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SATURNO E L’ORFANILITA’

traduzione dal francese di Enzo Barillà

La pratica astrologica è anche una ricerca di dilettante (modesta ma autentica) quando l’astrologo - non contentandosi di osservare ciò che gli sfila sotto gli occhi, sentendosi così troppo esposto ai capricci o alle astuzie della propria memoria - si azzarda a verificare il valore delle proprie osservazioni. Il che consiste nel fissarle nel tempo, e cioè a conservare il caso particolare, a depositarlo da qualche parte e a costituire un dossier di casi similari: solo una tale raccolta permette, con l’andar del tempo, di registrare il risultato di un autentico controllo. E’ così che si è in grado di funzionare bene.

         Con il trascorrere degli anni, e poi dei decenni, si accumulano così le informazioni, fino al giorno cui tale dossier raggiunge un peso sufficiente per meritarne l’esplorazione. Non c’è niente che valga questo buon empirismo, che mette in pratica il metodo comparativo, anche a costo di completarlo con un accertamento statistico, nel caso in cui un numero sufficiente di casi lo consenta.

         In ogni caso è così, da uomo formatosi sul campo che pensa e vive la propria materia, che non ho mai smesso di lavorare, con i miei svariati fascicoli più o meno aggiornati, esplorati solo per conto mio, senza avere avuto il tempo (assai lungo) di completarli, di chiuderli per meritarne una presentazione al pubblico.

         Mi assumo qui il rischio di fare uscire uno di quei dossier, con la consapevolezza che occorrerebbe riprendere tutto in mano per trattare più estesamente l’argomento, ed essendomi accontentato di andare dritto all’essenziale. Il tema dell’inchiesta è l’orfanità con riguardo a Saturno : e poiché la simbolica familiare di quest’ultimo costituisce oggetto di controversia, dai risultati ottenuti ci si può dunque attendere un chiarimento.

 

Il campione esaminato

 

         Per effettuare un controllo (poiché dei casi anonimi isolati non possono contare - eccetto che per se stessi - e fatta esclusione per la globalità di un dato gruppo, come i bambini ospiti della pubblica assistenza) ho fatto del mio meglio per raccogliere tutti i personaggi aventi una qualsiasi celebrità che, per quanto a mia conoscenza, hanno vissuto la prova della perdita prematura di un genitore, padre o madre che sia. E per consentire la verifica, ne fornisco l’elenco in appendice precisando, per la maggioranza, l’età in cui è sopravvenuto il lutto della madre (M) o del padre (P). Il mio censimento poggia sulla forbice di un decesso avvenuto a partire dalla nascita fino all’età limite di 14 anni, punto di arrivo di Saturno all’opposizione di se stesso che caratterizza con la pubertà il distacco parentale naturale dell’adolescente ed essendosi notato che lo shock conseguente all’avvenimento è meno sensibile a partire da quell’età e, a maggior ragione, oltre.

         Ho potuto raccogliere solo un totale di 264 casi di cui 182 con l’ora di nascita. Se si eccettuano i casi eclatanti, come una Caterina de’ Medici orfana di padre e di madre negli stessi giorni seguenti la nascita, l’informazione biografica in materia non è purtroppo sistematica.

         Riguardo le nascite reali, mi sono riferito a diverse opere biografiche come pure ai Cahiers de l’Histoire dedicati a Germania, Inghilterra, Austria, Spagna, Francia, Portogallo, Russia e Svezia. Per gli scrittori, ho raccolto tutte le segnalazioni del Dictionnaire des littératures de langue française (Bordas, Paris, 1984). Per tutte le altre categorie: scienziati, filosofi, musicisti, pittori, attori, politici..., ho consultato - oltre alle opere biografiche - Historia, Histoire pour tous, Miroir de l’histoire, Aux Carrefours de l’histoire, Atlas et Histoire, Lecture pour tous...

         Anche se mi sono vietato qualsiasi esclusione, ho non di meno ritenuto opportuno di dover eliminare qualche raro caso che ci pone di fronte ad una incertezza di data (J. S. Bach, Pietro il Grande, Pietro III di Russia e lo stesso Stalin) o di ora di nascita per discordanza  fra atto di battesimo e stato civile (Eugénie et Maurice de Guérin). In ogni caso, dubito che l’aggiunta di nuovi casi possa modificare sensibilmente il panorama generale ottenuto.

 

CIO’ CHE DICE LA TRADIZIONE

 

         Anche se persiste un punto interrogativo riguardo alla funzione di Saturno nell’ambito familiare (ce ne occuperemo più avanti), c’è almeno un messaggio tradizionale preciso che si ripete attorno alla configurazione saturnina: “Con Saturno in X casa (...), morte della madre per qualche caduta o rovina.” (Haly). “La Luna o Venere congiunta a Saturno  (...) in X o in IV casa: la madre morirà presto (Schoner). “Saturno in casa IV: ... morte prematura dei genitori.” (Boulainviller)...

         Mi si permetta di richiamare il testo della pagina 180 del mio Traité, riferentesi a Saturno in IV: “Fa temere l’evento di difficili prove familiari, la perdita di contatti con i genitori, la solitudine o la frustrazione nell’ambiente natale, un distacco dalla famiglia o i mali riguardanti quest’ultima (...). Luigi XV, orfano di padre e di madre rispettivamente a un anno e a due anni, nella sua vita assiste ai funerali di quasi tutta la numerosa famiglia. Luigi XVI e Luigi XVIII, anch’essi orfani di padre e di madre nell’infanzia (anche nel terzo fratello, Carlo X, appare Saturno, ma è in opposizione col pianeta situato in IV)”.

         Torniamo alle origini. E’ un luogo della domificazione specificamente dedicato al complesso famiglia-focolare-domicilio: il FC con il IV settore; poi, per via dell’asse, il MC ed il X settore. La presenza di un astro in questi luoghi sottolinea il ruolo della famiglia, il rapporto con i genitori. Quella di Saturno si vive generalmente come  appesantimento, come prova; ed è, in particolare,  quando i genitori mancano - sotto qualsiasi forma, fisicamente o moralmente - che lo troviamo là. Non sarà fondamentalmente a-familiare?

 

Una correlazione confermata

 

         Infatti la relazione è visibile a colpo d’occhio.

         Nel grafico che segue, ho raccolto le posizioni del movimento diurno del pianeta secondo la domificazione di Placido, con ripartizione però in 12 settori uguali di 30°. La media sia dunque di una probabilità su dodici per ciascuna casa. Ora, la IV e la X raccolgono una presenza pari al doppio.

 

  

        Tuttavia, la sorpresa è che la X “funziona” altrettanto bene che la IV, perché né il mio Traité né altri ne fanno menzione. Ciò nonostante, questo risultato - un’acquisizione da registrare - è nell’ordine di ciò che lasciava presentire l’insegnamento classico di cui prima ho riportato qualche aforisma. Si noterà l’agglomerazione principale attorno al MC, con l’effetto di congiunzione dalla parte della IX, come dalla parte della III al FC.

         Si può quindi dire che l’astro così collocato si trovi in reale rapporto con la perdita prematura dei genitori, nella convinzione che un’ulteriore esplorazione condotta su più larga scala - sondaggio d’accertamento di orfanità - andrà a convalidare questo risultato.

         Si noterà che il settore I figura in terza posizione per occupazione, con una concentrazione dell’astro attorno all’ AS.

 

Risultati mediocri

 

         Da lì passiamo a certi aspetti di Saturno. Passaggio obbligato, perché è proprio dal punto di vista di una tematica di frustranti problemi affettivi - che siano dovuti a carenza, ad eccesso o cattiva qualità del legame - che si manifesta più chiaramente all’esperto il significato della congiunzione e della dissonanza dell’astro con i luminari e con Venere. Luogo o spazio interiore di un vissuto carente d’essere. Ci aspetteremmo di incontrare un maggior numero di tali aspetti in questo campione di figli del lutto.

         Non nascondiamo la delusione: magro è il raccolto, essendo tutt’al più percepibile un brusio di risultato.

         Lì si trova il destino di parecchie inchieste che partono da un criterio oggettivo di situazione o d’avvenimento, mentre la configurazione parla essenzialmente del soggetto, rende conto della soggettività dell’essere, del suo modo di sentire la vita, sia in tale circostanza che in tal altra: sentendola d’altronde diversamente da un caso a un altro, gli uni - con le configurazioni in questione - abbandonati direttamente alla loro iperemotività, sotto il colpo di una ipersensibilità dolorosa, gli altri al sicuro dietro l’insensibilità di una chiusura egoista. Poco importa il ventaglio delle situazioni esistenziali.

 

 

         Prescindendo ora da ciò che rappresenterebbe una prova statistica, ricordiamo che la congiunzione o la dissonanza Sole-Saturno assume il significato, in primo luogo, di una problematica attinente la relazione iniziale con il padre, o del rapporto con i valori formativi  di cui egli - o il suo sostituto che potrebbe eventualmente essere la madre - costituisce la rappresentazione preferenziale. Lo stesso dato Luna-Saturno si riferisce similmente al legame madre-bambino - o al sostituto materno che, occasionalmente, potrebbe essere il padre - ugualmente problematico. Per quanto riguarda lo stesso tipo d’aspetto Venere-Saturno, questo ha la specificità di una sensibilità alla frustrazione affettiva, da qualsiasi parte provenga, salvo il blocco autoprotettivo nella freddezza. Queste dissonanze hanno il valore innato di mutilazione del cuore, di emorragia d’amore.

         Nel diagramma di ripartizione delle distanze Sole-Saturno, non salta agli occhi nulla. Un solo punto interrogativo ci porta un leggero afflusso di presenze nell’orbita della congiunzione, ma le concentrazioni similari tra il 30° e i 40° e tra i 280° e 290° ne attenuano l’interesse. La ripartizione Luna-Saturno merita una migliore considerazione nella sua globalità, con una ripartizione più sostenuta alla congiunzione ed una leggera eccedenza all’opposizione, come pure ai due quadrati. A quella di Venere-Saturno emerge leggermente la congiunzione, mentre il leggero rigonfiamento attorno al primo quadrato è neutralizzato da quello del secondo trigono. In totale, pur se il risultato è debole, resta il fatto che raccogliendo queste tre ripartizioni Sole-Luna-Venere, si può considerare, malgrado tutto, un massimo di posizioni alla congiunzione; il che non è da trascurare, tenuto conto che si è qui partiti da un criterio di posizione, superficiale rispetto allo “sfondo psichico” al quale si riferiscono le nostre configurazioni.

 

La non significatività di Saturno retrogrado

 

         La ricerca della ripartizione Sole-Saturno offre il destro per verificare un punto d’interpretazione della scuola umanistica.

         Nella sua comunicazione “La coppia Saturno-Luna nell’astrologia umanistica” al congresso dell’ARRC del 24 marzo 1996, Alex Ruperti ebbe a dichiarare che “psicologicamente, per l’essere umano alla fine del XX secolo, Saturno simbolizza il padre...”,  “rappresenta l’uomo particolare che è il padre di un figlio particolare” (...) “Un padre insoddisfacente, assente, morto troppo presto o molto pesante od opprimente, non è indicato dal Sole nel tema, ma molto sovente da Saturno retrogrado.” Or dunque, questo padre segnatamente “morto troppo presto” indicato molto sovente da Saturno retrogrado”, ecco una dichiarazione che richiede una verifica quantitativa, essendo quella in atto perfettamente adatta allo scopo, anche se si tratta indistintamente di padri e madri all’incirca in egual numero, con la medesima distribuzione per i primi e le seconde.

         Come strumento di controllo, ci riferiamo alla rivoluzione sinodica Sole-Saturno di 1 anno e 13 giorni che suddivide il moto del pianeta in senso diretto di 240 giorni da una parte e del Sole dall’altra, poi una zona di retrogradazione di 138 giorni attorno alla sua opposizione. Se riportiamo questa distribuzione al cerchio di 360°, qui otteniamo 78 posizioni in retrogradazione contro altre 186 in moto diretto: un rapporto che si allinea perfettamente al ritmo di questo ciclo Sole-Saturno. E cioè un risultato nullo. In conclusione, è sperabile che i nostri amici di scuola umanista cessino di invocare questo accostamento e riconoscano il proprio errore: andrebbe tutto a loro onore.

         Ma occorre anche interrogarsi sul motivo del proprio errore. Con questo non viene proprio rimessa in discussione la stessa personalizzazione del padre nel simbolo di Saturno? La tradizione tolemaica, poco esplicita sul punto, richiede una nuova esegesi. Se Saturno, in questa, è in maniera secondaria associato al Sole come “naturalmente conveniente al padre”, l’assistenza del pianeta al luminare diurno si riferisce essenzialmente al fenomeno della generazione - il ciclo trentennale - che esso rappresenta, senza designazione della specifica funzione paterna che spetta direttamente al Sole, il che viene d’altronde confermato dalla pratica, come si vedrà più avanti.

         Nello stesso congresso dell’ARRC, ho ricordato il rapporto di direzione secondaria tra il ciclo lunare sinodico di 29,5 giorni - passaggio femminile da uno stato di fecondità all’altro - ed il ciclo di Saturno di 29,5 anni, passaggio da una generazione all’altra. Questo ciclo scandisce, a partire dalla nascita (congiunzione), la sessualizzazione della pubertà (opposizione) e la generazione (congiunzione): il nato/a , a sua volta, ha generato/partorito. Nell’ambito di questo processo generico, Saturno “de-genitorizza” all’opposizione: età ingrata dell’adolescente  pubere che si stacca dalla famiglia per andare verso “l’altro”; autonomia necessaria per accedere allo stato di adulto che, a sua volta, genera: Saturno “genitorizza” al ritorno dei trent’anni, con il figlio che diventa padre e la figlia madre. Ritorna a “de-genitorizzare” alla seconda opposizione dei 44 anni, in occasione dell’allontanamento dei propri figli, a loro volta in fase di emancipazione puberale... Dopo l’esilio di Saturno in Cancro, l’esilio in Leone.

         Il rapporto di Saturno con il familiare è quindi ambiguo, il che giustifica il presente dibattito. La lezione dei nostri risultati contribuisce a fare luce: se questo astro avesse realmente rappresentato il padre, si sarebbe “precipitato” nei due settori familiari di IV e di X, quando, in sua presenza, i genitori muoiono. Altra è dunque la sua funzione essenziale, che ci ricorda che i suoi due domicili zodiacali sono opposti a quelli dei luminari, come contrappeso al loro influsso. Il processo dialettico del nostro essere saturnini è costituito dalla separazione del bambino dai genitori man mano che diventa grande, fino a liberarsi da questi per cercare di essere solo ed appartenersi; partendo da questa condizione egli è un individuo particolare che può accettare consapevolmente la propria discendenza in una nuova parentela. Tuttavia è nella dissonanza che la tendenza saturnina si esprime in un vuoto familiare, in una carenza o in una problematica parentale.

 

         Prima di proseguire, precisiamo che Saturno non funziona affatto da cavaliere solitario in questo mondo di orfani. Conviene ricordare, che dialetticamente, contrapposto al polo di vita rappresentato dalla coppia Sole-Luna, Saturno ha - come ausiliario - Plutone al polo dei valori di morte, il primo nel quadro del settenario tradizionale ed il secondo nel registro delle ottave superiori.

 

MC-FC: PATERNO-MATERNO

 

         Questo lavoro sugli orfani offre l’occasione ideale per dibattere un problema rimasto in sospeso: la polarità maschile-femminile dell’asse familiare MC-FC.

         Nelle fonti tradizionali, il FC assume subito valore di fondamenta (il punto zodiacale sotto i nostri piedi), come lo sarebbero le nostre radici; da lì l’attribuzione globale alla casa IV dei genitori, assieme al domicilio familiare ed ivi compresi il patrimonio e la proprietà fondiaria.(1) Poi viene proposta la dualità. Nella sequenza Manilio-Tolomeo-Firmico, al padre è generalmente assegnata la IV (il Sole di giorno e Saturno di notte); e alla madre la X (la Luna di notte e Venere di giorno). La tradizione indù attribuisce invece la IV alla madre e la X al padre.

         Prima ancora di essere confermato dal nostro lavoro, è quest’ultima versione ad essere preferita dallo psicologo.

         Partiamo dalla fondamentale dialettica Sole-Luna che attribuisce l’astro diurno al padre e l’astro notturno alla madre. Per via della signoria, la Luna ci conduce al suo feudo del Cancro, IV segno in parallelo con il IV settore, mondo della casa propria, del privato, dell’intimità; mentre nel X settore si allinea il saturnino Capricorno, sfera della società e delle istituzioni.

         In Les racines de la conscience, Jung paragona l’amore materno ai “ricordi più toccanti ed indimenticabili dell’età adulta, e che assume il significato della radice segreta di ogni divenire ed ogni trasformazione, il ritorno al focolare e al raccoglimento, il fondo primordiale silenzioso di ogni inizio ed ogni fine”. Inserendosi così nel filone di Mircea Eliade che, nel suo Histoire des croyances et des idées religieuses (II, pag. 38), ricorda che nel taoismo il sole di mezzogiorno è il culmine dello yang e la luna di mezzanotte il culmine dello yin, ed è ancora più esplicito in Problèmes de l’âme moderne in cui fa corrispondere l’archetipo materno all’oscuro Yin cinese. “La madre che riscalda, che protegge, che dispensa il nutrimento, questo rappresenta anche il focolare, la grotta protettrice o la capanna e le piantagioni che la circondano. La madre è anche il campo che dà i suoi frutti (...) La madre è la mucca che dà latte, è l’armento.” Il valore famigliare del nido e di tutto ciò che vi si ricollega: calore, protezione, nutrimento... Non ci si trova dunque in piena condensazione Luna-Cancro-FC, simbolo del principio della matrice? Nello stesso tempo, Jung collega il tipo paterno al chiaro Yang nonché alla linea dello spirito, dovere, legge, società degli uomini, stato. Non è dunque un puro allineamento alla simbolica di un Sole-Capricorno? D’altronde,  la mascolinità è ciò che privilegia la legge e la morale, mentre la femminilità è ciò che privilegia la vita e l’amore. Se la madre è l’educatrice degli istinti e della sensibilità, che fa evolvere l’essere nella sua vita interiore, è con l’introiezione del padre che si effettua l’assimilazione dei valori morali e culturali della società, essendo lo Stato “mostro freddo” come un prolungamento del super Io paterno, immanenza del sociale nell’individuo.

         L’osservazione conferma questa dialettica? L’idea che salta subito in mente è quella di raffrontare i decessi materni e paterni in funzione della distribuzione di Saturno da una parte e dall’altra del FC e del MC. Ebbene, si constatano, nell’insieme, decessi del padre superiori fra le due e le tre volte (rispetto alla media, N.d.T.) nella ripartizione di Saturno in X, e della madre con Saturno in IV.  In modo similare, si riscontrano più decessi della madre (fra le due e le tre volte) con le congiunzioni e le dissonanze tra Luna e Saturno, così come del padre con gli stessi aspetti Sole-Saturno. Questo doppio risultato è del tutto significativo, tenuto conto che il criterio maschile-femminile è relativo (ciò è noto, dal punto di vista biologico), con la tristezza di un decesso paterno che può derivare anche da una dissonanza Luna-Saturno o da un Saturno in IV e, inversamente, con lo sgomento causato da una madre prematuramente scomparsa.

         Prima di spingere oltre la nostra investigazione, presentiamo due casi esemplari di orfani.

 

L’orfano puro: Jean Genet

 

         Jean Genet nasce il 19 dicembre 1910 alle ore 19.45 nella clinica Tarnier di via d’Assas 89 a Parigi. Nei registri di stato civile viene dichiarato di padre ignoto - assenza equivalente a sparizione. Ci si mette di mezzo la leggenda della maledizione: la madre nubile, Camille Genet, l’avrebbe deposto su uno zerbino della via d’Assas. In ogni caso, il 28 luglio 1911 consegna il bambino all’orfanotrofio di via Denfert-Rochereau, affidandolo così alla tutela della pubblica assistenza. La madre dunque l’abbandona a 7 mesi e 9 giorni e lui non la rivedrà più. Il seguito: la pubblica assistenza di Saulieu, Morvan. Lo si mette a balia non lontano di lì, ad Alligny, presso un falegname che lo alleva bene, non essendo un cattivo marmocchio. Essendo tutti gli uomini al fronte, trascorre l’infanzia circondato da donne. Non saprà che la madre muore di “spagnola” il 24 febbraio 1919. Questo ragazzino lavora bene in classe, divora i libri, scherza con le ragazze; è un ladruncolo, ma per gioco. Regala ciò che riesce a sgraffignare. Il 4 aprile 1922 gli muore la madre-nutrice che l’amava come un figlio (Giove in IV): Certamente, la figlia di lei lo prende in cura, ma non è più la stessa cosa, e poi due mesi più tardi questa mette al mondo il suo primo figlio. Ciò non di meno, è ancora protetto. Arriva la prima frattura: malgrado sia il primo del comune agli esami di licenza media del 30 giungo 1923, si vede chiudere in faccia la porta degli studi superiori perché orfano, essendo la sua destinazione quella di garzone di fattoria. “Bracciante”, no! Si rifiuta.

 

         Con Saturno che ha appena superato il FC e che viaggia alla propria opposizione in X, il 17 ottobre 1924 Jean lascia il villaggio d’infanzia. Entra allora in anni di paura e di dolore. Giunge malato presso il convitto di un centro di apprendistato della Pubblica assistenza per diventare tipografo; ricoverato in infermeria, fugge quindici giorni dopo. E’ la prima fuga della sua vita, seguita dalla casa di correzione a Mettray da dove ancora evade. L’adolescente va errando di fuga in fuga e di condanna in condanna (13 dal 1937 al 1943!) per furti da straccione: camicie, libri... Viene imprigionato, rilasciato, re-imprigionato; si arruola poi diserta... In breve, è la rivolta pura, nel gusto del maledetto e della emarginazione. Da un paese all’altro, di porto in porto, il vagabondo mendica, ruba, si prostituisce ai marinai, ai turisti...

         Divenuto scrittore, Genet apre il proprio spazio letterario al mondo dei reietti: ladri, delinquenti, travestiti, prostitute, traditori, assassini..., accampandosi negli alberghi vicini alle stazioni dove sbarcano i vagabondi senza  dimora che non sanno dove andare; posti del medesimo rango di quello ove muore a Parigi il 15 aprile 1986. Tutto ciò senza aver conosciuto né la madre né il padre ed essendosi rifiutato di sapere qualsiasi cosa che li riguardasse, e di formarsi una parentela in una inguaribile solitudine. Il rifiuto d’integrarsi aveva costituito la sua regola di vita: la rivolta assoluta.

       Qui non solo Saturno è a 3° dal MC, opposto a Giove in IV, ma regna pure un complesso Marte-Scorpione in IV e che rimanda a Plutone opposto al Sole, governatore dell’ASC, e a Venere. Il mondo del nero, del rifiuto, dell’inversione, dell’analità pura. In compenso, questa canaglia dalla testa pelata di bull-dog realizza la sua fuga letteraria nel trigono di Saturno-MC con la congiunzione Sole-Venere in V, rimandata dalla Luna all’ASC in Leone.

 

L’orfana totale: Violette Leduc

 

         C’è solo un labile confine da superare per passare psicologicamente dalla situazione del genitore scomparso per morte a quella del genitore vivente che manca per via della sua assenza, il che - ove ciò accada prima dell’età dell’autonomia - rappresenta solo un altro modo d’essere orfani: figlio postumo, figlio orfano debitamente dichiarato o figlio di genitore assente, fisicamente o moralmente sono tutte situazioni analoghe di orfanilità.

         Tale è, per eccellenza, il caso di Violette Leduc. Se il certificato di stato civile la fa nascere l’8 aprile 1907 alle 5, nel La Batarde lei insiste sul fatto di essere nata il 7, pur non contestando l’ora: “Dovrei gioire per aver cominciato le mie prime 24 ore fuori dai registri. Al contrario, esse mi hanno intossicato.”... C’è motivo per credere che la nascita preceda di poco l’ora arrotondata, con ASC ed il MC che si avvicinano al quadrato Saturno-Plutone, con Saturno, per di più, congiunto a Mercurio governatore della IV, ed essendo la dominante manifestamente Saturno-Mercurio-Plutone: “...sono desolata d’essere al mondo...”. Un modo radicale di vivere l’assenza. 

 

         Violette non s’è rassegnata ad essere nata da una cameriera sedotta dal figlio del padrone che l’abbandona alla nascita: “Mio padre, che per me è stato solo uno spruzzo di sperma...”. Viene allevata da quella madre-bambina per la quale, in aggiunta, lei è solo un fardello. Una madre che, inoltre, la cresce nell’odio per gli uomini, mettendola in guardia contro di loro: “tutti maiali”... L’unico conforto che riceve proviene dalla nonna (Giove-Cancro in IV), che perde a 9 anni, crescendo così nello sgomento di un sentimento di isolamento e di solitudine.

         Sole-Ariete in I con Marte al MC: la salva il fuoco del cuore, con lo sfogo di un Mercurio all’ASC: la scrittura. I titoli delle sue opere bastano ad identificare - su uno sfondo plutoniano - la sua natura saturno-mercuriana di longilinea dal corpo di adolescente spilungona: L’Asphyxie, Ravages, La Bâtarde, La Chasse à l’amour, L’Affamée, La Vieille fille et la mort... I suoi primi libri non hanno lettori; con un narcisismo rimasto embrionale, ella si crede nessuno: “Io non esisto, io non sono niente.” La sua storia è essenzialmente una fame divorante, una sete inappagata d’amore, ricerca ostinata, sempre delusa. Attaccamento omosessuale adolescenziale ad un’allieva poi ad una insegnante di collegio; matrimonio a 32 anni seguito da un aborto, da tentativo di suicidio e da separazione. Poi si danna per degli “amanti bianchi”, omosessuali: Maurice Sachs, Jean Genet. Gli è che ha l’ebbrezza degli amori impossibili, ostinandosi invano a volere amare degli esseri che non l’amano o che non sono capaci di amarla; fino alla disperazione come per ritrovare la prima nota di nascita di bambina non desiderata (Plutone-FC). E’ una paria che nella sua scrittura magnifica le lacrime o la sua solitudine, con la sua miseria e sofferenza espresse in uno sfavillio barocco. “Narratrice allo stato selvaggio... la sua sensibilità ed immaginazione portano ad un elevato grado d’incandescenza i ricordi e li trasformano in opera d’arte.” (Guy le Clech). Al fondo della disperazione proveniente da questa ferita primaria della nascita, sprizzava  infine la passione di vivere di Sole-Ariete in I. A proposito,  la sua Venere in Pesci in XII “nuota” in compagnia di Saturno, oltre ad una Luna in Acquario dissonante

al quadrato Saturno-Plutone. E’ a Faucon, nelle alpi dell’Alta Provenza, che Violette muore il 18 maggio 1972.

 

Costellazioni dell’orfano

 

         Alle varianti dell’abbandono genitoriale - figlio postumo, orfano, genitore scomparso, mancante, psicologicamente assente o negativo - corrisponde una diversità di configurazioni d’ ”orfanilità” ogni volta differenti dove, generalmente, si condensano diversi indici nei quali presenza, governo ed aspetto convergono verso un significato comune. Ne presentiamo un piccolo assortimento, iniziando da qualche orfano di padre e di madre.

         Edoardo VI d’Inghilterra: Scorpione-FC con Luna congiunta a Plutone sotto l’opposizione di Marte-Urano.

         Carlo VI di Francia Giove-FC in opposizione a Urano-MC in doppia quadratura a Plutone con la congiunzione Sole-Saturno governatrice del FC.

         Caterina de Medici: Saturno-MC opposto a Marte-Cancro in IV.

         Carlo XII di Svezia: Saturno al FC in dissonanza ad una quadratura Luna-Marte.

         Luigi XV: Saturno in IV dissonante al Sole, Venere, Urano e Plutone.

         Luigi XVI: Plutone e Saturno in IV, dissonanti all’ASC e a Venere.

         Madame Royale: Urano-FC opposto a Sole-MC con Saturno-Scorpione in VIII dispositore di Mercurio-Luna-Capricorno governatori della IV.

         Luigi XVII: Marte, Saturno e Plutone congiunti in IV.

         Luigi XVIII: Saturno in IV opposto a Marte-Cancro in X.

         Carlo X: opposizione di Saturno-X/Nettuno-IV in doppia quadratura a Venere.

         Herbert Hoover (padre e madre): Saturno in X opposto a Luna-Sole-Marte-Urano in IV.

         Juliette Drouet (padre e madre): Sole governatore del FC e della IV in opposizione a Saturno-Bilancia con congiunzione Venere-Plutone.

         Ingrid Bergman (padre e madre): Scorpione-FC-IV con congiunzione Marte-Saturno-Plutone in Cancro.

         Marilyn Monroe (padre e madre, passata successivamente per 11 famiglie): Saturno-Scorpione in IV, in quadratura tanto alla Luna quanto a Nettuno governatore dell’VIII in I che rimanda tanto a Plutone-Cancro in XII che a Marte in VIII.

         Cristina di Svezia: Saturno governatore della IV all’ASC in quadratura a Sole-Luna al FC.

         Keplero: Sole governatore della IV in VIII.

         Robespierre: Saturno all’ASC in quadratura a Mercurio governatore del FC e della IV.

         Lamennais: Plutone-Acquario al FC con Urano congiunto al Sole in VIII ed opposto a Saturno.

         Edgar Allan Poe (ossessionato per tutta la vita dalla sparizione di sua madre - v. L’Astrologue n° 85): Cancro in VIII con Luna in IV congiunta a Plutone  governatore dell’ASC, con Saturno in I  congiunto a Nettuno governatore della IV. Per sempre prigioniero del suo primo dispiacere, fantasma del passato.

         Nerval (“lo sconsolato”, egualmente ossessionato dal sepolcro della madre in Slesia): Saturno-Scorpione in XII in opposizione a Marte governatore della IV, come a Venere e Mercurio.

         Baudelaire (orfano di padre anziano): congiunzione Sole-Saturno in VIII in quadratura a Luna-Cancro, essendo Venere governatrice del MC anche congiunta a Marte e Plutone governatori del FC sulla cuspide dell’VIII.

         Nietzsche (“Dio è morto”): opposizione di 4 pianeti dalla IV alla X, oltre ad una opposizione Sole-Plutone in dissonanza ad una quadratura Luna-Venere.

         Edvard Munch (ricordandosi della morte della madre tisica quando egli aveva 5 anni): Luna-Capricorno in quadratura a Saturno-Bilancia con Venere in compagnia di Marte in Scorpione (ora di nascita sconosciuta). Unisce ossessivamente il bacio e la morte: “La malattia, la follia, la morte sono gli angeli neri che hanno vegliato sulla mia culla e mi hanno accompagnato per tutta la vita.”

         Marguerite Audoux: Saturno in IV opposto alla Luna governatrice del Sole-ASC. Madre morta a 3 anni, abbandonata dal padre a 4 anni; presa da una zia che la lascia presso la Pubblica assistenza alla medesima età. Infanzia triste e spenta nell’orfanotrofio. Il tema di Marie Claire, Fémina 1910 (congiunzione Luna-Nettuno in X).

         Sartre: Marte-Scorpione governatore del FC, sesquiquadrato a Plutone congiunto al Sole, oltre a una congiunzione Luna-Saturno. L’elaborazione del lutto di questo Gemelli lo porta a trovare dei genitori sostitutivi, una famiglia d’elezione nella genealogia degli scrittori dove si conquista uno spazio.

         Maurice Merleau-Ponty: congiunzione Sole-Saturno in IV.

         James Dean: Putone-Cancro  in VIII con Luna-ASC-Scorpione. Era vissuto attaccato alle sottane di sua madre morta quando egli aveva 8 anni, e diventata come un richiamo di morte.

         E’ raro il non trovare un insieme di configurazioni significativo. Ciò non di meno, è vero che esistono casi eccezionali. Ne è testimone la regina Vittoria: “Ho avuto un’infanzia molto infelice... Non avevo né fratello né sorella vicini a me. Non ho mai avuto un padre...” Era morto quando lei aveva un anno d’età. Ora, il suo caso sembra incomprensibile. Ma, pretendiamo forse di sapere tutto? Tale credenza sarebbe sospetta...

 

L’infanzia ferita

 

         Allarghiamo ora il mondo della tragedia famigliare presentando un campione di personaggi che non hanno conosciuto decessi di genitori ma che ciò non di meno appartengono alla stessa famiglia di traumatizzati dell’infanzia, quale che ne sia stata la varietà di motivi. E’ lo stesso clima di configurazioni che andiamo ad incontrare.

         Federico II di Prussia: congiunzione Sole-Marte in X in opposizione ad una congiunzione Luna-Saturno in IV. Sullo sfondo di un disaccordo tra padre e madre e di una quasi separazione della coppia genitoriale, la triste infanzia di questo principe è la storia della tirannia di un padre selvaggio che lo brutalizza con la frusta e la prigione. Federico detesta questo padre che lo maltratta, il cui terribile addestramento contribuisce a dargli la forza dell’acciaio temperato, ma che gli spezza l’anima, con la vita affettiva del brillante autocrate prussiano che finisce per diventare un deserto. Una mutilazione.

         Mary Shelley: Plutone-MC opposto alla congiunzione Sole-Marte-Urano in IV, oltre a Saturno-Cancro alla levata. La madre Mary Wollstonscraft muore mettendola al mondo, e per di più il padre le giura un rancore tenace, responsabilizzandola per la sua vedovanza, e poi si risposa. Solitaria, chiusa in se stessa, l’adolescente trascorre lunghe ore distesa sulla tomba della madre in preda ad idee morbose, nutrendo le proprie fantasie di macabri fantasmi. Con un tal Sole, non ci stupiremo che questa regina dell’orrore abbia partorito un mostro maschile: Frankenstein! Inoltre, suo marito, Shelley, si annegherà e lei partorirà un bambino nato morto.

         Balzac: con Saturno-Cancro, Luna in IV in quadratura ad Urano-Vergine e Plutone governatore del FC quadrato al Sole governatore dell’ASC. Messo a balia dalla nascita fino ai 4 anni, a mezza pensione dai 4 ai 6, poi allontanato dalla famiglia fino ai 14. Si lamenta che la madre non l’ami come egli desidererebbe. Per niente stupefacente che Madame Hanska sia diventata nella sua vita l’amore di una principessa lontana.

         Duca di Morny: congiunzione Luna-Saturno in I. Rampollo adulterino di una regina infedele (Ortensia, madre del futuro Napoleone III) e di un figlio di prelato (Charles de Flahaut il cui padre è Talleyrand), apparentemente non segnato grazie alla gioia di vivere di una congiunzione Sole-Venere in Bilancia in X.

         Louise Michel: opposizione di Saturno-Leone-MC a Urano-FC, con Luna-Vergine in X opposta a Marte-Pesci in IV, quadrato a Sole-Gemelli. Figlia di un castellano e di una di una servetta, sofferente della condizione materna di ragazza madre e  per la sua bastardaggine, che vive come profondo senso di inferiorità.  Ha contribuito a determinare la sua vita rivoluzionaria di  umanitaria generosa.

         Maxime Weygand: Saturno-Scorpione-MC, governatore dell’ASC-Sole-Mercurio, con Marte-Urano (governatore dell’ASC) in Cancro. Nata da padre e madre ignoti. “Non so nulla della mia nascita.” Un enigma ed anche un segreto. Lo stato civile dichiara: “figlio di padre e madre i cui nomi sono ignoti al dichiarante.” Questo generale acido, secco, duro, non uscirà da questo tormento, anche se si è sentito abitato da una grandezza, con la sua congiunzione Sole-Giove in I. Si ritiene probabile, se non certo, che sia stato figlio di Leopoldo II del Belgio.

         Paul Léautaud: Urano-Cancro al MC e governatore del FC, in quadratura all’ASC e alla Luna, ed opposto al Sole-Capricorno in compagnia di Saturno e Mercurio. La madre l’abbandona 3 giorni dopo la nascita ed il padre, attore, lo alleva con durezza. “Devo molto ai miei genitori: una madre un po’ puttana che mi ha lasciato tranquillo dalla nascita. Un padre, brillante cascatore, pieno di successo con le donne e che non si occupava di me... Persone che, infine, mi hanno lasciato.”

         Franz Kafka: congiunzione Marte-Saturno-Plutone in X in semiquadratura alla congiunzione Sole-Giove in XII. Il dramma del bambino bloccato dall’istanza paterna istituita in schiacciante super io.

         Hector Malot: è solo un Saturno in Leone in V che ci procura Sans famille, che ha fatto tanto piangere le contadine.

         Jules Renard: opposizione Sole-Luna, governatrice del FC, dissonante ad una quadratura di Saturno a Marte-Capricorno al MC. Il più piccolo di tre figli, incastrato tra due esseri, si dichiara frustrato, solitario, infelice “come le pietre”. Suo padre si suiciderà, come pure la madre; più avanti si prodigherà a convincersi che la madre si era annegata in un pozzo per disattenzione. “Non una carezza” ma “molte frustate...” “Ho sei anni ed il deretano tutto pelato”: “è per il tuo bene, così imparerai” (la madre). “Non ho avuto infanzia, non ho avuto famiglia”: Poil de carotte.

         Jean Rictus: Saturno-Scorpione governatore del FC in I, con Marte-ASC; la Luna-Cancro in quadratura a Sole-Mercurio-Venere. Bambino martire di genitori separati, diventato il poeta della miseria e degli accattoni: Cantilène du malheur, Les Soliloques du pauvre...

         Charles Dickens: Sole-Acquario-FC in quadratura a Urano-Scorpione in I e in semiquadratura a Saturno-Capricorno, poi la quadratura di una congiunzione Luna-Nettuno a una congiunzione Venere-Plutone-Pesci. Il romanziere dell’infanzia infelice. David Copperfield: autobiografia della propria infanzia affamata e miserabile che sfrutta gloriosamente.

         Eugène Sue:Nettuno-Scorpione-FC in quadratura a Mercurio-Acquario con congiunzione Venere-Plutone-Pesci al DISC. Il fantasma dell’orfanilità: Martin l’enfant trouvé, Les Misères des enfants trouvés, Le Juif errant...

         James Joyce: congiunzione Saturno-Nettuno al FC. “Non voglio servire a ciò in cui non credo più, sia che si chiami famiglia, patria o chiesa.” Sradicamento che lo spinge all’esilio (Sole-Acquario in I) vissuto come una grande evasione.

         Pearl Buck: Sole, Luna, Mercurio e Venere in cancro in IV. Una grande forza materna che percorre e solleva la sua opera: La Mère, Pavillon de femmes... Essa stessa adotta bambini bianchi e neri e crea una fondazione per soccorrere i meticci della guerra di Corea.

         Heinrich Pestalozzi: Saturno in IV trigono a Sole-Capricorno in VII con ASC-Cancro e Luna al FC. Fondatore di una istituzione per orfani e bambini abbandonati.

         Hortense Schneider: Cancro al FC e congiunzione Luna-Saturno in Vergine ed in VI. L’interprete festaiola di Offenbach, regina del piacere del Secondo Impero, che finisce i suoi giorni dedicandosi agli orfani di artisti.

         Maria Montessori: Luna-Scorpione-FC, a cui rinvia Plutone in X, ed una congiunzione Marte-Urano-Cancro in XII. Relegata all’educazione di bambini ritardati ed anormali di un ospedale psichiatrico, questa creatrice di giardini d’infanzia è una levatrice dell’anima infantile, liberando questi esseri rinchiusi in se stessi dalla loro Bastiglia interiore.

         Eugène Carrière: Venere al FC in Pesci, vicina a Saturno in IV. Questo pittore di cui non conosco l’infanzia è il ritrattista - in penombra, in forme dolcemente sfumate - di maternità commoventi, in un clima emotivo tra speranza ed inquietudine.

         Maria Blanchard: Saturno in IV congiunto a Venere in V con congiunzione Luna-Plutone al DISC. Addolorata dall’infanzia, piccola, gobba, condannata ad una dolorosa sterilità, diviene una pittrice che non smette di tendere, con sollecitudine materna, verso i visi interrogativi ed ansiosi di bambini, con le sue tele che diffondono un clima melanconico. La sublimazione pura.

         Albert Einstein: Saturno in X congiunto a Mercurio governatore del FC. Costretto, per non restare ritardato, a fuggire dalla propria infanzia. “I miei genitori stavano in pensiero perché ho cominciato a parlare relativamente tardi.” Uno dei suoi professori disse a suo padre: “Non importa, non riuscirà mai a combinare nulla.”

         Hervé Bazin: Marte-Acquario in X con Urano in quadratura al Sole governatore del FC. Vipère au poing...

         Guy Bedos: Marte-Gemelli in IV con Mercurio congiunto Plutone in Cancro, con la Luna appena uscita da questa congiunzione. Gli strampalati scenari di una infernale coppia madre-figlio.

         Charlie Chaplin: Saturno-Leone al MC, in quadratura alla Luna e Venere, con Urano governatore del FC all’ASC. Genitori artisti di music-hall; padre morto alcolizzato e madre internata in manicomio. Solo al mondo a dieci anni. E’ proprio dalla loro scomparsa che costruisce la propria vita, recuperando l’eredità genitoriale. La prima parte di sua ideazione, che lo rende celebre, è quella di un ubriaco al music-hall. Il suo personaggio di Charlot è proprio quello dell’emarginato, vagabondo, solitario deprivato, sfortunato che si adatta alla miseria con l’umorismo (il “Kid”).

         Andrè Gide: Urano-Cancro al MC. “Famiglie, io vi odio!”...

 

La realtà psichica

 

         Questo mondo dell’orfanilità è il terreno ideale di un ritorno al problema fondamentale della fenomenologia astrologica: a quale ordine di realtà si indirizza il fatto astrologico? E’ veramente identificabile con il dato del reale oggettivo? O piuttosto, non aderisce a qualche sfondo del soggetto?

         Nel corso dell’esplorazione psicanalitica, Freud ha immediatamente e per molto tempo colto la causa dei problemi nevrotici nei traumi vissuti nel corso della prima infanzia. Poi, verso la fine della vita, scopre il ruolo patogeno dell’immaginario: delle semplici, pure fantasticherie, per nulla fondate sulla situazione famigliare, hanno lo stesso effetto traumatizzante di uno scenario realmente attuato. Tanto più che il rigore del super Io non corrisponde necessariamente alla durezza dell’educazione. Così gli viene l’idea di una “realtà psichica”, con l’immaginario che ha la stessa azione patogena del reale: “...non ci è ancora stato dato di constatare una differenza - quanto agli effetti - a seconda che gli eventi della vita infantile siano un prodotto di fantasticherie o della realtà.” E’ così che gli affetti apparentemente meno motivati - quali il senso di colpa della nevrosi ossessiva - sono pienamente giustificati in quanto siano fondati su realtà psichiche; con il desiderio inconscio (e la sua fantasia accompagnatrice) che manifesta questa realtà psichica, in particolare più dominante nella vita soggettiva, della psicosi o della nevrosi con la realizzazione superiore dell’anima nella spiritualità. Settore della psicologia che ha il proprio ordine di manifestazione, lo psichismo umano acquista così pieno valore di realtà interiore.

         Jung stesso insiste nella medesima direzione in Wirklichkeit der Seele (1934): Realtà dell’Anima. L’anima (in senso psicologico) esiste poiché produce degli effetti, e questa efficacia dello psichismo istituisce in qualche modo una “oggettività” del soggettivo. La scienza moderna si è costruita tramite spoliazione e spersonalizzazione, espurgando le proiezioni dalla soggettività dello sguardo portato sull’oggetto esteriore, onde raggiungerlo in sé e per sé, allo stato di pura realtà intrinseca. Ma l’uomo d’oggi è arrivato all’eccesso di rifiutare l’elemento soggettivo, come se questo fosse pernicioso o non avesse un’esistenza sua propria. Mentre è proprio il nostro mondo interiore che è dotato di una realtà equivalente a quella del mondo esterno, essendo quest’ultimo certamente più facile da captare, e più evidente in quanto fuori da noi, alla portata del nostro sguardo. Ma i fenomeni di questo psichismo umano non appartengono di meno ad una autentica “oggettività interiore”.

         Questo ritorno a Freud e a Jung ci fa tornare ad una versione astropsicanalitica che privilegia il rapporto cosmo-psiche. Opzione rilanciata da Daniel Verney quando dichiara in L’Astrologie et la science future du psychisme (Le Rocher): “La relazione tra mondo astronomico e mondo umano ha, come perno, la struttura psichica.” Si giunge così a concepire che il reale astrologico è psichico, che occorre - in ultima analisi - riferirsi a questo nel comprovato rapporto tra la configurazione (astrologica, n.d.t.) ed il vissuto umano, legato ad eventi o di altro tipo; con il fenomeno astrologico che funziona secondo i processi dello psichismo profondo, segnatamente prendendo il linguaggio analogico che istituisce un gioco di equivalenze affettive tra simili di specie differenti.

         Ce ne rendiamo subito conto qui con Saturno in IV o in X: il lutto parentale infantile ne è solamente una versione. La durata della vita dei genitori non è tributaria delle astralità dei propri figli: in famiglie, più o meno numerose, ciascuno di essi ha una sua configurazione famigliare che gli fa vivere la stessa realtà genitoriale nel modo che gli è proprio. Così, con questo dato saturnino, bisogna considerare il decesso precoce di un genitore come la nota-chiave di una gamma di situazioni famigliari percepite analoghe - sotto il profilo affettivo - dalla sensibilità dell’essere.

         Condividendo un Saturno al FC, Lutero si lamenta dell’estrema severità della propria educazione: “I miei genitori mi trattavano duramente; per via di una noce, un giorno mia madre mi batté così forte da farmi colare il sangue.” Broussais soffre per essere stato mandato in collegio a 12 anni. James Joyce viene messo a pensione presso i gesuiti a 6 anni, da dove esce 5 anni dopo per via di una malattia. Chopin soffre di nostalgia lontano dalla sua Polonia natale, da parigino sradicato, con il cuore che resta dai suoi a Varsavia. Manuel de Falla è un bambino taciturno e solitario che si chiude in una torre d’avorio ed è ispirato dal libretto de La Vie brève: la povera orfanella andalusa. Come Chopin, seppure non espatriato, Glinka ha nostalgia della sua terra natale che gli ispira una musica russa che risale alle origini dei canti e danze popolari. Quanto a Simone de Beauvoir, ella ottiene la propria liberazione uraniana passando per un gelo - che la mette a dura prova - con la famiglia che, per un periodo, la rifiuta. Ignoro l’infanzia di Elsa Triolet, ma il suo Rendez-vous des étrangers (1959) emana l’esilio e la nostalgia del proprio paese, famiglia nazionale. Se non è al FC, Saturno è non di meno in IV da Bernanos: tramite i suoi libri si moltiplica la leggenda dell’infanzia schernita, umiliata, ed il tema dell’infanzia è collegato a quello della morte, “la stessa metafora spirituale unirà i due termini dell’infanzia e della morte per tutta la sua opera, di cui è forse il motivo conduttore più insistente e rivelatore” (A. Béguin). Lo stesso con Robert Brasillac, con una congiunzione Sole-Saturno-Ariete. Orfano di padre, viene allevato senza tutore e la sua opera parla di bambini abbandonati a se stessi, il che può spiegare il fascino su di lui esercitato dallo stivale nazista. (2) In Pesci e congiunto alla Luna con un accumulo in Leone e in IX, Mata Hari, quasi orfana, si dà un blasone esotico inventandosi un padre prete buddista ed una madre principessa giavanese.

         Il Saturno in IV di Anaïs Nin, con una Luna-FC sull’opposizione Urano-Nettuno: ecco il divorzio dei genitori. A 11 anni, inizia a scrivere un diario intimo (congiunzione Mercurio-Saturno-Acquario), che destina al padre lontano. Quello (Saturno, n.d.t.) di Marguerite Duras in Gemelli in quadratura di Mercurio-Pesci-ASC rappresenta la solitudine primaria a cui tentano di sfuggire i personaggi dei suoi romanzi, orfani come lei, che vivono “senza sapere perché”, impotenti a comunicare, condannati al silenzio. Altro ancora è il Saturno-FC di Liza Minnelli, figlia di Judy Garland e di Vincente Minnelli, che deve penosamente “sbarazzarsi di una timidezza dovuta al peso di un’eredità opprimente” (R. Boussinot). Etc... Così, infinita è la varietà delle manifestazioni di Saturno al FC o in IV, d’altronde ogni volta differente. Se bisogna assegnare un significato che possa convenire all’insieme di questi stati, nessun dubbio che il comune denominatore sia d’ordine psichico: con il tutto che vive di un clima affettivo tessuto dal linguaggio analogico della psiche.

 

Sintomatologia saturnina dell’orfanilità 

Bisogna stupirsi se una situazione d’infanzia abbandonata possa generare una psicopatologia saturnina?

         L’abbandono comporta generalmente delle difficoltà per costruire la propria vita, con un maggior sforzo che si impone all’abbandonato per prenderla nelle proprie mani.  Costui fa spesso di tutto per ritrovare i genitori che non ha mai conosciuto, come per riprendere dall’inizio il filo della propria vita e per meglio ritrovarsi. Naturalmente un tal bisogno di riallacciare i rapporti con la propria infanzia l’indirizza verso il passato, in un lavoro di elaborazione del lutto dell’immagine genitoriale.

         Il trauma di una tale situazione fa d’altronde sprofondare il bambino in piena patologia saturnina. Questa constatazione ci viene consegnata dalle inchieste e dagli studi clinici realizzati da più di una cinquantina d’anni sui bambini abbandonati negli istituti.

         Negli anni ’50, René Spitz scopre  in questi sventurati la “sindrome da ospedalizzazione” e descrive l’impressionante “depressione anaclinica” del bambino che ha meno di 1 anno, improvvisamente privato della madre.

         Il bambino dimagrisce, si rompono i contatti con il mondo esterno, il suo sviluppo psicologico è bloccato se addirittura non regredisce; riprende atteggiamenti molto arcaici (dondolamento) e, a poco a poco, di chiude in una sorta di autismo. Si sente dire di questi bambini: arresto, ritardo, assenza, ripiegamento su se stesso... Se non piange rumorosamente, il bambino mostra il suo sconforto apparendo cupo e triste, se non dondolandosi (sostituto dell’esser cullato). Si rifugia nell’indifferenza, non potendo né amare, né attaccarsi, e neppure sopportare l’essere amato, incapace com’è di stabilire un legame affettivo. Nella paura e nella disperazione, il bambino teme l’avvicinarsi del medico, piange o si irrigidisce, se addirittura non si volta dall’altra parte, rifiutando l’esame con diffidenza ed ostilità, se non con indifferenza, sembrando ignorare la presenza del curante, come se non desiderasse che ci si occupi di lui. Chiusura dentro di sé con sguardo assente o inespressivo, espressione cupa, d’umore mugugnante giochi solitari, timore, aspetto vecchiotto, con ritardo generale nella crescita: deambulazione, pulizia, linguaggio, sviluppo mentale. E’ particolarmente significativo il rapporto con il nutrimento, riscontrandosi anoressia e bulimia in ugual misura. A volte lasciandosi nutrire senza piacere, con indifferenza, lo sguardo altrove, mangiando lentamente, respingendo il cucchiaio con la lingua; a volte cercando di colmare il vuoto scavato dalla separazione, mangiando qualunque cosa, con il nutrimento che ha perduto il proprio valore affettivo.

         “La separazione che comporta la perdita della madre è un trauma che produce uno shock paragonabile ad una malattia acuta: i sintomi lo testimoniano e lo sconforto con inerzia può essere assai vicino alle sindromi di tossicosi acuta dell’infante.” (Jenny Aubry: Enfance abandonnée, Scarabée & Compagnie, 1983). ... paragonabile... Sì, dice questo medico, la carenza del vincolo materno è una malattia cronica ad evoluzione progressiva che, pure, in casi estremi fa sprofondare il bambino in una psicosi che richiede l’internamento. Siamo in piena equivalenza di stati saturnini, con passaggio da una forma all’altra di saturnità.

         Non c’è abbandonato che reagisca alla stessa maniera, e questa patologia saturnina di perdita del vincolo materno non colpisce tutti i bambini assoggettati a questo destino; Spitz aveva stimato che 13 su 16 fra loro presentavano disturbi più o meno gravi del comportamento. C’è persino chi, come agguerrito dalla vita, esce fortificato da questa prova. Ma ci sono altri che, diversamente, sprofondano sotto la spinta di una violenza incontrollata., primitiva, passando in qualche modo da vittima a carnefice - equivalenza di interiorità passiva ad esteriorità attiva - precipitando come saturnini maledetti dalla parte dell’orrore.

         E’, in effetti, ben noto che un’assenza di vita famigliare e d’amore genitoriale durante l’infanzia è una fonte di asocialità che contribuisce alla delinquenza ed alla criminalità, potendo darsi libero corso all’aggressività - in assenza di inibizione selettiva del sentimento sociale -  con la mancanza di “partecipazione”, di contatto affettivo con l’altro che rende indifferenti. In questo novero, grande è la proporzione di coloro che hanno sofferto nei primi anni della loro vita.

         Ne è testimone la miserabile infanzia di Émile Buisson, “nemico pubblico n° 1” degli anni ’60: dieci fratelli e sorelle di padre alcolista e di madre folle che rifiuta di nutrirli; costretto, per mangiare, a rubare polli a 7 anni ed un registratore di cassa a 10 (opposizione Sole-MC/Luna-FC, rinviata ad una opposizione di Saturno a Venere-Marte-Cancro). Una carrellata delle “stelle del crimine” (sorvoliamo sulla loro infanzia) mette in rilievo un Saturno al MC o al FC: Jean-Baptiste Troppmann, un fragile ragazzo di 20 anni che massacra un’intera famiglia, genitori e sei figli; Joseph Vacher, lo sventratore di pastori e pastorelle; Sylvestre Matuschka, il deragliatore di treni; gli anarchici Santo Caserio che assassina il Presidente della Repubblica Sadi Carnot; Ravachol, bombarolo, e Jules Bonnot, preso a scapaccioni da suo padre dopo aver perduto la madre, della famosa “banda Bonnot”; Lucky Luciano... Senza dimenticare l’infanticida: Denise Labbé che, per perversione amorosa, immerge la testa della figlioletta di 2 anni e mezzo nella macchina lisciviatrice (Plutone-MC e Marte-FC con Luna in VIII opposta a Saturno); come pure il o la parricida, con Violette Nozière - caso di un padre che soccombe al veleno somministrato dalla figlia - che scioglie così “lo spaventoso groviglio di serpenti dei legami di sangue” (Éluard), che evidenzia una congiunzione Sole-Marte al DISC dissonante con la Luna in Scorpione e rinviata da Saturno congiunto a Plutone alla levata.

 

Le vicissitudini dell’interpretazione

 

         Un neonato abbandonato su una panchina di una chiesa: “Un bebè di due giorni, di sesso femminile, è stato scoperto abbandonato ieri mattina, nella chiesa di Notre-Dame à Saint-Dizier, Alta Marna (...) La polizia non ha rilevato alcun indizio se non uno scarabocchio su un pezzetto di carta, lasciato a fianco del bebè: 31 luglio 1963, ore 12.15.” (Correspondance Figaro). Saturno in IV opposto a Sole-Mercurio...

         Mi auguro che un giorno venga intrapreso il censimento di casi di questo tipo, come del resto quello dei bambini della Pubblica Assistenza, per corroborare la nostra correlazione, già ben stabilita. Esempio che induce a far pensare che D’Alembert, figlio naturale di Madame de Tencin e del cavaliere Destouches, deposto alla nascita sul marciapiede della cappella Saint-Jean-le-Rond a Parigi, abbia l’opposizione Luna-Saturno al meridiano. Nessun dubbio che lì si trovi ugualmente il Saturno in Vergine di Descartes, segnato dalla morte della madre qualche settimana dopo la nascita (anzi, mi sembra, al MC). L’indizio è così presente e preciso che può suggerire, in certi casi, un’ora di nascita sconosciuta. Per esempio, per Simon Bolivar (Canoas, Venezuela, 24 luglio 1783), orfano di padre e madre a 10 anni, che - non presentando nessuna dissonanza di Saturno né ai luminari né a Venere - non potrebbe non avere contemporaneamente Saturno-Capricorno e Plutone-Acquario in IV o in X. Probabilmente così anche per il filosofo saturnino Ludwig Joseph Wittgenstein, ultimo nato di una famiglia ebrea austriaca “come si deve”: ambiente soffocante e patogeno, che condurrà al suicidio tre dei suoi fratelli, con lui stesso ossessionato da quest’idea, che non riesce a sfuggire a numerose depressioni: il suo Saturno non può che essere in IV o in X. Pur in presenza di due versioni dell’ora di nascita, non si esita ad adottare quella di un Saturno culminante nel caso di Marie Curie: deceduta quando era una ragazzina, la madre dovette soccombere alla tubercolosi manifestatasi poco dopo la sua nascita. Maria non ebbe mai il diritto di abbracciarla, ignorando il perché di questo rifiuto, e con lei si ha il ritratto di una natura che non si abbandona, chiusa, barricata, murata nel ghiaccio.

         Il 3 luglio 1963, un bambino arrampicatosi su un ciliegio del frutteto di famiglia viene abbattuto  ed ucciso per sbaglio da una fucilata di suo padre che aveva creduto di tirare a degli uccelli! Questo padre tragicamente infanticida, Gilbert Cap, è nativo di Troyes, Aube, il 13 dicembre 1920 alle 18.00 (stato civile):Saturno a 24 della Vergine si trova a 1° dal FC, in quadratura al Sole. Manca l’ora di nascita della madre, Lucia Bernini, nata il 6 settembre 1920 a Vertova (BG) in Italia (Mercurio-Sole-Saturno a 11°-13°-14° della Vergine). Il figlio, Gérard, nato a Troyes l’8 marzo 1951 alle 4.15 (stato civile) sotto un’eclissi di Sole (16°-19° Pesci) su un’opposizione Giove-Saturno, con Urano-Cancro al DISC e Nettuno-Scorpione governatore dell’eclissi al MC.

         Questo fatto diverso ci mette in guardia contro la tentazione della semplificazione. Asteniamoci da un automatismo di inevitabile associazione di Saturno in IV con la carenza genitoriale nell’infanzia. Lo si ritrova in persone che hanno un felice ricordo dei primi anni di vita e della propria tenera età, con il dato in questione che spunta solamente sul tardi: donna (troppo) attaccata ai genitori, che vive con loro e resta nubile, pesantezza famigliare di genitori a proprio carico, etc. Ma chi ha mai detto che l’astrologia sia semplice? E non è forse la vita stessa che non lo è?

         Infine, non si dimenticherà ciò che sta al di là del famigliare ed è più generale, una specia di attacco alle radici profonde da parte di un Saturno al FC, che riecheggia come un oscuramento della sensibilità. Non è forse - ultimo esempio - un disincanto di questa natura (aggravato da una congiunzione Luna-Marte-Saturno al FC) che si esprime nella saturnina avida Simone de Beauvoir al tramonto della propria vita, quando dichiara in La Force de l’âge: “Nulla avrà avuto luogo. Rivedo la siepe di noccioli spinta dal vento e le promesse con cui affollavo il cuore quando contemplavo questa miniera d’oro ai miei piedi, tutta una vita da vivere. Esse sono state mantenute. Tuttavia, volgendo uno sguardo incredulo verso questa credula adolescenza, io misuro con stupore fino a che punto sono stata abbindolata.” Malgrado le promesse mantenute di un’esistenza piena e ricca... con l’ultima parola che appartiene a un’anima disillusa.

         Finiamo quest’inchiesta evocando il caso opposto di una coppia che ha messo i suoi 5 figli presso l’Istituto dell’infanzia abbandonata. Si tratta di Jean-Jacques Rousseau (Astrologue n° 84) e di Thérèse Levasseur (3).

         Questo canceriano con Luna-Toro in quadratura a Saturno-Leone (dovendo probabilmente questo essere angolare), mai riavutosi dall’avere perduto la madre alla nascita, resta affettivamente un bambino alla ricerca di una moglie-madre protettrice; fissazione aggravata da una cattiva salute ed una suscettibilità morbosa. La sua introversione narcisistica ricorre nel rifiuto della paternità. Nel suo Traité de l’éducation, dirà: “...Colui che non può adempiere i doveri di padre non ha il diritto di diventarlo.” Sarebbe meglio, dice, che i trovatelli diventassero garzoni di bottega od operai piuttosto che degli spostati... Questo sognatore poteva nutrire tenerezza solo per l’Émile... e la madre natura (congiunzione Luna-Nettuno-Toro).

         “Che cosa penserà il lettore quando gli dirò, in tutta verità, che, dal primo momento che l’ho vista e fino ad oggi, non ho mai provato per lei la minima scintilla amorosa e che i bisogni dei sensi che con lei ho soddisfatto sono stati per me unicamente quelli del sesso senza avere nulla di favorevole all’individuo.”

         E’ così che egli si definisce nel suo rapporto con Thérèse.  Si sa che cosa pensare in merito alle poche affinità amorose che entrano in scena. Sovrapponendo le rispettive presenze astrali, il solo punto d’incontro è il Saturno di Jean-Jacques e la Venere di Thérèse. E se il Saturno del primo è in quadratura alla Luna, la Venere della seconda è in dissonanza per quadratura di Marte e semiquadratura di una congiunzione Sole-Luna-Plutone. Non si tratta forse di un accostamento della miseria dell’uno con quella dell’altro, costituendo una coppia pietosa?

Jean-Jacques non aveva pensato al matrimonio. Per questo canceriano bloccato, fondare una famiglia era spaventoso. Ciò che egli si aspettava dalle donne era protezioni, servizi, favori, sospiri. “Gli occorreva una donna che gli fosse inferiore socialmente e in tutti i modi. Una figlia del popolo che fosse povera, e che gli dovesse riconoscenza, e che non facesse la delicata e la sdegnosa, e davanti alla quale egli non provasse vergogna per le proprie miserie fisiche né per le debolezze morali, e che gli dedicasse le più intime cure” (Jules Lemaître). Luna-Toro: oltre al fatto di essere una buona cuoca e una brava ragazza, questa serva - che si impietosiva piangendo, secondo le sue predilezioni - sapeva compiacerlo, soccorrerlo, curarlo. Ma pagando il prezzo dell’umiliazione (lui la faceva passare per sorella), della volgarità, dell’infedeltà, della stupidità, della cattiveria. Tardivamente, senza tuttavia nessuna cerimonia, egli se ne dichiara solennemente il marito. Resta ciò non di meno fino alla fine il figlio unico che riceve tutto da lei, senza nulla spartire, e che qualsiasi gravidanza non può che spodestare, il che evoca l’ombra del mito di Crono. Ed in questo, Thérèse risponde con la passiva complicità di negazione materna di una Luna incorporata in una congiunzione Sole-Plutone: il mostruoso abbandono di cinque figli.

Note 

 

1) Per estensione della famiglia alla nazione, la madrepatria.

2) E ciò inversamente al Saturno-MC di Drieu La Rochelle: egli fu per tutta la vita preoccupato per la sua debolezza, che attribuiva all’educazione, troppo protetta, ricevuta da suo nonno. Da lì il suo essere affascinato dalla forza, la sua conversione al fascismo.

3) E’ in Vieilles maisons et vieux papiers  di G. Lenôtre che ho scoperto l’atto battesimale del 22 settembre 1721 a Orléans, che riporta la nascita avvenuta alla veglia, senza menzione dell’ora.

 

 

REPERTORIO DEGLI ORFANI

 

Famiglie reali:

         Inghilterra: Edoardo II, M. 6 anni; Riccardo II, P. 10 anni; Enrico VI, P. 9 mesi: Enrico VII, nato postumo; Enrico VIII, M. 11 anni; Edoardo VI, M. 12 giorni e P. 9 anni; Maria Stuarda, P. 6 giorni prima della nascita; Giacomo I, P. 1 anno; Enrichetta-Maria di Francia, P. 1 anno; Giorgio III, P. 13 anni; Vittoria, P. 1 anno.

         Belgio: Baldovino I, M. 5 anni; Alberto II, M. 1 anno.

         Spagna: Filippo II, M. 12 anni; Filippo III, M. 2 anni; Filippo IV, M. 6 anni; Carlo II, P. 4 anni; Luigi I, M. 7 anni; Ferdinando VI, M. 1 anno; Carlo IV, M. 11 anni; Isabella II, P. 3 anni; Alfonso XIII nato postumo.

         Francia: Carlo V, M. 11 anni; Carlo VI, M. 9 e P. 11 anni; Carlo VIII, P. 13 anni; Luigi XII, P. 3 anni; Francesco I, P. 15 mesi; Enrico II, M. 5 anni; Caterina de Medici, P. & M. alla nascita; Carlo IX, P. 9 anni; Enrico III, P. 8 anni; Margherita di Valois, P. 6 anni; Francesco d’Alençon, P. 5 anni; Maria de Medici, M. 5 anni; Luigi XIII, P. 9 anni; Anna d’Austria, M. 9 anni; Luigi XIV, P. 4 anni; Maria Teresa d’Austria, M. 6 anni; Luigi XV, P. & M. 1 e 2 anni; Luigi XVI, P. & M. 6-7 anni; Luigi XVII, P. & M. 7-8 anni; L’Aiglon, P. 10 anni; Luigi XVIII, P. & M. 7-8 anni; Carlo X, P. & M. 9-10 anni; Enrico V Chambord, nato postumo.

         Asburgo: Carlo V, P. 6 anni; Ferdinando I, P. 9 anni; Ferdinando III, M. 8 anni; Leopoldo I, M. 6 anni; Otto d’Asburgo, P. 9 anni.

         Varie: Umberto I d’Italia, M. 11 anni; Guglielmina d’Olanda, P. 10 anni; Sebastiano I del Portogallo, nato postumo e Pietro II del Portogallo, M. 1 e P. 8 anni; Ivan il Terribile, P. 3 e M. 8 anni; Paolo I di Russia, P. 7 anni; Svezia: Cristina, P. 6 anni; Carlo XI, P. 4 anni; Carlo XII M. & P. 14 anni. Carolina Murat, P. 3 anni;  Gerolamo di Westfalia, 1 anno; regina Ortensia, P. 9 anni; principessa Matilde, M. 13 anni; Pietro II di Iugoslavia, P. 11 anni; Simeone II di Bulgaria, P. 6 anni.

 

Politici e militari:

         Barthou; Simon Bolivar, P. & M. 10 anni; Hitler, P. 13 anni; Hoche, M. 4 anni; H. Hoover, P. verso i 4 anni e M. verso  18 anni; Thomas Jefferson, P. 14 anni; principe Charles de Ligne, M. 5 anni; Lincoln, M. 8 anni; Ludendorf; G. Marchais, P. 10 anni; Robespierre, M. 9 anni; Manon Roland, M. nell’infanzia; Philippe Seguin, P. 1 anno; Vauban, P. 10 anni; Giogio Washington, P. 11 anni; M. Weygand, genitori ignoti.

 

Scienziati e filosofi

         D’Alembert, abbandonato alla nascita; J. Berzélius, P. o M. 4 anni; Condillac, P. 13 anni; Condorcet, P. 1 anno; Copernico, P. nel primo anno; I. Joliot-Curie, P. 9 anni; Descartes, M. qualche settimana dopo la nascita; Erik Erikson, P. nel primo anno; J. Von Fraunhofer, P. & M. molto giovane; D. Hume, P. 3 anni; Keplero, P. 7 anni; La Condamine, P. 10 anni; Lamennais, M. 5 anni; La Mirandole, P. 4 anni; M. Malpighy, P. & M. molto giovane; M. Merleau-Ponty, P. 6 anni; Montesquieu, M. 7 anni; Newton, nato postumo; Nietzsche, P. 4 anni; Pascal, M. 3 anni; Rousseau, M. alla nascita; Sartre, P. 2 anni; Schopenhauer, P. 15 anni.

 

Letterati

         Amiel, M. 11 anni & P. (suicida) 13 anni; Andersen, P. 11 anni; M. Audoux, M. 3 anni; M. Aymé, M. 2 anni; Baudelaire, P. 5 anni; Benjamin Constant, M. 15 giorni; Boileau, M. 20 mesi; R. Brasillac, P. nell’infanzia; B. Brentano, P. & M. nell’infanzia; A. Brontë, M. 1 anno; C. Brontë, M. 5 anni; E. Brontë, M. 3 anni; Byron, P. 3 anni; R. G. Cadou, P. & M. assai giovane; A. Camus, P. 3 anni; T. Chatterton, P.; G. Chevtchenko, P. & M. molto presto; Cocteau, P. 10 anni; Colette, P.; Custine, P. 2 anni; L. Dietrich, P. 6 anni & M. 18 anni; Dostoïevsky, M. giovane & P. 18 anni; Dumas padre, P. 3-4 anni; M. Duras, P. giovane; R. Etiemble, P. 3 anni; Fustel de Coulanges, P. giovane; J. Genet, abbandonato & madre adottiva a 11 anni; Gide, P. 11 anni; Gorki, P. 14 anni; J. Green, M. 14 anni; J. Grimm, P. & M. assai presto; W. Grimm, idem; N. Hawthorne, P.; Hölderlin, P. 2 anni; Huysmans, P. 11 anni; Y. Kawabata, P. & M. nel primo anno; Von Kleist, P. 11 anni; F. Klinger, P. molto presto; J. Laforgue, M. 6 anni; La Harpe, P. & M. presto; P. Langendijk, P. 6 anni; Lautémont, M. 20 mesi; N. Lenau, P. 4 anni; M. Lermontov, M. 3 anni; S. Lewis, P. & M. prima infanzia; Maïakovsky, P. 12/13 anni; Mallarmé, M. 5 anni; Manzoni; H. Martinson, P. 5 anni, abbandonato dalla M. a 6 anni; F. Mauriac P. 20 mesi; Ch. Maurras, P. molto presto; H. Melville, P. 12/13 anni; G. Meredith, M. molto presto; C. F. Meyer, P. molto giovane; A. Mickiewicz, P. 13 anni; O. Mirbeau, M. giovane; Molière,  M. 10 anni; H. Moreau, P. 4 anni & M. 13 anni; K. Munk, P. 5 anni; G. de Nerval, M. 2 anni; C. Norwid, P. molto giovane; G. Pascoli, P. & M. nell’infanzia; Péguy, P. 10 mesi; Edgar A. Poe, M. qualche mese; l’abate Prévost, M. 4 anni; Ernst Renan, P. 5 anni; D. Quita, P. assai giovane; H. Racan, P. & M. 13 anni; Racine, M. 13 mesi & P. 3 anni; F. Raimund, P. assai giovane; R. Sabatier, P. 12 anni; Sainte-Beuve, nato postumo; Saint Exupéry, P. 4 anni; A. Samain, P. 14 anni; G. Sand, P. 4 anni; Signora de Sévigné, P. 1 anno e mezzo & M. 7 anni; Mary Shelley, M. alla nascita; Sir Stanley, P. 2 anni; Stendhal, M. 7 anni; J. Supervielle, P. & M. 8 mesi; J. Swift, nato postumo; H. Taine, P. infanzia; W Thackeray, P. 4 anni; M. Twain, P. 12 anni; Unanumo, P. 6 anni; S. Undset, P. 15 anni; Van Leberghe, P. & M. 7 & 14 anni; V. Woolf, M. 13 anni; W. Wordsworth, M. & P. 8 & 15 anni; M. Yourcenar, M. qualche giorno dopo la nascita; Zola, P. 7 anni; M. Zrinyi, P. 8 anni.

Pittori

B. Buffet, M. da giovane; Gauguin, P. verso 1 anno; Géricault, M. 10 anni; F. Léger, P. 3 anni; Magritte, M. suicida, 13 anni; Marquet, P. da giovane (14 anni?): Meissonier, M. 9 anni; Michelangelo, M. 6 anni; Modigliani, P. assai presto; Monticelli, dichiarato di genitori ignoti, padre al bagno penale; Munch, M. 5 anni; Murillo, P. 10 anni; Prud’hon, P. & M. assai presto; Utrillo, bastardo abbandonato a se stesso; S. Valadon, figlia naturale & P. ignoto; Vuillard, P. 14 anni.

Musicisti

         Béla Bartok, P. 8 anni; A. Bruckner, P. 13 anni; Cherubini, P. da giovane;  Delibes, P. 11 anni; D’Indy, M. alla nascita; Glinka, M. durante l’infanzia; Gounod, P. 5 anni; A. Magnard, M. 4 anni; Puccini, P. 6 anni; Saint-Saëns, P. 2 mesi; Schoenberg, P. 8 anni; Wagner, P. 6 mesi & patrigno 8 anni; Weber, M. 10/11 anni.

 

Spettacolo

I. Bergman, M. & P. 2 & 12 anni; Bourvil, P. ¾ anni; R. Burton, M. 1 anno; C. Chaplin, P. 10 anni; J. Dean, M. 8 anni; C. T. Dreyer, P. & M. assai presto; St. Grappelli, P. 2/3 anni; J. Hallyday, M. ed abbandonato dal padre a 6 mesi; Madonna, M. 6 anni; M. Monroe, P. & M.; A. Perkins, P. 5 anni; Piaf, abbandonata a qualche mese d’età dalla M.; B. Stanwyck,  M. 2 anni; A. Zukor, P. 3 anni.

 

Diversi

         J. Bonnot, M. 5 anni; C. Chanel, M. 6 anni; A. Citroën, P. 6 anni; J. Dillinger, M. 3 anni; J. Drouet, P. & M. nell’infanzia; M. Duplessis, M. 10 anni; C. de Foucault, P. & M. 6 anni; Principe Henry d’Inghilterra, M. 13 anni; Giovanni Paolo II, M. 9 anni; J. Ladoumègue, nato postumo & M. bruciata viva a 17 giorni; Madame Lafage, M. & P. 14 anni; L. de La Vallière, P. 9 anni; Leone XIII, M. 14 anni; D. de Montpensier, M. in giovane età; Teresa di Lisieux, M. 4 anni; Théroigne de Méricourt, M. 3 anni; C. Villemin, P. 6 anni. Figli di Stefano Casiraghi e Caroline Grimaldi di Monaco: Andrea, P. 6 anni, Charlotte, P. 4 anni, Pierre, P. 3 anni.

 

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