta e colpita in pieno dall’opposizione attualmente formata dalla congiunzione Giove-Urano a quella della Repubblica fondata nei primi giorni del settembre 1969, quando, di fronte a Plutone a 24° della Vergine, Urano, Mercurio e Giove si posizionavano dai 2° agli 8° della Bilancia. Qui si capisce l’attuale shock frontale del regime di Gheddafi con il popolo libico in stato di guerra civile, tragedia di fine regno.

  4. A distanza di questi scombussolamenti, non c’è quindi dubbio che i loro scossoni andranno a colpire il regno dell’Arabia Saudita, creato il 22 settembre 1932, malgrado la stabilità del trigono tra Sole a 29° della Vergine e Saturno a 28° del Capricorno, e malgrado la forza del sestile di Marte a inizio Leone. Si annuncia una contestazione nel mondo arabo della sua autorità reale – minaccia al Sole – come un declino del regno.

  5. Quanto all’Iran, anch’esso potrebbe vivere un passaggio critico, poiché all’atto della nascita della Repubblica islamica, il 1° febbraio 1979 alle 9:33, la Luna a 7° in Ariete, all’Asc., si trovava in opposizione a Plutone a 12° in Bilancia, il quale ora culmina [al MC della carta radix, N.d.T.]. Certo, [il transito di Plutone, N.d.T.] si può manifestare diversamente, ma se capitasse che il Paese entri a sua volta nella tormenta, ciò potrebbe accadere durante il passaggio del Sole e di Marte sulla congiunzione Giove-Urano, verso la prima quindicina d’aprile. In ogni caso, un episodio pericoloso.

 

Anche altri paesi della regione potrebbero essere coinvolti, però da diverse configurazioni. E così, all’atto della dichiarazione d’indipendenza del 5 luglio 1962, l’Algeria porta la segnatura di una dissonanza in cui il Sole a 12° del Cancro si triangola per via di semi-quadrature a una quadratura di Marte (28° in Toro) con Saturno (28° in Leone). Mentre Nettuno ora si trova a 28° in Acquario! Quando Giove transiterà a 12° in Ariete (e si troverà in opposizione a Saturno e in semi-quadratura a Nettuno) non potrà che soffiare sul fuoco, e in particolare ciò si potrà osservare attorno alla fiammeggiante congiunzione Sole-Giove del 6 aprile, se non addirittura alla congiunzione Marte-Giove della metà mese: pericolo d’esplosione!

 

Ci avviciniamo quindi al nucleo della fine di questa “crisi mondiale del 2010”. Subito a ruota di Mercurio, dal 9 al 18 marzo, il Sole si unirà a Urano il 21 marzo, indi attraverserà l’opposizione Giove-Saturno dal 4 al 6 aprile. Dopo il dramma della Libia, queste configurazioni potrebbero contribuire a prolungare i moti rivoluzionari, condannando altri Paesi, o anche giungere alle conseguenze di un ordine nuovo. È quindi in aprile che potrebbero sfavillare i fuochi d’artificio, particolarmente nella prima decade del mese, quando Marte transita in congiunzione a Urano mentre il Sole attraversa l’opposizione Giove-Saturno: l’ultima fiammata!

Qui torna in gioco l’opposizione Giove-Saturno che tende a coinvolgere specificamente il nostro continente. Avevo fatto l’errore di credere che l’onda nettuniana l’avrebbe toccato come “tornado rivoluzionario europeo”. Certo, non si può escludere che la nostra gente si metta a sua volta in agitazione, ma sembra più plausibile la configurazione del triangolo Giove-Saturno-Nettuno come ricaduta sul nostro continente degli attuali scombussolamenti arabi: ad esempio in nuove ondate migratorie di popolazioni, come si sta già presentando adesso. Oppure, più verosimilmente, in una dolorosa ripresa della crisi economica risultante da una nuova fiammata del petrolio…

 

Tornando alla quadratura Saturno-Plutone che sarà ancora in un’orbita di 4° nel prossimo giugno, nel mio testo iniziale La crise mondiale de 2010, incolpavo la Cina comunista (1° Ottobre 1947) con il Sole a 7° in Bilancia, che avrebbe potuto vivere già la sua crisi personale: non è forse anch’essa minacciata di una tormenta rivoluzionaria? Temevo un pericolo da parte della Corea del Nord, al momento calma. Egualmente per Israele, di cui avevo temuto il ripresentarsi di una tempesta guerresca. Ora, doveva trattarsi di questo scompiglio rivoluzionario che riposiziona il Paese in un nuovo ambiente arabo percepito con inquietudine, in una accresciuta insicurezza. Il modesto sestile Saturno-Plutone in arrivo non è all’altezza di una soluzione pacifica, che le parti in causa hanno aggravato, la cui speranza sembra allontanarsi, e indubbiamente non prima della congiunzione Giove-Saturno-Plutone del 2020.

 

Resta anche sconosciuto il terreno eletto dal fenomeno astrale: che la folgore di Giove-Urano possa semplicemente abbattersi sulla natura stessa, come è successo sotto gli allineamenti planetari dello scorso anno, con l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull, gli incendi in Russia e le inondazioni in Pakistan. Nella chiusa del testo La crise mondiale de 2010, evocavo l’ordine di una tale manifestazione:

 

«Occorre ancora aggiungere che non possa escludersi che la natura stessa s’immischi in materia di disordini climatici, con il concorso di Giove-Urano. In passato, il 1982-1983 era stato considerato come «El niño» del secolo per il suo surriscaldamento. E il 1997 è entrato negli annali come l’anno più caldo del XX secolo…»

 

Un terzo record del genere sarebbe stato raggiunto nel 2010, con le sue devastanti conseguenze.

 

Come s’è visto, ci avviciniamo al futuro come un cieco, se non a tentoni, e nella speranza d’imparare a toccarlo sempre meglio – per necessità, essendoci trascinati – accettiamoci così, modestamente, piuttosto che, immobili, incrociare le braccia fuggendo da noi stessi.

 

Parigi, 6° Pesci 2011

 

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